lunedì 30 gennaio 2017

Hania - il cavaliere di luce

Dopo aver amato la saga degli Ultimi, ho deciso di sperimentare la nuova serie di Silvana De Mari. Ci sono pro e ci sono contro, in questo libro, ma la valutazione è comunque tutto sommato positiva... 

Hania - Il cavaliere di luce di  Silvana De Mari

Haxen è una madre. Ma non ha mai conosciuto un uomo nella sua vita. Si è ritrovata incinta dopo una notte di buio e terrore, in un luogo misterioso, nelle tenebre più complete mentre il cielo sopra di lei era ferito da meteore color sangue.
Nove mesi più tardi Haxen fugge, con al collo la neonata. È bionda e bellissima come sua madre, ma muta, scorbutica e scostante. Hania - così si chiama la bambina - infatti è umana solo per metà: suo padre è il Signore degli Inganni, l'Oscuro, il grande Signore del Male, che ha organizzato la sua nascita per dannare l'umanità. Gli uomini dovranno scegliere se uccidere bambini innocenti, sperando così di uccidere tra loro la figlia del Male, oppure se lasciarla crescere e vivere, in attesa del momento di dannarli. La scelta è ardua e difficile, ma Haxen segue i consigli che le aveva dato da bambina suo padre, e grazie agli insegnamenti del Cavaliere di Luce, decide di prendere una terza via...

Ammetto che pensavo meglio, speravo in qualcosa di più epico e aulico e coinvolgente, qualcosa che fosse all'altezza della saga degli Ultimi {qui la recensione del primo libro} che ho tanto amato.

Questo libro è bello, mi è piaciuto molto e la scrittura della De Mari è sempre per me come un canto di sirene: mi trascina nella storia con dolcezza e maestria, con descrizioni stupende e la costruzione di mondi alternativi sempre verosimili e allo stesso tempo fantastici. La sua capacità di raccontare, narrare e descrivere posti, sentimenti e persone è altissima e superba, questo è innegabile.
Tuttavia in questo libro non ho trovato quella umanità varia e vera dell'altra saga. I personaggi sono solo Haxen e Hania, madre e figlia, che si rimbalzano la parola di capitolo in capitolo. Principessa eroica e valorosa l'una, bambina scorbutica e detestabile l'altra. Una bimba appena nata che dimostra tre anni, ha conoscenza su ogni cosa del mondo e odia tutto e tutti, attendendo il momento in cui suo Padre - e non sua madre, con la m rigorosamente minuscola - arriverà e la glorificherà, dannando il mondo e mostrandola come la grande discendenza che è. È lei la vera protagonista: Hania si ritrova, potente e malvagia, rinchiusa in un corpo di bimba, alle prese con le necessità di calore, cibo e sonno, divisa fra la necessità e l'odio per le tenerezze materne.
I personaggi sono praticamente finiti qui, e anche il terzo personaggio importante della comitiva - che non nomino per non fare spoiler - mi è sembrato piatto e affrettato... Perfino i più marginali personaggetti dell'altra saga erano così vivi e vibranti da ricordarli benissimo. Qui questo non c'è proprio, forse per scelta, forse per esigenze di brevità, non so.

Quello che però mi è piaciuto - e molto - è la "razionalità" della storia. Tutto si può vedere in filigrana e in trasparenza, tutto è leggibile in due modi. C'è la favola della bambina che vuole solo il male e che pian piano inizia a maturare un suo pensiero, e su un'altro piano c'è la capacità di andare oltre lo stereotipo, di capire che ogni persona è unica e libera di scegliere. E questo vale sia per sè stessi che per gli altri. Ho amato molto questo aspetto della storia, tanto che il pezzo della lotta nel deserto in cui Hania realizza cosa sta succedendo e fa la sua scelta, quello è il pezzo che ho preferito.
L'altro aspetto veramente bello del libro è secondo me la lama sottilissima tra il bene e il male. Come avevo già notato nel libro La Corona del Drago {qui la recensione}, non è possibile distinguerli nettamente. Le azioni di Hania si interpretano in mille modi diversi, e tra quello che leggiamo nella sua mente e quello che legge la gente che vede le sue azioni c'è sempre distanza.

Il messaggio più bello di questo libro è secondo me quello di capire che nessuno ha la verità e la certezza in tasca. Ogni azione va capita e compresa, prima che giudicata.
E soprattutto, dimostra che il bene è sempre, inesorabilmente, più forte del male.


«Non si sa mai cosa la vita ci metterà davanti,» diceva sempre suo padre.
«Ma quello che sai, è come l'affronterai».


Stelle: 3/5

sabato 21 gennaio 2017

Heartless

Questo libro è il terzo della saga Mirrorworld di Cornelia Funke (dopo Reckless e Fearless), e pensavo fosse l'ultimo della saga. Invece, dopo averlo terminato, ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che ce ne sono altri due... ma che non sono ancora stati scritti!!!

Heartless di  Cornelia Funke

I personaggi del Mondo oltre lo Specchio devono fare i conti con l'amore. L'Oscura sta fuggendo al legame con il suo antico amante, che ha deciso che può fare a meno di lei. John spera di non incontrare mai più suo figlio, mentre Kami'en lo sta cercando disperatamente. Jacob sta pagando il prezzo del debito contratto con il Giocatore per salvare Volpe e Will farebbe di tutto per salvare Clara, perfino tornare ad avere la pelle di giada.
Il mondo oltre lo specchio è in pericolo, ora che gli elfi ontani hanno deciso di distruggere le fate e tornare a prendere il potere. A Jacob non basterà affatto mettere in pratica tutte le sue capacità di cercatore di tesori, perchè quello che deve trovare adesso è un modo per sconfiggere il Giocatore e godere del tesoro più prezioso che abbia mai trovato. Un tesoro che non aveva mai apprezzato fino ad adesso, adesso che si rende conto che non lo può più avere.


Questo libro è molto più oscuro dei due che lo precedono. La minaccia non sono più i Goyl o le fate, ma il Giocatore, un personaggio molto più crudele, infido e determinato di quelli che l'hanno preceduto.  La cosa bella è che tutti - proprio tutti - i personaggi dei libri precedenti tornano tra queste pagine: da Jacob a Dunbar, da Volpe a Chanute, da Will a Clara. Ci sono Kami'en, Hentzau e perfino Nerron. Amalia, Donnersmark e Alma. Ci sono proprio tutti, e in questo libro si nota come siano legati gli uni gli altri dall'amore e dal timore di perderlo. Ci sono anche alcuni personaggi nuovi, però, e per fortuna la Funke è una brava scrittrice, o mi sarei persa in questa marea di personaggi alla terza pagina!

Purtroppo, rispetto ai primi due, la storia di questo romanzo mi ha attirato molto meno... forse era perchè non vedevo l'ora di scoprire cosa sarebbe successo alla fine ma mi è sembrato più lento, meno avvincente, con avventure parallele troppo "riempitive" e poco incisive. Anche i nuovi personaggi inseriti non mi sono piaciuti granchè.

Il titolo italiano Heartless l'ho trovato - per una volta - veramente calzante. Come il primo e il secondo anche in questo tutte le storie girano attorno a un unico elemento: per il primo erano i Reckless, nel secondo la paura, in questo l'amore. L'amore che c'è e non ci dovrebbe essere, quello che non c'è e si desidera, quello che si sogna, quello che si pensa di non meritare, quello per cui si è disposti a morire. Ci sono mille tipi di amore - passione, tenerezza, amore fraterno e paterno, amore breve e amore eterno - e sono loro a portare avanti la trama.
Ho trovato molto particolare il modo in cui questo libro parla d'amore, rendendolo la più potente delle magie ma allo stesso tempo quella che ti rende infinitamente più debole.

Resta il fatto che anche nella sua lentezza e lunghezza la scrittura di Cornelia Funke riesce sempre a catturarmi e a portarmi tra le sue pagine, nel suo misterioso e pericoloso mondo oltre lo specchio. Il modo in cui scrive, le parole che sceglie, le frasi, il tono, i paragoni... è tutto scelto con cura, è uno stile che veramente non saprei descrivere se non dicendo che è solo suo.

Il motivo per cui non sono riuscita a dare più di tre stelle a questo libro è la sua completa mancanza di fine. A differenza del primo e del secondo, che pur lasciando le porte aperte ad un seguito sono riusciti a "concludere" quello che iniziavano, in questo caso è lasciato tutto troppo, troppo aperto. Non sappiamo dove sta andando Will e perchè. Volpe e Jacob dove andranno? Cosa faranno? Che fine ha fatto davvero l'oscura? e Kami'en, ritroverà suo figlio?
Tutti i punti di domanda che si erano aperti all'inizio del libro e a cui non vedevo l'ora di rispondere - tanto che i capitoli in mezzo al libro mi sembravano sempre troppo lunghi - non sono stati svelati nemmeno per un pochino. E la cosa peggiore è che il prossimo libro non si sa quando uscirà!

Le mie tre stelle per questo libro non sono "realistiche", perchè lo mettono insieme a libri che non mi sono piaciuti granchè... tuttavia, visto cosa la Funke ha fatto negli altri romanzi, non mi sento di darle di più. Spero di tutto cuore che prima o poi avremo il quarto libro di questa saga, perchè noncelapossofare a rimanere così!


C'era una volta... le fiabe non cominciano così per niente, Will.
Ma il "poi vissero per sempre felici e contenti" ce lo si deve guadagnare.


Stelle: 3/5

venerdì 20 gennaio 2017

5 cose che ★ Libri di cui avrei voluto essere la protagonista

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
Per più info clicca qui.
È stato un mese difficile... e siamo solo a gennaio!
Ho postato pochissimo, ma a mia discolpa vorrei dire che grazie alla 101 in 1001 challenge ho deciso di dare un taglio una volta per tutte al pc dopocena (che mi procurava una discreta insonnia, tra l'altro), quindi ho molto meno tempo da dedicare a internet. Ma la cosa ha molti lati positivi... di cui però parlerò in un altro post. Ora vi lascio al post settimanale delle Twin Books Lovers, questa volta a tema letterario!


5 libri in cui vorrei essere stata al posto della protagonista



ll primo libro che mi viene in mente è la saga di Robin di Elena Kedros. Lo so che teoricamente sarebbe una saga per bambini, ma io mi ci vedevo benissimo nei panni della protagonista. La storia è stupenda, avvincente, tutta eroismo e lealtà e amicizia... e poi è ambientata nel Medioevo inglese, con tanto di castelli, dame, cavalieri e... Robin Hood!

Per lo stesso motivo aggiungo alla lista, come secondo libro, The Forestwife di Theresa Tomlinson. Anche qui si tratta di una storia ambientata nel medioevo inglese, ma in modo molto meno "fiabesco" e più realistico. È una bellissima versione al femminile della leggenda di Robin Hood, e devo ammettere che anche in questo caso mi sarebbe piaciuto alla follia essere io la Donna della Foresta e vivere tra gli alberi con un'allegra compagnia intorno, difendendo il mondo dai soprusi dei nobili!

Poi ho scelto Il Signore Degli Anelli di Tolkien, perchè ho sempre sognato di fare parte della Compagnia dell'Anello! Vi confiderò che al liceo avevo anche scritto una mezza specie di fanfiction in cui io ero al posto di Sam e accompagnavo Frodo fino a Monte Fato... ovviamente finendo perdutamente innamorati l'uno dell'altra. Ah, sogni di giovinezza! Però devo ammettere che tuttora sogno un'avventura come la loro, veramente grande.

Gli altri due libri che scelgo non reggono affatto il confronto con i primi due, ma siccome bisogna sceglierne cinque farò uno sforzo.

Il primo è Beastly di Alex Flynn. Al momento è la trasposizione più bella che io abbia letto della storia della Bella e la Bestia (la mia favola preferita), quindi ovviamente mi piacerebbe essere la protagonista. Il secondo è l'ultimo che ho letto, La Lettrice di Traci Chee. La storia di Sefia mi è piaciuta molto, soprattutto nelle sue avventure su velieri e vascelli... è una cosa che mi gaserebbe un sacco! E poi ho adorato Arciere ♡

Scegliere questi cinque libri è stato molto, molto difficile! Però per i primi tre sono straconvinta... ma siccome - ahimè - non esistono più avventure nelle foreste e viaggi verso la Terra di Mezzo, difendo i deboli nel modo che mi è concesso in questo millennio: facendo l'assistente sociale!
Forse meno "eroico" in senso stretto, ma ugualmente appagante, ve l'assicuro. :)

mercoledì 18 gennaio 2017

Addomesticare

Premessa: Il piccolo principe è un must dei lettori, ma io lo detesto. Lo trovo triste, supponente e anche un tantino cinico, se devo dirlo. Insomma, è proprio il genere di libro che se dici che lo detesti chi lo ama ti guarda con sufficienza pensando "beh, non tutti possono essere elevati moralmente al punto da capire questa eccelsa perla della letteratura". Io non lo amo sotto nessun punto di vista, e quando la gente lo usa in citazioni, bigliettini, lettere d'amore, incontri di catechismo o altro a me viene da grattarmi per l'orticaria perchè appunto, secondo me è tristissimo, supponente, cinico e scritto da una persona che secondo me si sentiva l'unica persona specialissima che non aveva perso l'innocenza in un mondo di soli adulti dediti agli affari. Cosa che secondo me non è, ma vabbè.

Però c'è un però. C'è sempre quando scrivo una premessa su un post sul blog.

Sabato sera eravamo a un battesimo, e il padrino della bimba in questione ha letto un brano (lunghissimo) del Piccolo Principe in chiesa. E sarà stato l'ambiente, saranno stati gli ormoni del ciclo, sarà stata la vicinanza di Booth, non lo so, ma per la prima volta ho letto qualcosa in trasparenza nel famoso, strafamoso, stra-abusato brano della volpe. Questo brano è forse quello che più non sopporto del libro, perchè viene assunto a spiegazione massima dell'amicizia. Posto che secondo me è assolutamente ingarbugliato e spiega in modo incasinato una cosa semplice, quella sera sono riuscita forse a capirlo un tantino di più.
«Tu, fino ad ora, per me sei un ragazzino uguale a centomila ragazzini, e non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila altre volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.»
Ecco, qui sono stata colpita. Perchè questa frase per me è stata un vero flash, perchè per la prima volta mi ha parlato di amore. Io ero per Booth una ragazzina uguale a centomila altre, e lui un agente dell'FBI uguale a centomila altri (passatemi la metafora). Ma abbiamo scelto di addomesticarci, e ora siamo unici l'uno per l'altra. Abbiamo bisogno l'uno dell'altra. La cosa che mi ha più colpito è stata proprio la scelta iniziale. Non un colpo di fulmine. Non due pezzi di puzzle che si incontrano per un qualche destino e che poi si completano. Abbiamo scelto di intrecciare le nostre vite, di limare gli angoli e scavare i vuoti per far sì che le nostre vite si unissero. Questa è la mia idea di amore.

Ma se anche questo pezzo per me è stato un vero fulmine a ciel sereno, sul finale sono tornata ad essere scettica come lo ero in principio: quando il piccolo principe chiede alla volpe cosa ci guadagna ad addomesticarlo, se poi soffrirà e piangerà quando lui se ne dovrà andare, lei gli risponde "il colore del grano". Ecco, che diamine di risposta è? Parliamone! Io capisco benissimo la "metaforicità" di questa frase, il fatto che amerà il grano e ogni volta che ne vedrà il colore penserà a lui, che darà valore a una cosa che prima non ne aveva... ma per me questo non è il valore dell'amore. Insomma, non mi spiega perchè vale la pena amare, anche al costo di soffrire per l'amore che si perde! Anzi, da una parte la interpreto come "penserò a te (e quindi soffrirò perchè non ci sei più) ogni volta che vedrò il grano". No, decisamente a me non piace.
Qui so che tutti quelli che leggeranno cercheranno di spiegarmi con pazienza cosa intendesse realmente Exupery quando ha scritto "il colore del grano", ma secondo me o hai voluto dire una cosa così vaga perchè non sapevi come altro spiegare l'argomento in questione - e se permetti, non ti metti a scrivere un libro che spiega il mondo se non sai spiegare perchè valga la pena amare - oppure ti piace scrivere cose semplici in modo complicato.

Per quanto mi riguarda, il motivo per cui vale la pena amare lo spiegano benissimo in una piccola, semplice frase di Bones, che non è Il Piccolo Principe, non è stranoto, stra-amato e "di qualità" come l'opera di Exupery, ma che personalmente trasmette cosa sia l'amore in modo molto diretto.
«Quello che tu e Temperance avete è il motivo per cui respiriamo.»
Ecco qui. Semplice ed efficace. E immediato. Amare è il motivo per cui siamo stati creati, per cui siamo stati messi al mondo. Amarci l'un l'altro e scegliere di farlo anche se farà soffrire è quello che da il senso alla nostra vita. Il motivo per cui esistiamo. Altro che "il colore del grano". 

