02 agosto 2017

Recensione ★ Storie di colori

Sono passati più di due anni da quel fatidico 2014 in cui è stato indetto il concorso "Storie di colori" a Trichiana. Trichiana è un paese piccino piccino nel Bellunese... però ha questa bellissima manifestazione letteraria, per cui ogni anno indice un concorso letterario per racconti inediti. I dieci racconti finalisti, tra quelli arrivati alla giuria, vengono poi stampati in una piccola raccolta (quest'anno il tema era "Ritorno alla terra"... mi devo ricordare di questa iniziativa per la mia 101 in 1001!)
Trovare una raccolta di autori italiani per la challenge di Vale mi sembrava una cosa impossibile, poi mi sono ricordata che su uno scaffale della libreria c'era una di quelle antologie, mai letta. Quale occasione migliore?

Storie di colori
 di  autori vari

 
Nove storie, nove colori.
I colori dei pennelli sulle tele di Monet, Cezanne e Picasso. I colori della pelle di uomini e bambini, il colore dei loro sogni e sentimenti, delle loro filosofie di vita, il colore di qualcosa per cui battersi... o contro cui battersi. Il colore di un palloncino rosso o di una rosa rossa, il viola dei glicini e dei lillà, ma anche quello dei lividi e della nostalgia.
Nove racconti per il concorso "storie di colori", in cui un colore - o mille o nessuno - sono solo il modo di rendere visibile qualcosa che non lo è, di descrivere qualcosa che non si può raccontare a parole.


Non avevo mai letto questa raccolta di racconti, nonostante stazionasse sulla mia libreria da tre anni... in realtà nel giro di un paio d'ore l'ho iniziata e finita, perchè i racconti sono brevi e scorrevoli. In più - come la maggior parte di voi avrà notato - in questa raccolta ci sono solo nove racconti, a dispetto dei dieci previsti. Questo perchè pochi giorni prima della pubblicazione della raccolta una delle partecipanti ha pubblicato il suo racconto, e questo l'ha esclusa dalla premiazione.

Il racconto vincitore è anche secondo me il più bello. L'ho trovato migliore degli altri in tutto: aveva lo stile più fluido e scorrevole, l'idea più brillante e la maggiore coerenza rispetto al tema, interpretato in modo magistrale. La storia è ambientata al MoMa, e ruota attorno al "bagnante" di Cezanne e a una delle "demoiselles d'Avignon" di Picasso. Mi è piaciuto moltissimo come ha reso l'interazione tra questi personaggi e il modo in cui prendevano vita fuori dalla tela. In tutto e per tutto era il racconto più bello, meritava davvero la vittoria.

Degli altri, devo ammettere che non me ne è piaciuto nessuno in particolare. Solo uno mi è piaciuto un pochino: è la storia di una ragazzina allontanata da un padre manesco, che mentre vive in comunità prova a descrivere come si sente tramite i colori: il rosso dell'agitazione, l'arancione dell'allegria, il bianco del vuoto... Ecco, questo racconto mi è piaciuto, l'ho trovato dolce e delicato, abbastanza verosimile e anche positivo, sereno, nonostante partisse da una base molto triste.

La cosa che più mi ha colpito di questa raccolta, infatti, è che i racconti arrivati in finale erano per la maggior parte di quel politically correct costruito ad arte perchè tu non possa dire che non ti piace. Perchè in fondo nessuno se la sentirebbe di scartare una storia che è una denuncia di razzismo, guerra o violenza. Mi sono chiesta se tutti i racconti in gara avessero avuto questo taglio, e se questi fossero stati i migliori... o se questi fossero stati decretati i migliori proprio per il loro impegno in qualche modo "sociale". In una frase, queste erano le nove storie:
  1. il bagnante di Cezanne aiuta una delle Demoiselles d'Avignon a realizzare il suo sogno di essere "vera" e non più un quadro cubista
  2. un bravo ragazzo, sognatore e amante della giustizia, abbandona la sua etica e le sue certezze per diventare un malavitoso, in nome dell'amore di una donna che per anni gli ha nascosto di essere a capo della malavita organizzata
  3. un ragazzo senegalese rischia di finire in prigione per colpa di un poliziotto razzista, solo per essere intervenuto in una rissa per salvare il suo migliore amico italiano
  4. un bambino fugge dalla guerra e prima di riuscire ad arrivare al sicuro in Italia vede la guerra, le bombe, i campi profughi, le carrette del mare... e vede morire la mamma, il papà e la sorellina
  5. una storia di violenza e povertà raccontata dagli occhi di più personaggi, tra cui una moglie succube di un marito violento e un venditore di rose indiano che viene maltrattato solo per il colore della sua pelle
  6. una donna subisce stalking e violenza e perde la visione dei colori del mondo, cercando di riprendersi la sua vita aiutando donne come lei
  7. una ragazzina tolta a un papà violento che la maltratta vive in comunità fino all'arrivo di una famiglia affidataria
  8. una bambina cieca di cinque anni maltrattata dalla sorella maggiore cerca di conoscere i colori grazie all'aiuto del fratello, ma dopo l'abbandono del padre ben presto deve dire addio a una madre dal delicato equilibrio psichico
  9. una ragazza si ritrova in bilico tra prendere una decisione definitiva o tirarsi indietro per paura
Come vedete, solo due racconti su nove non parlano di violenza o guerra o razzismo o pregiudizio...  o tutte quelle cose tristissime che permeano giornali e vita quotidiana. Tutti questi racconti lasciavano addosso tristezza, amarezza e sconforto. In più nessuno spiccava, secondo me, per stile o proprietà di linguaggio... in alcuni casi (per esempio quello della bambina di cinque anni), i personaggi non parlavano nè si comportavano rispettando la loro età.
Sinceramente da una raccolta "storie di colori" mi aspettavo molto di più, e soprattutto pensavo di vedere molti più colori e molto meno la loro mancanza...



Si giudicherà di te seguendo il colore delle tue tracce.


Stelle: 2/5

1 commento:

  1. Ciao!
    Deve essere carino come libro, anche se come dici di "colori" ce ne sono pochi.

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra