31 agosto 2017

Recensione ★ Qualcosa

Anche se ogni volta impazzisco a trovare un libro adatto per le Challenge che ho deciso di intraprendere, poi sono sempre contenta perchè leggo libri che altrimenti non avrei mai preso in mano. Stavolta, per la Made in Italy Challenge di Valentina, ho deciso di dare una possibilità a Chiara Gamberale...

Qualcosa
 di  Chiara Gamberale


La principessa Qualcosa di Troppo, figlia di Qualcuno di Importante e di Una di Noi, ha davvero qualcosa di troppo. Piange troppo, urla troppo, corre troppo, dorme troppo… qualsiasi cosa fa, la fa troppo! E quando le vicissitudini della vita la colpiscono, la sua reazione è sempre eccessiva: che sia per dolore o che sia per amore, Qualcosa di Troppo non è capace di moderare le sue reazioni. Ma perché reagisce così? Qual è la causa di tutto quel troppo? Forse il Cavalier Niente la conosce e la può aiutare? Ma la Principessa saprà farsi aiutare, o le sue parole non saranno abbastanza per lei?



Questo libro mi è stato consigliato dalla mia mamma. Personalmente non ho mai provato interesse verso i libri della Gamberale, e anche se lei li ha letti e li ha amati io ho sempre avuto la sensazione a pelle che non mi sarebbero piaciuti. Ma poi, vuoi la Challenge, vuoi il consiglio della mamma, vuoi che si parlava di principesse… ho ceduto e ho deciso di tentare.
E se da una parte la storia mi è piaciuta, dall'altra ha rinforzato la mia opinione.

Mi è piaciuto molto il senso della storia, la morale, quello che si porta a casa chi legge questo racconto. Sotto i personaggi di principesse e cavalieri, infatti, c'è la storia di una giovane donna che cerca sé stessa e che cerca di venire a patti con il "buco" che trova nella sua pancia, cercando di riempirlo di tutto il troppo che trova attorno a sè ma senza riuscirci.
Sia la prima parte, dove la principessa affronta una perdita, che la seconda, in cui deve scegliere un marito tra i cinque pretendenti, sono molto metaforiche. Gli insegnamenti vengono dallo strambissimo Cavalier Niente, incontrato dalla principessa da bambina e le cui parole le riempiranno la testa fino alla fine della storia.

Se il senso e la morale del racconto mi sono piaciuti molto, quello che non mi è piaciuto è l'aspetto "ridicolo" dato alla storia. L'idea era sicuramente quello di renderla un po' spiritosa e buffa… ma a me non è piaciuto il contrasto stridente tra la profondità del messaggio, la grandezza del senso della storia e questa resa così leggera e scioccherella. E non parlo dei fumetti che illustrano il racconto, che non mi sono dispiaciuti… parlo più della scelta dei linguaggi. Vi faccio un esempio che non fa spoiler: il cavalier Niente, vestito di un sacco della spazzatura, incontra la Principesa esaltata perché si sente speciale e le chiede: "perché sei speciale? Per caso non fai più la cacca e non ti puzzano più i piedi?"
La mia faccia era tipo così: o.o
Puoi parlare di cose elevate come l'amore per sé stessi e per gli altri, il dolore e la perdita, la capacità di usare bene il proprio tempo… e far parlare i personaggi in questo modo? A me è sembrata una cosa un po' stonata. Però ribadisco, è solo la mia opinione: magari ad altre persone questo è sembrato buffo e divertente e hanno trovato bello il fatto che una storia profonda venisse raccontata in modo così leggero.

Però io ho un però: avevo già letto due libri simili a questo.
Il primo è Little Something di Francois Garagnon, anch'esso molto metaforico e che parla di un piccolo sentimento che vive mille peripezie per diventare un amore senza fine.
Il secondo - molto, davvero molto simile a questo - è La principessa che credeva nelle favole di Marcia Grad Powers. In questa storia la principessa Victoria deve vivere mille avventure per imparare cosa significhi l'amore. Questo libro mi è piaciuto molto di più perché il simbolismo e il messaggio di fondo - lo stesso di Qualcosa - viene raccontato da una storia delicata e intelligente, una vera fiaba, coinvolgente e intensa! A me è piaciuta veramente molto di più, è più consona al mio modo di essere.

Per cui la storia mi è piaciuta, ma lo stile no. E per questo credo che resterò fedele alla mia sensazione iniziale e lascerò la Gamberale alla mia mamma e a tutte quelle che la apprezzano!

Il bisogno è solo un sogno: prima o poi finisce o comunque sfinisce.

Stelle: 3/5

02 agosto 2017

Recensione ★ Storie di colori

Sono passati più di due anni da quel fatidico 2014 in cui è stato indetto il concorso "Storie di colori" a Trichiana. Trichiana è un paese piccino piccino nel Bellunese... però ha questa bellissima manifestazione letteraria, per cui ogni anno indice un concorso letterario per racconti inediti. I dieci racconti finalisti, tra quelli arrivati alla giuria, vengono poi stampati in una piccola raccolta (quest'anno il tema era "Ritorno alla terra"... mi devo ricordare di questa iniziativa per la mia 101 in 1001!)
Trovare una raccolta di autori italiani per la challenge di Vale mi sembrava una cosa impossibile, poi mi sono ricordata che su uno scaffale della libreria c'era una di quelle antologie, mai letta. Quale occasione migliore?