(c) Quotesgram


POST SCRIPTUM 
Con questo post non volevo offendere nessuno, nè chi ama il libro nè chi l'ha scritto.
Mi sentivo solo di dire che a mio modesto parere è un libro un tantino sopravvalutato.

sabato 7 gennaio 2017

La lettrice

Se le letture dell'anno saranno tutte come la prima potrò dirmi davvero soddisfatta! Ho preso questo libro un po' intrigata dal titolo e dal sottotitolo, e definitivamente convinta dal prezzo (è uno di quelli presi a 0,99€ sul Kobo Store la settimana prima di Natale)!

La lettrice di  Traci Chee

Sefia ha sedici anni, ma ha già scoperto troppo della vita. I suoi genitori sono morti una dopo l'altro e ha dovuto abbandonare la tranquilla casetta sul promontorio per diventare una fuggitiva, una fuorilegge, una braccata. Scappa con sua zia Nin, apre chiavistelli, ruba e corre, custodendo l'ultimo segreto che i suoi genitori le hanno lasciato: un oggetto rettangolare in una custodia di cuoio. Quando sua zia Nin viene rapita dalle persone che le stanno cercando, Sefia decide di vedere cosa contiene quella strana custodia. Ed è lì che scopre un oggetto strano, mai visto prima, ma in cui sono custoditi quei piccoli simboli che stava sui cubi con cui sua madre la faceva giocare da bambina.
Una storia di magia e di vascelli, di ragazzi in schiavitù ma più liberi di quelli che subiscono le conseguenze delle loro scelte, di famiglia, di segreti e di misteri. E la soluzione di tutto, forse, è racchiusa proprio tra le pagine di quell'oggetto sulla cui prima pagina è scritto "questo è un libro"


Per cominciare vi devo avvertire: non fatevi ingannare dalla copertina! Non so perché la Newton Compton abbia scelto quell'immagine, ma vi assicuro che non c'è niente di più lontano dalla storia del romanzo! In primo luogo Sefia è bruna, ma poi è un racconto fantasy/marinaresco di magia e viaggi per mare. Il giubbetto di jeans e il vestito di Zara della tipa in copertina proprio non c'entrano niente!

Per il resto, devo ammettere che ho apprezzato moltissimo questa storia, soprattutto l'estro e la fantasia dell'autrice: sono davvero notevoli! Sefia e Nin sono personaggi fantastici, ma con loro anche Reed, Arciere e tutti gli altri. Mi spiace non poter fare tutti i nomi che vorrei perché ho troppa paura di fare spoiler e togliervi il gusto dei colpi di scena… che in questa storia ci sono, e sono così ben congegnati che hanno stupito perfino me! Onore all'autrice!

Personalmente il personaggio che ho amato di più di è Arciere. Già dal suo nome - sapete quanto io ami gli eroi con arco e frecce - me ne ero invaghita, ma poi proprio la sua evoluzione come personaggio, le sue scelte, le sue caratteristiche… mi ha ricordato (ma in modo buono, non in senso di scopiazzatura), Peeta di Hunger Games, un altro personaggio che ho adorato.
Anche Sefia mi è molto piaciuta, ma non quanto Arciere. Nel senso, l'ho trovata un tantino più insipida, anche se comunque è una ragazza coraggiosa, intelligente e molto umana e verosimile, caratteristiche sempre meno presenti nelle eroine dei romanzi di oggigiorno.
Quanto ai personaggi collaterali, per quanto mi riguarda li ho trovati tutti molto ben studiati, ma un pochino "troppi". Nel senso che tra nomi di buoni, cattivi, di isole, città e porti… alla fine sono andata praticamente in palla! In più ero con il Kobo, quindi non potevo tornare agevolmente indietro di due, tre o dieci pagine per ricontrollare chi era chi o dov'era cosa. Questo l'unico neo della storia.

Anche la trama l'ho trovata davvero ben scritta e congegnata. I tre livelli del racconto che si alternano tra loro sono ben pensati, ben strutturati e non mi è mai successo che mi dicessi "che pizza che adesso si parla di TizioCaio e Sempronio… voglio tornare a Sefia e Arciere". In più posso dire che alla fine tutti i pezzi - ma proprio tutti - si incastrano alla perfezione e nonostante questo sia solo il primo libro della saga ti lascia con più risposte che dubbi!
La cosa che in assoluto mi è piaciuta più di ogni altra, però, è la morale della storia, il senso che ha il libro per gli altri personaggi, l'idea che ognuno scriva - o meno - la propria storia.

