05 luglio 2017

Eleinda: Release Party!

E dopo la Cover Reveal di qualche tempo fa (qui il post), finalmente posso annunciarvi che oggi - 5 luglio 2017 - esce il primo volume di Eleinda - Una leggenda dal futuro! Per festeggiare questo evento, Vale ha organizzato questo Release Party, a cui sono felice di partecipare con altri quaranta blog!

Valentina aveva già pubblicato questa storia nel 2014... ma questa è la versione pro, 2.0, evoluta o come volete chiamarla voi. In pratica non solo è 100% self-published, ma contiene anche parti inedite! Per cui, che l'abbiate letto o no, vale la pena dargli un'occhiata!

Per chi non avesse letto il post precedente, ecco una breve trama di questo bel libro Sci-fi/Paranormal romance/Urban Fantasy:

"Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino al giorno in cui un drago geneticamente modificato è piombato nella sua vita. A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi; le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua.
Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale. Amata.
Non le importa se il drago è stato creato in un laboratorio della European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge. Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E.T. a Milano. Vuole stare con lui, perché da quando lo ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso. Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
È disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale. Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani. Né uomini né draghi sono al sicuro."

Potete trovare questo libro sia in formato cartaceo (12,70€) che in eBook (2,99€).
Qui il link per l'acquisto su Amazon: cliccami tutto!

Come avevo già scritto nel post del Cover Reveal,  invece il prequel La vita prima della leggenda è gratuito ed è subito disponibile a chi si iscrive alla newsletter del sito di Vale!


.... e se ancora non dovesse bastarvi tutto questo per convincervi a dare almeno un'occhiata al link per l'acquisto, ecco un breve estratto dal libro!

L’ultimo tac e con entrambe le mani sollevò delicatamente il coperchio. 
Una nebbia densa, blu come la notte e che sapeva di zolfo, le avvolse il viso; la spazzò via facendosi aria con la mano. Poco alla volta, fu in grado di vedere e riconoscere i contorni del soggetto. 
In mezzo allo sfondo scuro della scatola, c’era un colore che brillava riflettendo la luce esterna: un pelo, un piumaggio, non seppe identificare subito cosa fosse, ma splendeva come un gioiello ed era di un azzurro violaceo, lo stesso colore che appare nell’arcobaleno quando il cielo è terso di nuvole; era di colore indaco.  
Il cucciolo era sdraiato in posizione fetale e non accennava un minimo movimento; Eleonora era ugualmente immobile.  
Davide, invece, era andato a sistemarsi, lavarsi i denti, profumarsi, e a truccarsi occhi e sopracciglia. 
Lui era frenetico mentre la ragazza fissava la creatura. 
Tanto tempo e ancora non aveva capito cosa fosse. Stava raggomitolato come una pallina: “Un gatto? No, direi proprio di no”, pensò. Lì vicino c’erano delle scorie, frammenti di un uovo che si era schiuso al momento della nascita. Per capirne di più, la ragazza allungò un dito per toccare lievemente il cucciolo: era umido nonostante il calore dell’incubatrice, e la sua pelle era dura e compatta, ma cedeva a tratti, squamosa. “Un pesce? Impossibile”, pensò. D’altronde non c’era acqua. 
Si decise ad accarezzarlo con tutta la mano, e fu allora che il piccolo accennò un pigro risveglio: alzandosi, rivelò il collo lungo che fino a poco prima cingeva il resto del corpo, poi voltò la testolina verso di lei lasciando scoprire una lunga coda che terminava nella punta con la forma di un cuore. 
A un tratto lui ricambiò lo sguardo e la fissò, come se la stesse studiando. Poi, i suoi occhi acquistarono una strana sicurezza.  
Sei tu. 
E di colpo, tutto cambiò. 
Fu come se il cuore le fosse uscito prepotentemente dal petto; era come se quel blu magnetico avesse attirato l’anima della ragazza, ora sospesa a galleggiare tra i loro due corpi. 
Gli occhi blu della creatura erano di un’espressività tale da sciogliere ogni curiosità, ogni dubbio, ogni rifiuto; erano affascinanti come nient’altro al mondo perché al suo confronto, i laghi erano aridi scavi, e le azzurrite dei sassi opachi. Guardandoli, sembrava come perdere il senso del tempo e dello spazio, si dimenticavano i come, i quando e i perché, e allo stesso tempo si apriva uno spazio infinito, oltre il corpo e l’esistenza stessa, come se ci fosse un intero mondo oltre quegli occhi; una dimensione infinita di onniscienza. Ogni emozione o sentimento si dissolveva perché non c’era mai stata un’estasi tale come in quell’istante. Ogni certezza svaniva perché non c’era mai stata cosa più consapevole dell’intensità di quegli occhi.  
Stava vivendo? Stava sognando? Non ricordava d’essersi mai sentita così, probabilmente era un’emozione nata nell'esatto istante in cui era comparsa quella creatura nell’universo.  
Si guardavano dolcemente, e un po’ alla volta, le pagliuzze verdi degli occhi della ragazza si mescolavano agli occhi blu del cucciolo, come se un pittore stesse prelevando da una semplice tavolozza per intingere un’opera d’arte già ricca e maestosa; il pittore aveva unito i due esseri con un legame invisibile ma percepibile a entrambi.  
Noi siamo l’uno nell’altra.
© Valentina Bellettini

Vi lascio qui sotto i consueti link ad altre risorse utili per conoscere meglio Valentina e i suoi libri. Io appena chiuderò questo post mi precipiterò a iniziare a leggere la storia! Non vedo l'ora!!! 



26 giugno 2017

Recensione ★ Gens Arcana

Bello, bello, bellissimo. Lo so che è banalissimo, ma non riesco proprio a dire altro per descrivere questo romanzo! Cecilia Randall è sempre una garanzia... e da quando ho potuto incontrarla la mia stima per lei è aumentata esponenzialmente!

Gens Arcana
 di  Cecilia Randall

Valiano de' Nieri ha solo vent'anni, ma è già nei guai. Suo padre l'ha cacciato di casa perchè irriverente, irrispettoso e ribelle... e da allora Valiano scappa di borgo in borgo, cercando di sfuggire agli sgherri di suo cugino Folco. Valiano sa di essere ricercato solo perchè è l'unico che può aprire la domus, la camera segreta degli Arcani, che nasconde grandi misteri e grande potere. Sì, perchè i Nieri sono la gens arcana d'Italia: con i loro poteri sanno governare le forze della natura, gli elementali. Valiano non vuole quel posto, non vuole quel potere... ma Folco ha imprigionato suo fratello Angelo e gli ha sguinzagliato dietro Manente, un grande guerriero e un simulacro di terra. Nel frattempo a Firenze si agitano le acque e si inizia a vociferare di una congiura...