Storie di colori
 di  autori vari

 
Nove storie, nove colori.
I colori dei pennelli sulle tele di Monet, Cezanne e Picasso. I colori della pelle di uomini e bambini, il colore dei loro sogni e sentimenti, delle loro filosofie di vita, il colore di qualcosa per cui battersi... o contro cui battersi. Il colore di un palloncino rosso o di una rosa rossa, il viola dei glicini e dei lillà, ma anche quello dei lividi e della nostalgia.
Nove racconti per il concorso "storie di colori", in cui un colore - o mille o nessuno - sono solo il modo di rendere visibile qualcosa che non lo è, di descrivere qualcosa che non si può raccontare a parole.


Non avevo mai letto questa raccolta di racconti, nonostante stazionasse sulla mia libreria da tre anni... in realtà nel giro di un paio d'ore l'ho iniziata e finita, perchè i racconti sono brevi e scorrevoli. In più - come la maggior parte di voi avrà notato - in questa raccolta ci sono solo nove racconti, a dispetto dei dieci previsti. Questo perchè pochi giorni prima della pubblicazione della raccolta una delle partecipanti ha pubblicato il suo racconto, e questo l'ha esclusa dalla premiazione.

Il racconto vincitore è anche secondo me il più bello. L'ho trovato migliore degli altri in tutto: aveva lo stile più fluido e scorrevole, l'idea più brillante e la maggiore coerenza rispetto al tema, interpretato in modo magistrale. La storia è ambientata al MoMa, e ruota attorno al "bagnante" di Cezanne e a una delle "demoiselles d'Avignon" di Picasso. Mi è piaciuto moltissimo come ha reso l'interazione tra questi personaggi e il modo in cui prendevano vita fuori dalla tela. In tutto e per tutto era il racconto più bello, meritava davvero la vittoria.

Degli altri, devo ammettere che non me ne è piaciuto nessuno in particolare. Solo uno mi è piaciuto un pochino: è la storia di una ragazzina allontanata da un padre manesco, che mentre vive in comunità prova a descrivere come si sente tramite i colori: il rosso dell'agitazione, l'arancione dell'allegria, il bianco del vuoto... Ecco, questo racconto mi è piaciuto, l'ho trovato dolce e delicato, abbastanza verosimile e anche positivo, sereno, nonostante partisse da una base molto triste.

La cosa che più mi ha colpito di questa raccolta, infatti, è che i racconti arrivati in finale erano per la maggior parte di quel politically correct costruito ad arte perchè tu non possa dire che non ti piace. Perchè in fondo nessuno se la sentirebbe di scartare una storia che è una denuncia di razzismo, guerra o violenza. Mi sono chiesta se tutti i racconti in gara avessero avuto questo taglio, e se questi fossero stati i migliori... o se questi fossero stati decretati i migliori proprio per il loro impegno in qualche modo "sociale". In una frase, queste erano le nove storie:
  1. il bagnante di Cezanne aiuta una delle Demoiselles d'Avignon a realizzare il suo sogno di essere "vera" e non più un quadro cubista
  2. un bravo ragazzo, sognatore e amante della giustizia, abbandona la sua etica e le sue certezze per diventare un malavitoso, in nome dell'amore di una donna che per anni gli ha nascosto di essere a capo della malavita organizzata
  3. un ragazzo senegalese rischia di finire in prigione per colpa di un poliziotto razzista, solo per essere intervenuto in una rissa per salvare il suo migliore amico italiano
  4. un bambino fugge dalla guerra e prima di riuscire ad arrivare al sicuro in Italia vede la guerra, le bombe, i campi profughi, le carrette del mare... e vede morire la mamma, il papà e la sorellina
  5. una storia di violenza e povertà raccontata dagli occhi di più personaggi, tra cui una moglie succube di un marito violento e un venditore di rose indiano che viene maltrattato solo per il colore della sua pelle
  6. una donna subisce stalking e violenza e perde la visione dei colori del mondo, cercando di riprendersi la sua vita aiutando donne come lei
  7. una ragazzina tolta a un papà violento che la maltratta vive in comunità fino all'arrivo di una famiglia affidataria
  8. una bambina cieca di cinque anni maltrattata dalla sorella maggiore cerca di conoscere i colori grazie all'aiuto del fratello, ma dopo l'abbandono del padre ben presto deve dire addio a una madre dal delicato equilibrio psichico
  9. una ragazza si ritrova in bilico tra prendere una decisione definitiva o tirarsi indietro per paura
Come vedete, solo due racconti su nove non parlano di violenza o guerra o razzismo o pregiudizio...  o tutte quelle cose tristissime che permeano giornali e vita quotidiana. Tutti questi racconti lasciavano addosso tristezza, amarezza e sconforto. In più nessuno spiccava, secondo me, per stile o proprietà di linguaggio... in alcuni casi (per esempio quello della bambina di cinque anni), i personaggi non parlavano nè si comportavano rispettando la loro età.
Sinceramente da una raccolta "storie di colori" mi aspettavo molto di più, e soprattutto pensavo di vedere molti più colori e molto meno la loro mancanza...



Si giudicherà di te seguendo il colore delle tue tracce.


Stelle: 2/5

01 agosto 2017

Recensione ★ Eleinda - una leggenda dal futuro

Finalmente riesco a leggere questo libro! Dopo aver pubblicato la Cover Reveal e il Blogtour di lancio, ecco qui la recensione del libro di Vale! Lietissima di averlo letto!

Eleinda - una leggenda dal futuro
 di  Valentina Bellettini

Ad Eleonora sembra di vivere una vita che non le appartiene. Il tran-tran di una città moderna e tecnologica, ma fredda e distante; un coinquilino che si ritiene bello e brillante ma che risulta solo fastidioso; una solitudine amplificata dai mezzi di comunicazione. Tutto cambia quando l'ennesimo tentativo di abbordaggio del suo ospite sfocia in un inaspettato tesoro: l'ultima trovata della E.T. sono infatti i Migliore Amico, cuccioli geneticamente modificati di animali più o meno feroci. Ma quello che Eleonora trova nell'uovo preso per lei da Davide è nientemeno che un drago dalle scaglie viola. Da quel momento, Eleonora non si sente più sola: Indaco - questo il nome scelto per il drago - sarà solo l'inizio di una rete di legami, viaggi e avventure che cambieranno la vita di molte persone.

Sono davvero contenta di aver letto questo libro, e altrettanto contenta di averlo apprezzato così tanto!

Innanzitutto sono felice di aver trovato finalmente un libro self-published degno di essere letto. Finora i libri autopubblicati (ma non solo, ci tengo a specificarlo) che avevo letto erano tutti finiti sullo scaffale delle due stelle... sfiorando appena la sufficienza. Sono contenta di aver trovato un buon libro autopubblicato di un autore emergente, alla fine!

La cosa che mi è piaciuta di più di questa storia è stata l'arte che Vale ha dimostrato nell'intessere la trama, e la sua passione e la sua dedizione per quanto riguarda ricerche e fonti. L'idea di ridare ad Indaco la sua dignità di drago con una caccia al tesoro tra le mille leggende su queste bestie mitologiche è originale e brillante, e rende la storia molto realistica e ritmata!
L'altra cosa che ho adorato e per la quale questo libro merita una lettura è sicuramente il rapporto tra Eleonora ed Indaco. Sebbene siano una ragazza e un drago, quello che li lega è descritto in modo così delicato e perfetto, dolce e reale e vero e tutto! Mi è piaciuto in un modo che non riesco a spiegare, trovo che sia riuscita a descrivere una cosa indescrivibile come l'amore, quello vero. Ecco tutto.

L'altra cosa che ho adorato - ma che magari poi è piaciuta solo a me - è l'E.T... perchè mi ha ricordato un sacco il Team Rocket! I ragazzi degli anni Novanta come me di sicuro si ricordano questa banda di scemotti con le tutine tutte uguali, che si sentivano dei duri ma che erano goffi e imbranati... ecco, i sottoposti della E.T. mi hanno fatto proprio lo stesso effetto! E poi anche qui c'è il boss, un capo cattivo... e lui cattivo per davvero!

Alcune altre piccole cose non mi hanno convinta, per cui non ho potuto dare cinque stelle a questo libro. La cosa che ha influito più di tutte sul mio giudizio è stata sicuramente l'ambientazione: dai discorsi di Eleonora a volte sembra un mondo molto più futuristico di quello che emerge dalle descrizioni!
Provo a spiegarmi con un esempio (ma non so se ci riesco XD): lei parla della vita nella fattoria come di un mondo ormai perduto, però nel resto della storia non emerge una grande tecnologia, a mio parere. A parte qualche gadget come il giacchetto termoregolatore e l'atlante interattivo, o i robot come camerieri, Eleonora viaggia ancora in tram e vive una vita abbastanza normale. Un esempio abbastanza calzante è la sera di Capodanno trascorsa in discoteca: un ultimo dell'anno nel futuro me lo immagino più silent disco con pasticche sintetiche coi sapori dei cocktail che come è ora, nel 2017. Poi appunto, sono solo mie idee, lungi da me l'idea di decidere io come bisognava costruire il mondo di Eleinda... è solo che vedere uno spettacolo di cavalieri medievali in una discoteca, la notte di Capodanno di un futuro imprecisato... mi è sembrato un po' strano!

Sono sicura che la saga di Eleinda ha del potenziale, perchè lo stile di Vale è davvero fluente, le sue idee brillanti e la sua capacità di costruire la vicenda impeccabile... e per questo spero davvero di poter dare cinque stelline al seguito (soprattutto perchè va ad indagare meglio la natura dell'amore tra Eleonora ed Indaco, che mi ha davvero intrigato in questo romanzo...)!


La maggior parte di loro non mi vede perchè non crede più a nulla.


Stelle: 4/5