Un bellissimo romanzo, pieno di senso, di significato ma anche di azione, avventura e colpi di scena. Con un'ambientazione fantasy incredibile e dei personaggi stupendi. Non vedo l'ora che esca il prossimo!

Lavoriamo duro per le nostre storie.
Sono ciò che noi lasceremo qui quando non ci saremo più.

Stelle: 4/5

martedì 3 gennaio 2017

101 things in 1001 days

Ebbene sì, mi sono fatta intortare. Eppure dovrei benissimo saperlo che non sono proprio capace di seguire una to-do-list, anche se ci metto tutto l'impegno del mondo! Però... però insomma, uscire dalla comfort zone è sempre la cosa migliore per crescere, quindi ho deciso che okay, ci provo. Alla peggio farò solo una o due cose... e saranno sempre una o due più di quelle che avrei fatto senza questo tentativo!

Ringrazio Juliette, HutchersGiusy per qualche spunto, ma soprattutto Vanessa e il suo I libri sono un'antidoto alla tristezza per avermi dato l'ispirazione definitiva! c:
 
direttamente dal DayZero Project, sito inventore della Challenge


LA LISTA
    1. Imparare a fare le meringhe
    2. Imparare a fare i cappelli a maglia
    3. Fare un corso (anche online) di Excel
    4. Imparare una tecnica di meditazione
    5. Imparare l'alfabeto nel linguaggio dei segni
    6. Non lamentarmi di niente per una settimana
    7. Mettere la gonna - o un vestito - (almeno) una volta al mese da aprile a settembre :: 0/6
    8. Smettere di mangiare le pellicine | pessima abitudine!}
    9. Vestirsi di verde per il St Patrick's Day
    10. Passare una notte in rifugio
    11. Leggere il Vangelo tutte le mattine di Quaresima
    12. Imparare almeno le basi di una lingua straniera
    13. Camminare senza meta per mezz'ora per trenta volte :: 0/30
    14. Proporsi per donare il sangue
    15. Mettere tre dei miei racconti originali sul Kobo Store :: 0/3
    16. Imparare a cantare le mie 101 canzoni preferite
    17. Vedere almeno dieci città che non ho ancora visto :: 0/10
    18. Imparare a fare la marmellata
    19. Provare la #100HappyDaysChallenge {click}
    20. Leggere un libro sulla programmazione neurolinguistica
    21. Andare a New York
    22. Visitare il Gershwin Theatre
    23. Vedere Wicked al Gershwin Theatre
    24. Visitare il 9/11 Memorial
    25. Vedere Les Miserables dal vivo
    26. Cucirmi da sola un vestito da zero (e poi metterlo per andare in giro)
    27. Chiedere i cinque libri preferiti a Bea, Jessica, Lorena, Francesca e Valentina e leggerli :: 0/5
    28. Guardare tutti i classici Disney :: 0/57
    29. Fare un piccolo dono inaspettato a 10 persone che voglio ringraziare di essere nella mia vita
    30. Fare un elenco di 101 citazioni che mi piacciono, segnando anche il libro da cui le ho prese :: 0/101
    31. Scrivere una lettera a me stessa e aprirla il 1001esimo giorno
    32. Lasciare in un libro della biblioteca un biglietto con una frase positiva
    33. Completare un libro di mandala da colorare
    34. Mettere via ogni mese il 10% del mio budget iniziale :: 0/33
    35. Costruire un libro con tutte le ricette sperimentate
    36. Fare un corso di scrittura creativa (anche online)
    37. Fare una lista di 101 cose fatte/raggiunte finora
    38. Scrivere una lettera
    39. Completare un'escape room!
    40. Andare all'acquario di Genova
    41. Instaurare un'amicizia di penna in inglese {click}
    42. Rispondere alle "50 domande per avere una mente libera" {click}
    43. Andare in vacanza in un posto in cui serve il passaporto
    44. Imparare a pattinare sul ghiaccio
    45. Incontrare Silvana De Mari
    46. Diventare assistente sociale iscrivendomi all'ordine una volta per tutte
    47. Trovare lavoro come assistente sociale
    48. Liberare un libro con il bookcrossing {click}
    49. Andare alle Cornelle a vedere gli animali
    50. Creare una versione ebook (copertina completa) dei miei 50 racconti preferiti :: 0/50
    51. Fare una giornata sulla neve
    52. Conquistare un gadget della Caserma 51
    53. Fare una playlist delle mie 101 canzoni preferite (mi serve anche per il punto 16)
    54. Fare un corso gratis online su una cosa a caso
    55. Andare a un concerto
    56. Tornare al roseto della Villa Reale per fare tantissime foto
    57. Leggere Inu Yasha dall'inizio alla fine
    58. Partecipare ogni anno almeno a un concorso letterario
    59. Fare una gita in barca
    60. Fare un corso di nuoto
    61. Imparare a decorare i biscotti con la ghiaccia reale
    62. Fare una french manicure con tutti i crismi
    63. Comprare tutti i cd dei Casting Crowns :: 0/7
    64. Fare una lista di 101 libri che voglio leggere... e leggerli tutti :: 1/101
    65. Visitare il cimitero monumentale di Milano
    66. Rinunciare al computer dopocena una volta per tutte | n° serate in cui non ci sono riuscita: 00
    67. Portare a termine il "rewriting" del Calice della Creazione da fanfiction ad originale
    68. Provare a tirare con l'arco
    69. Organizzare il mio database di ebook su Calibre una volta per tutte
    70. Tornare a Moggio (dieci anni dopo!!!)
    71. Rileggere Il Signore Degli Anelli
    72. Vedere l'aurora boreale
    73. Guardare Bones fino all'ultimo episodio | e per una che odia "le fini" sarà difficile...
    74. Finire di scrivere la fanfiction a quattro mani con Ariel
    75. Tentare la #1YearInPicture Challenge | battaglia persa, giàloso
    76. Leggere 5 libri in inglese :: 0/5
    77. Provare a fare il pane in casa
    78. Portare al secondo anno la mia personaggia del GdR di Harry Potter su ForumCommunity
    79. Fare una "ZucchiReunion" con Marta e Francesca
    80. Sostenere un bambino/un progetto a distanza
    81. Provare a fare 24 ore completamente senza internet | questa mi sa che finisce ad agosto...
    82. Scrivere il seguito di Afferrare una stella
    83. Tornare a Firenze
    84. Mandare 10 curriculum a posti in cui mi piacerebbe lavorare anche se so che sarà inutile
    85. Portare a termine le Challenge Letterarie del 2016
    86. Comprare una piantina e cercare di non farla morire al cambio di stagione
    87. Visitare un sito "patrimonio dell'umanità" dell'Unesco
    88. Saldare i debiti che ho con Booth XD
    89. Visitare uno dei "borghi più belli d'Italia" che non ho ancora visto
    90. Vedere i delfini (e non all'acquario)
    91. Tentare i "12 propositi per l'anno nuovo" di EfficaceMente {click} :: 0/12
    92. Finire Pokèmon Nero una volta per tutte!
    93. Farsi fotografare da Booth senza fuggire | questa la vedo più impossibile che probabile...
    94. Andare a una fiera del libro
    95. Andare al Parco dei Germani in bicicletta
    96. Andare a fare shopping e spendere il budget in vestiti | di solito esco per dei jeans e torno con un libro...
    97. Fare la recensione di tutti i libri che leggerò nel 2017
    98. Conquistare una vetta
    99. Scrivere per 30 minuti per 30 giorni
    100. Mettere da parte 5€ per ogni obiettivo completato e usarli per andare da qualche parte
    101. Continuare ad essere sempre e comunque la dottoressa Brennan ❤
      Ooookay. La prima cosa che ho realizzato stendendo questa lista è che la mia vita, ormai, non è più solo mia. Un pezzetto di me è nelle mani di Booth, e un pezzetto di lui è nelle mie. 
      Scrivendo mi sono resa conto di come la mia vita sia intrecciata alla sua... forse, se avessi scritto questo post tre anni fa, avrei messo molte cose che ho lasciato fuori e tolto alcune che ci sono. Ma soprattutto, molte me le sarei immaginate diversamente da come le ho in mente adesso.
      Potere dell'amore. ❤