Avevo già letto questo libro qualche anno fa, nel mese stesso della sua uscita (quando ancora riuscivo a non avere una wishlist che non starebbe tutta su un Rotolone Regina)... e l'avevo adorato. L'avevo perfino preferito alla saga di Hyperversum, che è pure eccezionale, perchè secondo me fa risaltare l'abilità di Cecilia nella scrittura. Quello che adoro di lei è che riesce a mettere il fantastico nel realistico in modo così naturale che finisci per chiederti dove finisce la realtà e inizia la fantasia! Senza contare che anche rileggendolo mi è successo quello che mi accade ogni volta che leggo un libro di Cecilia Randall: mi ritrovo nel libro e non più nella realtà, vengo totalmente assorbita dalle vicende e mi dimentico di dove sono e di che ore sono (e arrivo in ritardo!!!).

I personaggi di questa storia sono veramente belli, tutti, non riuscirei a scegliere! Istintivamente direi che preferisco Valiano, ma se ci rifletto penso che il personaggio più bello di tutti sia Manente. E ovviamente il ladruncolo di Firenze: lui sì che è tutto un programma! La capacità di Cecilia di rendere realistici i suoi personaggi immaginari è assolutamente la cosa che più ammiro (e un po' invidio) di lei. Io non sono così brava a rendere verosimili i personaggi che invento!
In questo romanzo poi ci sono epiche lotte degne di Tolkien, che però non annoiano mai e non stufano. Sono descritte con dovizia di particolari, ma in modo così fluido che invece di leggerli finisce che te li vedi scorrere davanti agli occhi come se fosse un film. E ovviamente l'elemento magico - tutto il mondo magico - che lei si è inventata è così preciso e privo di incongruenze che davvero, davvero, non ho parole per descriverlo.

Anche se Cecilia Randall è molto più famosa per la saga di Hyperversum, che conta ormai cinque libri, e che ho letto (quasi) tutti i suoi libri, devo dire che questa piccola perla poco considerata è ancora la mia preferita: per la sua originalità, per i suoi personaggi così particolari e soprattutto per l'ambientazione: una Firenze rinascimentale così realistica e meravigliosa che ogni volta mi fa venire voglia di poter tornare indietro nel tempo!

Quello che rimane è che lei è un'autrice piena di talento, che ammiro e stimo (e invidio), e che sono felice di avere incontrata... e che da aprile ammiro doppiamente perchè è reale! :)

«Ora so di cosa siete capaci quando la volontà supera le forze
di questo fragile involucro di carne e sangue.


Stelle: 5/5

22 giugno 2017

Recensione ★ Il serpente di fuoco

Devo dire che questo libro è stato uno dei primi che ho comprato grazie a segnalazioni viste sui blog (se non vado errata l'ho visto su Universi Incantati di Valentina...). Di solito uso la tecnica "colpo di fulmine" in libreria, con conseguente acquisto a scatola chiusa oppure ricerca in biblioteca. Stavolta invece mi aveva intrigato, mi sono fidata... e ho fatto bene!

Il serpente di fuoco
 di  Sara Bosi e Massimiliano Prandini


Amber è la principessa della Città del Sole. Un luogo meraviglioso, splendente, pieno di pace, prosperità e giustizia. Un giorno, mentre Amber cura le erbe medicinali nel Giardino dell'Ombra - unico luogo verde e fresco in un deserto sterminato - si accorge che la sorgente si sta seccando. È giunto il momento di prendere delle decisioni, che però ad Amber sembrano basate su sciocche superstizioni. Chi invece crede ai poteri del Serpente di Fuoco è Dammar, un giovane esploratore che conosce terre e popoli al di là del deserto. Ma gestire un popolo non è sempre facile, soprattutto quando l'acqua inizia a mancare... e la gente inizia a morire: qualcuno dovrà sacrificarsi per il bene di tutti.

Bello, bello, bello. Non ho altre parole per questo libro che è un fantasy ma non del tutto fantasy... non si capisce fino a che punto la magia sia davvero magia o solo simbolismo.

La costruzione dei personaggi è eccezionale, ognuno è diverso dall'altro, peculiare e particolare proprio come solo le persone sanno essere. Ognuno di loro ha un suo carattere, un suo modo di parlare, di porsi, un suo aspetto fisico. Il personaggio che è strutturato meglio è proprio Amber, la protagonista: la sua razionalità, ma in qualche modo anche il suo scetticismo, è quello che la rappresenta meglio. È una giovane donna che ha deciso di andare contro ogni regola, per proprio credo... o forse, in fondo, anche per timore di perdere la propria perfezione, le proprie certezze, le proprie convinzioni. Mi è sembrata molto realista, molto umana e anche molto originale.
Dammar non mi è parso altrettanto particolare: è molto intelligente, eroico e di buon cuore, ama la sua famiglia e si vede che ama la vita, il suo lavoro e ogni cosa che vive sulla terra. La sua scelta, ad un certo punto del romanzo, è decisamente coerente col personaggio, e nessuno potrebbe dire il contrario. Io non l'ho vista nemmeno come la rassegnazione di un uomo "costretto" dal destino a fare la scelta che fa, ma proprio la sua decisione di fare quello che può per gli altri.
Anche tutti gli altri personaggi di contorno, dal sacerdote, al Ministro delle acque, a suo figlio - coraggioso e innamorato ma privo di sufficiente avvenenza - al re e all'ancella di Amber (che tipa!), ma anche alla misteriosa vecchia che compare qua e là nel romanzo. Tutti sono personaggi che mi hanno colpito positivamente.

La trama della storia è da una parte molto semplice: la Città del Sole è un luogo in cui è bandita ogni violenza, in cui non c'è traccia di lotte, litigi o risse. La rabbia stessa è bandita. Il tracollo inizia con la mancanza dell'acqua, che per una Città che sorge nel deserto non è esattamente l'ultima risorsa in ordine di importanza. L'acqua termina e le decisioni prese dai vari personaggi portano a un piano inclinato che costringe i personaggi stessi ad arrendersi ad un certo punto alle uniche opzioni possibili, senza più poter fare scelte. Questa escalation è la cosa che mi ha colpito maggiormente: sembrava di avere a che fare davvero con una storia vera, era tutto così reale e realistico!
Il colpo di scena finale è stato per me il tocco d'artista. Fino a tre pagine dalla fine mi ero detta che avevo già capito come sarebbe finita, e avevo tratto le mie conclusioni. Niente di più sbagliato. Non avevo capito niente, e me ne sono resa conto alla fine, quando ho terminato il racconto e ho realizzato di non avere tra le mani una favoletta, ma una storia con un grande senso morale.

Ho adorato davvero questo libro, credo che sia uno dei più belli letti quest'anno. Siccome ho capito che è un libro di una saga, i "Racconti di Murgo il Ramingo" (che a capitoli alterni interviene nella storia per fare una specie di racconto antropologico che altro che Erodoto), spero che ci sarà un altro libro a breve... in cui magari scoprire il destino del figlio del Ministro delle Acque!
.


«Sapere è diverso da vedere. Finché non hai visto,
ciò che sei convinto di sapere può cambiare».


Stelle: 4/5

23 maggio 2017

Recensione ★ L'ultimo faro

Questo è stato uno dei miei acquisti alla fiera del libro di Milano: era un libro che avevo visto su alcuni blog tra le uscite... e alla fiera l'hanno venduto in anteprima. La copertina era così bella che alla fine ho ceduto... e l'ho comprato!
Temevo un po' di aver speso soldi sull'onda dell'entusiasmo per un romanzetto rosa per adolescenti... in realtà mi è piaciuto molto più di quanto credessi!

L'ultimo faro
 di  Paola Zannoner


Un gruppetto di ragazzi, tre coach, una vacanza organizzata e un faro abbandonato. Una storia fatta di storie, di mille vite e personaggi che si intrecciano. Ahmed, fuggito dalla guerra. Deindre, fuggita da casa. Lin, fuggita dal suo passato. Walter alla ricerca di un posto dove essere capito e Fran alla ricerca di un posto sicuro. Ci sono tutti i volti e le voci dei ragazzi di oggi, divisi tra i dubbi e le domande sul futuro e le dipendenze da alcol, soldi, videogiochi e modelli irraggiungibili... tutti raccolti in un ultimo vecchio faro non più funzionante.
La spiaggia e il mare sono incontaminati, la vegetazione verde e viva... e la cava di pietra a picco sul mare nasconde un segreto. Quando Lucio, il farista, porta i ragazzi nella cava, un murales attira l'attenzione di Lin, e dalla sua curiosità e dal suo coraggio nasce la voglia di scoprire un mistero, scoprendo così qualcosa di più di sè e degli altri. E da un momento all'altro un insieme di persone diventa un gruppo.

Non avevo grandi aspettative, su questo libro... ma quando ho letto la trama la prima volta, in me è "scattato" qualcosa, e ho deciso che questo libro lo dovevo leggere. Sarà stata la copertina, che mi ha ricordato le mie estati di adolescente... o forse il fatto che parlava di un gruppo di ragazzi in vacanza, come ne ho visti tanti nella mia vita di educatrice in oratorio.

In effetti la verosimiglianza di alcune situazioni mi ha fatto proprio sorridere: conosco bene gli adolescenti e i loro lamenti e ammutinamenti davanti alle attività organizzate... i poveri coach avevano le loro belle gatte da pelare, assolutamente comprensibili! Li ho adorati molto, davvero, li ho trovati veritieri e molto teneri... ma questo penso sia un po' anche spirito di corpo! =P

I personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche se secondo me sono un pochino troppi. Sono in tutto venti, tra i ragazzi ospiti della vacanza, i coach e gli altri che gravitano attorno a loro... una confusione di nomi tale che si fa fatica a scorrere veloce con la lettura, soprattutto nei momenti in cui cui discutono in molti. Però la lettura non ne perde granchè, per fortuna.
I miei personaggi preferiti sono stati Tudor - quello caratterizzato meglio e che secondo me è il vero protagonista, molto più di Lin - e Jessy (che ovviamente è invece quella meno importante!). Però siccome sono così tanti c'è per forza qualcuno in cui vi rivedrete, di questo sono assolutamente certa!
La storia infatti scorre intervallata, tra un capitolo e l'altro, dalla voce di uno dei ragazzi, che racconta la sua storia: il suo passato e quello che lo ha portato lì, a quel faro, insieme agli altri. Sono storie tutte diverse, tutte ugualmente verosimili e a volte amaramente realistiche. Sarà che adesso lavoro in una scuola professionale, ma mi sembrava di conoscere tutti questi ragazzini incasinati!
Ho trovato bellissimo anche il senso di radunarli in un "ultimo faro", come se fosse l'ultima sorta di speranza di far trovare loro un riferimento, una luce, una guida nel mondo. Molto romantico e profondo, davvero, molto metaforico (magari neanche volutamente!).

Un solo dettaglio della storia, che metto in bianco su bianco così non lo spoilero a chi vuole leggere il libro, non mi ha convinto: {SPOILER: si tratta del fatto che Vita, siccome è stata separata dal suo amore da tredicenne, non ha mai più trovato l'amore... mi è sembrata una cosa estremamente forzata e infantile, non un buon insegnamento per gli adolescenti che leggono il libro. Questo e la leggerezza data al fatto che a tredici anni si possa fare sesso capendo quello che sta succedendo. Ecco, questo proprio no.} Però poi ammetto che nel terzultimo capitolo la prima cosa si è decisamente ridimensionata, e in un certo senso ha preso un'altra piega, per cui il libro ha mantenuto le quattro stelle che avevo pensato di dargli.

Due cose mi sono piaciute in particolare: il fatto che alla fine anche la diffidenza, tra ragazzi, scompare. Anche dalla mia esperienza di educatrice posso dire che mettere insieme quattordici ragazzini delle medie (ancor di più se tutti problematici come questi) non è facile, ma che quando riescono a unirsi in un gruppo è una soddisfazione incredibile. Ho trovato la cosa molto naturale e dolce, ed è di sicuro uno dei tratti migliori del libro.
L'altro aspetto è quello della molteplicità delle storie. Così come anche con Nel mare ci sono i coccodrilli, anche in questo caso ho apprezzato che dietro ogni nome e ogni persona ci fosse un mondo, un enorme mondo fatto spesso di sogni e speranza, ma anche di dolori e ferite. Questi libri che ti portano a trattare tutti con gentilezza perchè non sai niente del loro passato mi piacciono davvero molto.

In sostanza si tratta di un bel libro, molto semplice e fresco, perfetto per i ragazzi tra le medie e i primi anni di superiori (per cui è consigliatissimo!) ma anche carino e godibile da adulti senza troppe pretese. Un ottimo libro sotto l'ombrellone, proprio perchè sa di mare, di sale e di stelle (tante stelle! *w*). E fa venire una voglia matta d'estate, di vacanze e di quella spensieratezza adolescenziale che - ahimè - non si assapora mai del tutto quando si è teenager...


«Lo sai perchè si dice desiderare?» «No»
«Perchè ci mancano le stelle. Siderare significa fissare le stelle:
quando non le fissiamo, ci mancano»
.


Stelle: 4/5


22 maggio 2017

Eleinda: Cover Reveal!

Sono fiera e onorata di ospitare la cara Vale di Universi Incantati sul mio blog. L'occasione è davvero gioiosa: oggi si festeggia nella blogosfera la Cover Reveal di non una ma ben due delle sue opere!
La sua saga urban fantasy (ma anche un po' paranormal romance e con quel giusto tocco di sci-fi) infatti si slega dagli editori e diventa indipendente!
... ma non è tutto: perchè Vale ha anche riletto e rivisto il primo volume, "Eleinda - una Leggenda dal Futuro" sistemandolo e facendo diverse aggiunte!

In attesa dell'uscita del romanzo - che sarà prestissimo! - il restyling grafico preannuncia tutte le sue novità e potenzialità! Grazie a Giulia Iori (grafica) e Dario De Vito (illustratore), tutti i volumi della serie avranno una nuova veste... a partire dal prequel gratuito!

Ecco qualche info sul prequel, sul primo libro... e ovviamente uno sneak peek delle nuove, bellissime, copertine!

Eleinda Prequel - la vita prima della leggenda

Eleonora sta per diplomarsi, e non ha ancora molte occasioni per dichiararsi al compagno di scuola di cui è innamorata, visto che presto si trasferirà da Verona a Milano.
Proprio a Milano, la European Technology, orfana del suo fondatore, vede salire al potere il dottor Brandi, che ha piani segreti per i laboratori. L'egocentrico dipendente Davide Guerra cerca intanto qualcuno con cui condividere affitto e appartamento.
Nel frattempo, nella frazione di Villapace, nonno Salvo e nipote Alessandro sono costretti a considerare l'eventualità di fare scelte spiacevoli pur di non perdere la loro fattoria.
I cinque protagonisti non sanno che le loro vite stanno per incrociarsi. E che l'uovo di una creatura leggendaria sta per schiudersi.

Eleinda Prequel - la vita prima della leggenda è disponibile da oggi in formato ebook a un prezzo straordinario: GRATIS!
Per riceverlo è sufficiente iscriversi alla newsletter "Eleinda Books" dal sito di Valentina e vi arriverà nella casella di posta elettronica senza spendere un solo centesimo! Potrete così iniziare subito ad entrare in questo mondo un po' fantasy e un po' realistico, pieno di amicizia e magia!

Prossimamente sarà disponibile in ebook autopubblicato anche Eleinda - Una leggenda dal futuro, il primo romanzo della saga!

Eleinda - una leggenda dal futuro

Eleonora Giusti è sempre stata sola... fino al giorno in cui un drago geneticamente modificato è piombato nella sua vita. A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi; le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua. Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale. Amata. Non le importa se il drago è stato creato in un laboratorio o se si tratta di un esperimento il cui vero obiettivo ancora le sfugge.
Lei vuole proteggerlo. Vuole stare con lui. Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
Ma non ha fatto i conti con il creatore del drago, che è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani. Né uomini né draghi sono al sicuro.

Trovo che le nuove copertine siano bellissime! Il giusto mix di fantasy e fantascienza! Questa saga mi ispira davvero un sacco, lo devo ammettere, e questo restyling è stato per me l'occasione di dire a Valentina che spero di leggere presto la sua saga... a cominciare dal primo, perchè io i prequel li leggo sempre alla fine (sono fatta così!)


Vi lascio qualche link utile per scoprire di più su Eleinda e su Valentina, la sua autrice!
L'account di Instagram

E se volete news e notizie esclusive, c'è W.I.O.H., il gruppo segreto di Facebook in cui appare di tanto in tanto Eleonora Giusti - nientemeno! - che scrive e risponde alle domande!

In attesa dell'uscita del primo romanzo - e del release party per l'occasione - andate sul sito, conoscete meglio Valentina e scaricate il prequel gratuito!

https://www.facebook.com/groups/302289550206524/?fref=ts

17 maggio 2017

Recensione ★ Per questo mi chiamo Giovanni

Un libro davvero per tutti. E che dovrebbero leggere tutti.

Per questo mi chiamo Giovanni
 di  Luigi Garlando


È una giornata speciale, quella che precede il decimo compleanno di Giovanni: il suo papà ha deciso che salterà la scuola e passerà una intera giornata con lui, in giro per Palermo.
Quello che Giovanni non sa è che la giornata di vacanza è il pretesto per il papà di raccontargli la storia del suo nome, nome che è stato portato da uno degli eroi italiani, che ha finito la sua battaglia saltando in aria a Capaci.
La vita di Giovanni Falcone è raccontata in parole semplici, ma mai banali. Attraverso la spiegazione fatta a suo figlio, il papà di Giovanni parla di omertà e di rispetto, di legge e di violenza, di eroi che muoiono e di mafiosi che vanno in giro a testa alta, chiamandosi "uomini d'onore".
Ma la cosa più grande che Giovanni imparerà da quella giornata, è che la mafia può essere davvero vicina. E che bisogna sconfiggerla fin dalle piccole cose.

Ho letto questo libro la prima volta un annetto fa, e mi è piaciuto subito alla follia. L'ho divorato in un solo pomeriggio, incantata dallo stile dell'autore e dalla semplicità con cui racconta cose grosse e difficili come la corruzione, l'omicidio, l'associazione a delinquere, l'estorsione e il sospetto.
Lo stile di Garlando parla ai bambini, ma così facendo ci racconta una storia che non ha niente di polemico, fazioso o di parte... sono solo fatti, fatti e poco altro. Le vicende di un Falcone che ha combattuto per la sua Sicilia e che per farlo ha perso la vita.
La cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è proprio lo stile dell'autore: adatto ai bambini ma perfetto anche per i grandi, che non si rendono conto che il libro non è stato scritto per loro. Ho riletto questo libro due volte e l'ho consigliato sia a Booth che a mia mamma (maestra alle elementari)... trovo che sia davvero bello, bello per come è pensato, come è scritto e per la storia che racconta.
Ma anche - e non trovo assolutamente che sia una cosa secondaria - per l'insegnamento che da. Il papà di Giovanni decide che è venuto il momento di spiegare al figlio la storia del suo nome perchè nella vita del ragazzino iniziano ad esserci delle cose che non vanno... dove finiscono i suoi soldi delle figurine? Perchè in classe succedono delle cose ma "nessuno ha visto niente"?
L'insegnamento di combattere l'omertà e di stare in piedi a testa alta per far valere i diritti - propri e dei più deboli - è quello che rimane di più dopo aver letto questo libro.
La rabbia e la frustrazione per i fallimenti di Falcone, la sua fine ingiusta, la lotta alla mafia che sembra non arrivare mai a una conclusione, e benchè meno a una vittoria... tutto questo lascia un vago sapore amaro in bocca. Un sapore amaro che viene bilanciato dal coraggio, dalla determinazione e dalla speranza che permea il finale del libro, e che è il più grande messaggio dato ai bambini (e ai grandi) che leggono questa storia. La speranza che un'Italia senza mafia sia possibile. A partire dai banchi di scuola.


Abituarsi alle prepotenze, scambiarle per leggi giuste,
è già un modo di perdere la guerra
.


Stelle: 5/5


07 maggio 2017

Recensione ★ Il castello errante di Howl

Libro notturno, recensione notturna! L'insonnia fa anche questo...

Il castello errante di Howl
 di  Diana Wynne Jones


Sophie vive a Market Chipping ed è la prima di tre sorelle. Quando la nuova compagna del padre decide le loro strade, si ritrova ad essere l'unica a lavorare nella cappelleria del padre. La sua dote artistica fa sì che i suoi capelli, molto graziosi, diventino sempre più popolari. Nel frattempo sulle colline attorno a Market Chipping compare una strana costruzione, tutta camini e comignoli, che si sposta qua e là. Si dice che sia occupata dal Mago Howl, che irretisce giovani ed avvenenti fanciulle solo per mangiarne l'anima.
Nel frattempo a Kingsbury un re ha perso il mago di corte e un fratello, a Porthaven cercano rimedi magici per i viaggi per mare… e altrove una sorella cerca suo fratello. E in tutto questo, ovviamente, c'è la Strega delle Lande Desolate, che ha deciso che Sophie è scomoda e che deve liberarsene. E per farlo sceglie un incantesimo molto singolare: la trasformerà in un'anziana signora novantenne, sperando così di impedirle di agire.

Ho letto questo libro perché mi ero incuriosita, dopo aver visto il famosissimo film dello Studio Ghibli. Devo dire che il libro mi è piaciuto molto più del film, anche se ci ho visto molte cose simili.

La prima cosa che mi è piaciuta, del film e del libro, è il fatto che sembrano racconti di sogni. Okay il fantasy, okay la magia… ma alcune cose, alcuni passaggi, alcuni incantesimi e scelte sono così fantasiosi da rasentare l'assurdo, dando a tutta la vicenda dei tratti di sogno che mi hanno sconcertato un pochino ma che allo stesso tempo mi sono piaciuti moltissimo.

I personaggi stessi mi sono piaciuti molto: Sophie in primo luogo, è stata una vera scoperta. Nel corso del libro cresce davvero molto, pur rimanendo fondamentalmente mite e dimessa come all'inizio. Il suo cambiamento è notevole ma mai fuori dal personaggio, e questo trovo che sia fantastico. Anche Howl, è un eroe-non eroe, e mi è piaciuto molto soprattutto per il suo coraggio e la sua stravaganza: immaginereste mai l'eroe di un fantasy che passa almeno due ore in bagno prima di uscire e ne esce tutto profumato e agghindato?
Anche gli altri personaggi mi sono piaciuti molto: Calcifer in primo luogo, poi anche Lettie e Martha, Michael… la stessa Strega delle Lande Desolate. Sono tutti ben tratteggiati e anche se sono solo personaggi secondari trovo che siano tutti ben descritti e caratterizzati.

La trama è molto bella, tipica di un fantasy sotto certi aspetti ma molto originale sotto altri. In pratica si basa tutta su quest: la Strega delle Lande vuole Howl, Sophie vuole spezzare l'incantesimo su di sé e per questo stringe un patto con Calcifer, promettendogli di spezzare l'incantesimo su di lui. Il re rivuole il suo mago di corte e suo fratello e chiede ad Howl di riportarglieli. Howl vuole solo essere libero.
Tutte queste storie di desiderio e ricerca si intrecciano, si incastrano, si annodano… e alla fine, quando sembra che non ci sia speranza più per nessuno, vengono tutte riacchiappate senza farsi sfuggire nemmeno un dettaglio.

Una cosa che mi è piaciuta è sicuramente l'invenzione di questo castello con la porta che si apre su quattro mondi diversi. Uno di essi, che non svelerò per non fare spoiler, è veramente originale e sorprendente! E nel film - mi pare - non ci sia, per lo meno con quelle caratteristiche.

Un bel fantasy, ricco di magia, azione e personaggi interessanti. La storia si svolge in due "spezzoni", diciamo, ma è ben costruita e inizia e finisce con completezza. So che ci sono dei libri dopo questo, due o tre mi pare, e penso che li leggerò. Però anche come autoconclusivo non è male!


Se ti do un indizio e ti dico che è un indizio, diventa un'informazione.


Stelle: 4/5

03 maggio 2017

Aggiornamenti

Il restyling del blog direi che è evidente! Il logo è lo stesso di prima, ma non escludo di modificare anche quello appena avrò un po' di tempo ed ispirazione (ovviamente le due cose non arrivano mai insieme, chi scrive lo sa...). Però il nuovo layout mi piace molto, soprattutto perchè vorrei renderlo un po' meno parole e un po' più immagini! Che ne pensate?

Le mie challenge invece vanno a vele gonfie, gonfissime! Purtroppo la Reading Goal Challenge è passata solo su Faccialibro - su cui al momento non ho un profilo - e quindi la sto giocando da sola... Ma ciononostante ho già letto 19 libri del mio obiettivo GoodReads di 50 e devo ammettere che gli altri anni ero a questo punto tipo a ottobre. Sono davvero fiera di me!
Ma devo dire a tutte quelle che si chiedono come si fa a leggere così tanto, che il merito è solo di una cosa: di aver eliminato il pc dopo cena! Ho conquistato tempo libero per la lettura e ore di sonno in più! Fare questa rinuncia è stato pesante, ma non me ne pento affatto!
L'unico motivo per cui a volte vorrei rompere questo voto che ho fatto a me stessa è poter scrivere un po'. Ho una storia a quattro mani con Ariel che langue nel suo Drive da mesi - e me ne vergogno profondamente, scusami sirenetta! - ma arrivo a casa stanchissima dal lavoro con mille cose da fare al pc, tanto che non ho tempo. E se ho tempo, mi manca l'ispirazione. Insomma, un vero disastro su tutta la linea... però non si può chiedere tutto: ho il tempo di leggere, quello di scrivere lo troverò non appena avrò un minimo di mio equilibrio!

E a proposito di libri, tra i mille post arretrati c'è anche quello del resoconto della mia gita alla fiera del libro di Milano... un'emozione indescrivibile, tra la Randall, Baccalario e tutti quei libri e quei lettori attorno a me! E poi proprio in occasione del mio compleanno! Mai regalo fu più gradito! <3

Tra gli aggiornamenti ci sono ovviamente anche questioni personali... per esempio ho finalmente cambiato lavoro, lasciando il Servizio Civile che non mi piaceva affatto e trovando un posto di lavoro stra-precario ma che almeno mi piace! Sono ai servizi al lavoro di un'ente del Comune: praticamente mi occupo di attivare tirocini per persone con vari tipi di svantaggio e difficoltà. Questa specie di "selezione del personale" che è molto sociale mi piace un sacco e non escludo di continuare su questa strada, cercando di dare una volta per tutte un'impronta decisa al mio curriculum! Non pensavo, ma mi sta piacendo davvero molto e se da una parte spero di tenermi questo lavoro alla Scuola Borsa, che mi piace davvero tanto anche come ambiente e come colleghi, prenderò quello che la vita vorrà offrirmi. Certo è che io e Booth stiamo progettando insieme i prossimi mesi delle nostre vite e soldi e lavoro non sono un elemento da escludere!
(c) me

La mia challenge 101in1001 procede a rilento ma procede... ho già spuntato un po' di voci, mentre alcune le ho già rimandate all'anno prossimo (procrastinazione portami via!). Su alcune voci invece ora nutro qualche dubbio, tanto che non so se le completerò mai... Vedremo però, ho tempo ancora due anni! :)

E per finire, due righine sull'oratorio. Come forse qualcuno aveva letto, una mia cara amica si sposa tra tre settimane, e io e le altre ragazze siamo in ballo a organizzare addi al nubilato (non avete idea della follia che esce se cercate "idee per addio al nubilato" su Google...) e giochini, video e regalini per gli sposi. Insomma, un bel, bel, Bel clima... che spero continui su quest'onda.

Mi sento stremata ma felice, soddisfatta della mia vita e della strada che ha preso... voglio solo continuare a camminarci sopra!

07 aprile 2017

5 cose che ★ Libri che mi hanno costretto a leggere

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
Per più info clicca qui.
Sto cercando di ristrutturare il blog, questo è vero. Ed è altrettanto vero che sto cercando di farlo in fretta… ma non posso lasciarlo proprio così abbandonato e sguarnito di post! Ad aprile sono stata fin troppo negligente! Quindi ecco qui, voglio rimettermi in pista con questo Cinque cose che che si prospetta molto interessante!

Se avete scritto anche voi questo post lasciatemi il link nei commenti e passerò di sicuro a dare un'occhiata! Tempo o non tempo i miei commenti li leggo davvero tutti!


5 libri che mi hanno (quasi) costretto a leggere


Premessa:
nessuno di questi libri è stato per me una costrizione, per il semplice motivo che se anche mi veniva assegnato un libro e io non lo volevo leggere… con un po' d'astuzia riuscivo sempre a evitare di leggerlo e a fare comunque bella figura davanti alla prof. Sono sempre stata una studentessa diligente, ma su questa cosa del leggere per forza ammetto di aver sempre fatto un po' quello che mi pareva!


Lo Straniero di Camus

Una lettura pessima, di cui ricordo solo… che non mi era piaciuta! Però siccome al liceo io e la mia prof di italiano del biennio eravamo sempre ai ferri corti, io l'ho preso come un pretesto per farle ammettere che ero brillante (visto che lei non mi riteneva tale). L'ho letto con tanta attenzione e minuzia e l'ho talmente smontato con dati e fatti nella discussione del sabato mattina che alla fine non solo mi ha dovuto dare ragione, ma mi ha anche messo un bel voto! Ammetto che lo ritengo il mio momento di maggior gloria nella carriera di liceale!



I Miserabili di Victor Hugo

Anche qui, la costrizione vale solo per metà, dato che non sono arrivata neanche a metà del secondo volume! Tanto che nell'analisi del personaggio preferito - compito a casa della suddetta prof - io ho scelto Fantine (che, si sa, al secondo libro non ci arriva). Ho talmente giustificato la mia scelta con circostanza e passione che la mia prof non ha potuto questionare sul fatto che io avessi letto o meno l'intera trilogia.
Non nego che Les Miserables è uno dei miei musical preferiti, ma temo che Hugo sia stato - e sempre sarà - un autore non adatto a me.



Il male che si deve raccontare di Simonetta Agnello Hornby

Come sapete io sono laureata in Servizio Sociale, e all'università avevo una prof di filosofia politica (Marina Calloni, per l'appunto) che era molto attenta ai temi della parità di genere. Nel suo corso la prof ha fatto una specie di "lezione-seminario" sulla violenza domestica, consigliandoci più volte di leggere questo libro perché ci avrebbe aperto gli occhi. Sono rimasta spiazzata dalla crudezza, dalla violenza e dalla pietà di molte storie di questo libro. Veramente crudo e forte. Ed era vero: meritava una lettura da una futura assistente sociale.



Il giovane Holden di Salinger

L'ho odiato subito, dal primo momento, e credo che a tutt'oggi sia l'unico libro che non riprenderei mai e poi mai in mano. Mi dava fastidio tutto, di questa storia. Il modo in cui era scritta, il protagonista, la trama… Ma ero in prima media e non ero ancora sufficientemente furba da trovare modi per evitare di leggerlo e fare il compito comunque. Quindi penso di essere andata avanti quasi fino alla fine… e forse è per questo che ne ho un ricordo tanto odioso!





Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle

Anche questo libro l'ho letto in prima media, e mi hanno costretto a leggerlo fino alla fine nell'unico modo possibile: ogni settimana la prof ci assegnava di leggere e riassumere due o tre capitoli. In questo modo - e in un'epoca dove alle medie non esisteva internet - eri praticamente costretta a farli, i compiti. Ecco, forse questo è stato l'unico libro che sono stata davvero costretta a leggere. E che naturalmente ho detestato proprio per questo.





A questa lista mancano i libri che mi sono stati assegnati da leggere per compito ma che non mi sono sentita costretta a leggere. Per esempio quelli in inglese (The Importance Of Being Earnest, The Dubliners, Wuthering Heights…), che mi sono piaciuti tutti, o anche Omero, Iliade di Baricco che ho adorato… e ci sono tutta una serie di altri libri che ho letto per mio piacere personale a partire da brani sui libri di letteratura. Un esempio per tutti Fosca, di Tarchetti, che ho davvero amato!

Se anche voi fate questa rubrica e avete voglia di condividere le vostre letture, lasciatemi il link e verrò a trovarvi! Alla prossima!

29 marzo 2017

Work in progress!

Okay.
Ho bisogno di fare il punto della situazione che sennò qui finisce che non ci capisco più niente.

Il piano è: rendere il Flowerstardust pubblico.

Il che vuol dire:
A - creare una pagina Facebook per il blog, con cui interagire e seguire le altre pagine di blogger e allo stesso tempo postare/diffondere ciò che faccio su Facebook
B - crearmi un account di Instagram (che mi servirà anche per le challenge che sto portando avanti per la #101in1001) in cui mettere il link del blog

Lo scopo è: farmi conoscere di più tra le blogger e coinvolgere nella lettura e nella pubblicità del blog anche la gente che mi conosce in real.
Questo perchè da quando ho iniziato ad avere il coraggio di dire alla gente che ho un blog invece che sopraccigli increspati e battutine ho ricevuto occhiate ammirate e commenti interessati. Forse è il caso che io inizi a credere un po' di più in me stessa e in quello che faccio (e che mi piace fare).

Prima di fare questo però devo:
1 - togliere tutti i post privati, che ho scritto per me stessa e che non voglio che nessuno legga

Questo l'ho già fatto, e li ho spostati tutti su un blog apposito. Non è nè indicizzato su Google nè aperto al pubblico e si chiama The North Mountain Palace, come il posto dove Elsa si rifugia quando vuole essere sè stessa senza limiti e riserve dati dal mondo. Mi sembrava un bel nome per un blog privato privatissimo di sfoghi e confessioni.

2 - sistemare i layout, i tag, la grafica, le immagini e tutti i post in modo da renderli carini e presentabili

Capite che questo lavoro è tipo infinito, perchè ho tipo 256 post (da cui ho già tolto i suddetti privati) da sistemare, rivedere, riconsiderare. E con l'impostazione di Blogger che vuole tutte le foto in https:// è doppiamente difficile, perchè ogni post va aggiornato con foto apposta. E ogni post deve avere almeno una foto, per far funzionare il linkwithin che metterò appena avrò finito il riordino dei post.


3 - sistemare la grafica

Ho visto che Blogger ha messo nuovi stili, e la cosa mi intriga un sacco... vorrei qualcosa di carino ed essenziale, ma allo stesso tempo originale. In particolare vorrei riuscire ad usare i riquadri per le citazioni alla fine delle recensioni, e trovare un modo carino per impostare "automaticamente" lo stile dei titoli dei libri nelle recensioni. Devo fare uno studio di HTML e CSS per questo, mi sa. Se qualcuno ha modo di aiutarmi gli sarò eternamente grato.

(c) WeHeartIt
Quando finalmente avrò finito tutto questo, e avrò anche preparato Facebook e Instagram, potrò concentrarmi sul riprendere le mie rubriche. Ho tolto tutti i post alle mie storie, perchè sinceramente erano pizzosi e noiosi e nessuno li leggeva... vorrei renderli più accattivanti e briosi, e farne dei veri ebook per poi proporli a chi legge il blog!
E poi... e poi ho altre idee, ma non so cosa riuscirò a mettere in pratica.

Questo progetto si sta dimostrando una cosa colossale, e sto trascurando quasi tutto per metterlo in pratica! Non posso certo mollare adesso, quando ho investito così tanto, no?


Per cui adesso io rimbocco le maniche, alzo il volume della colonna sonora di Glee e cerco di portare avanti la cosa... a voi chiedo solo un po' di incoraggiamento e tanta, tanta pazienza!

A presto! :)

03 marzo 2017

5 cose che ★ Canzoni del cuore

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
Per più info clicca qui.
È un periodo di musica, non c'è che dire! Dopo lo scorso 5 cose che (questo) e la mia soundtrack (questa), il 5 cose che di oggi - sì, cercate di ignorare quelli saltati in mezzo -  è di nuovo musicale! si tratta di scegliere le proprie cinque canzoni preferite.

E anche se ammetto che è come chiedermi di scegliere tra i miei figli (ne ho tipo 500 nel pc e non so quante altre nel cuore e nella testa), proverò a sceglierne solo cinque...



5 canzoni del cuore
(rigorosamente in ordine sparso!)


Don't Stop Believing - Glee
Questa è una delle mie canzoni preferite, che mi fermo sempre ad ascoltare.
Mi piace il senso, il "non smettere di credere"... ma mi ricorda anche uno dei telefilm che mi ha letteralmente salvato la vita quando mi sembrava di non trovare la mia strada.
E poi insomma, Lea Michele è Lea Michele.




Let it Go - Frozen
Frozen mi è piaciuto tantissimo, così come questa canzone è stupenda, secondo me.
Rispecchia benissimo come mi sento a volte, tanto che la metto apposta per sfogarmi in camera...
Purtroppo Frozen è diventato troppo, troppo, TROPPO commerciale e inizio a non sopportare più tutto il merchandising e le ragazzine (ma neanche tanto) invasate che lo adorano.
Però questa canzone è così tanto Broadway... e Idina Menzel è divina.




This Is Now - Casting Crowns
Scegliere una sola delle canzoni dei Casting Crowns è stato difficilissimo...
adoro i loro testi, adoro le loro musiche, il modo in cui riescano a scrivere romantiche ballad,
pezzi rock e canzoni introspettive di violini e pianoforti con la stessa incomparabile maestria.
Trovo che siano credenti e musicisti, cantanti e cristiani incredibili.
Poterli vedere dal vivo sarebbe un sogno, per ora mi limito a imparare la loro discografia.
Ho scelto questa perchè penso che sia una di quelle con il ritmo più accattivante, ma vi consiglio di ascoltare Thrive, The Very Next Thing e tutte - tutte - le altre. Dovrò farci un FanGirl prima o poi!


I Lived - One Republic
Questa e Hall Of Fame dei The Script sono tra le mie canzoni preferite proprio perchè rappresentano il mio modo di vedere la vita: non basta esistere, io voglio vivere! Voglio fare grandi cose, e quando la mia vita finirà poter dire di averla spesa dal primo all'ultimo minuto.



Do you hear the people sing - Les Miserables
Anche questa canzone per me è un inno! Mi fa pensare a Broadway, mi fa sentire a Broadway...
e mi dà una carica incredibile!
Adoro cantarla in macchina a tutto volume, a costo di sembrare una cafona! :P



Queste sono solo una minima, piccolissima parte delle mie canzoni del cuore... e probabilmente se mi richiedeste la stessa cosa il mese prossimo sarebbero cambiate (sono estremamente volubile in merito!), per cui vi consiglio di ascoltarvi le canzoni di tutti i miei post #soundtrack per avere qualche spunto musicale in più!

Come sempre, se avete partecipato anche voi a questa rubrica, lasciatemi il link e verrò a curiosare! :)

01 marzo 2017

Guest Post ★ Buone abitudini

Sono stata contattata da Sarah di startbloggingonline.com per un guest post! Mi ha proposto di mettere sul blog una sua infografica con qualche riga di spiegazione, per farsi un pochino di pubblicità... io sono sempre dispostissima a fare posto a chi vuole un po' di spazio, perchè so che farsi conoscere nella blogosfera non è mai facile.
Quindi ecco qui, un carinissimo post su come sviluppare... una buona abitudine! :)

Trovate qui sotto un testo introduttivo (in inglese e in italiano) e più sotto l'infografica!



        ITA
Le buone abitudini sono importanti. Molte volte sono ciò su cui si basa il modo in cui uno vive, la "base"da cui dipendono tutte le cose positive che possono succedere a una persona.
Le buone abitudini influenzano le cose più importanti per la nostra vita. Prendiamo per esempio la buona abitudine di lavarsi i denti: una cosa così piccola porta come conseguenza alito fresco e denti sani! Oppure alcuni dicono che la sola abitudine di alzarsi presto ha buone conseguenze: permette di fare più cose e raggiungere più obiettivi nell'arco della giornata.
Una buona abitudine porta con sè ottimi risultati, che permettono di sentirsi bene e di essere più produttivi. Un altro effetto positivo che hanno è che mettendole in pratica traiamo il massimo da ogni momento della giornata (o della notte, per alcune persone!).
Non c'è dubbio che le cose migliori derivano dalle buone abitudini. Per prima cosa, impediscono di sprecare il nostro tempo; e poi fanno sì che i nostri sforzi producano risultati, ci fanno sentire più sani e in pace con noi stessi.
Ci sono così tanti benefici per mettere in pratica delle buone abitudini! Ed è per questo che è importante anche renderle quotidiane, costanti e includerle nelle attività di tutti i giorni.
L'infografica che stai per leggere sottolinea le ragioni per cui stabilire delle buone abitudini è davvero  importante. E come dice il saggio, sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!

ENG
Good habits are always a must in living life. A lot of times it is the standard of how one lives his life. Somehow, it serves as the foundation of everything positive that could happen to one person.
These habits affect some of the great stuff that are essential to you. Take for example the good habit of brushing your teeth. That alone brings you results like fresher breath and stronger teeth. When it comes to daily living, some say the habit of waking up early does everyone good.
It allows them to do more things and achieve more results for the day. This is the part where good habits can produce the best possible results that can help you feel better and allows you to be more productive. Another effect of this is that you get to maximize every moment of the day (or night for some people).
You can’t doubt the good things that can come out of these. First of all, you are not going to waste any time you spend. Then, every effort you exert produces good quality results. There are some habits that make you healthier and have more peace of mind.
There are so many great benefits from practicing these things. That is why it is important to establish them and include them in your daily living.
In this line, the infographic that you are about to read emphasizes the reasons why establishing good habits is very important. As a wise man once said, be the change you want to see in the world!



7 Steps to Developing Good Habits

28 febbraio 2017

Did, Do, Will #20

Rubrica mensile creata da Ika

Ovviamente non sono riuscita a postare questo recap a gennaio, shame on me!!! Vediamo se riesco a "tenere botta" per tutto l'anno con questa caspita di rubrica che non riesco mai a seguire fedelmente... stavolta ci sono i libri di gennaio+febbraio!

In questi mesi ho letto otto libri, e di ciò sono molto fiera... anche se - ovviamente - non ho nè finito gli iniziati nè letto i programmati (ma ormai questo non sorprende più nessuno...)
 


#DID

Heartless di C. Funke :: recensione
La lettrice di T. Chee :: recensione
Hania - il cavaliere di luce di S. De Mari :: recensione
I sopravvissuti del volo 305 di A.G. Riddle :: recensione
Fallen di L. Kate :: recensione
Accesso negato di U. Lucchese :: recensione
La guerra degli elementi - gli Eredi di Atlas di V. Santiago :: recensione
Siamo in missione per conto di Dio - la santificazione del lavoro di P. Corigliano :: recensione (GR)

 



#DO

 Ever After High - Il libro dei destini di S. Hale
(lo sto rileggendo perchè mi era piaciuto tantissimo!)

Il trono di ghiaccio di S.J. Maas
(che mi sta lasciando qualche perplessità...)

   
 



#WILL

Sicuramente leggerò
Ever After High, La più malvagia del reame di S. Hale

poi non so se passare a Hania - la strega muta,
rileggere Millennio di Fuoco - Seija per poi leggere Raivo
 oppure provare a finire una volta per tutte Hyperversum Next...

Consigli?

 

Recensione ★ La guerra degli elementi - gli Eredi di Atlas

Ho letto questo libro cercando un self-published sul blog di Valentina, per la sua Made In Italy Challenge. Per febbraio chiedeva di leggere un libro autopubblicato, e io non sono per niente ferrata in merito. Questa mi sembrava una storia interessante, con gli elementi, il fantasy e la promessa di epiche battaglie...

La guerra degli elementi - Gli Eredi di Atlas
 di  Veronika Santiago


http://1.bp.blogspot.com/-lWwThjOmzyg/VLOoQjOUe_I/AAAAAAAABNQ/b9KTh8h_rY8/s1600/Gli%2BEredi%2Bdi%2BAtlas%2B-%2BCopertina.jpgAurora, Duncan, Dean e Aisha non potrebbero essere più diversi. Un'aspirante dottoressa, un figlio di papà internato in un ospedale psichiatrico, una cantante e un giovane dalla vita normale cosa possono avere in comune? Non si conoscono e solo Aurora e Duncan si sono incontrati per caso (senza peraltro che ci fosse una certa sintonia tra loro). Tutti e quattro, però, vengono convinti a seguire un misterioso personaggio verso una misteriosa isola, in nome di misteriose motivazioni che non vengono loro spiegate. Si ritrovano così in una storia più grande di loro: Eredi dei Reggenti di Atlas, custodi degli elementi e guerrieri di una battaglia da cui dipenderà il destino della Terra, i quattro ragazzi dovranno scoprire il passato nascosto nel loro cuore e nella loro mente, ritrovare i loro poteri perduti e combattere il male che avanza, la Forza Distruttrice che sta mettendo in pericolo il mondo. Ma loro sono solo quattro... dove sono gli altri Eredi? E l'erede dell'Etere, dove si nasconde?

Questa recensione sarà veramente lunga, ma quando do un voto basso a un libro mi sento in dovere di spiegarne le ragioni ancora di più di quando dò quattro o cinque stelline...

Per poter spiegare a dovere i miei punti di vista sulla cosa,
questa recensione contiene SPOILER!


Iniziamo dai lati positivi: l'ambientazione e l'idea di fondo della trama!
Sono elementi che mi sono piaciuti molto: tutta la leggenda di Atlas, le figure dei Reggenti e il loro arrivo sulla terra... ho trovato tutto ben pensato e architettato, e soprattutto originale! Di storie con gli elementi è pieno il mondo, ma questa dava un taglio davvero particolare alla storia. Mi è anche piaciuta l'idea che gli Eredi non erano quattro, uno per elemento, ma dieci: un maschio e una femmina per ogni elemento e due per l'etere, in modo che fosse davvero un mondo "completo". Mi è anche piaciuto l'abbinamento di esseri magici ai vari elementi (anche se in questo primo libro ne conosciamo solo un tipo). Di sicuro questa costruzione del mondo fantastico, oltre alla descrizione del mondo fisico in cui si avventurano le loro storie, è stata la cosa che ho apprezzato di più: mi sono veramente sentita a OgniDove, così come tutta la scena sulla spiaggia alla fine del racconto mi è sembrata ben descritta, almeno nell'ambientazione spaziale. Anche la questione dell'erede dell'etere mi è piaciuta abbastanza, l'ho trovata ben gestita e originale al punto giusto.

Quello che purtroppo non mi è piaciuto sono i personaggi.
La cosa che in assoluto mi ha lasciato più perplessa sono stati i loro comportamenti: dopo appena due parole e mezz'ora insieme, già ci sono abbracci pieni di trasporto (e del tutto immotivati, a mio parere) in cui ci si lascia avvolgere amorevolmente da perfetti sconosciuti di cui - a parole - si ha paura. Per fare un esempio preso dal racconto, ad un certo punto Aisha e Duncan si salutano perchè si devono separare (tra l'altro perchè lei deve andare a pranzo e lui non andrà) e si dice che quel saluto "aveva il sapore salato di un addio: uno di fronte all'altra come due fidanzati alla stazione". Ci sono rimasta un po' così, perchè insomma, non si conoscevano quasi, di sicuro non si potevano amare già e nessuno dei due stava andando a morire, quindi non poteva essere un addio! Il pathos di questa scena era assolutamente immotivato!

La caratterizzazione dei personaggi - a cui io tengo tantissimo perchè da questo dipende un buon 50% del mio gradimento della storia - è la cosa che mi ha deluso di più. Sono tutti e quattro poco profondi, inverosimili e stereotipati.

Duncan è il figone che sa fare tutto, è bellissimo, fiero, forte, coraggioso... e tutti lo rispettano nonostante lui prenda a pesci in faccia sia i suoi coetanei che i più adulti. Tra le righe mi è parso di leggere che lui poteva fare il bello e il cattivo tempo (ma più il cattivo, mediamente) con tutti perchè è forte e coraggioso! È così e basta. Ma per piacere! Ne ho letti di libri dove c'è un leader forte, coraggioso... e anche magari con un carattere difficilie (tipo Manente di Gens Arcana), ma mai così maleducati, presuntuosi, arroganti e insopportabili! Duncan è il personaggio che ho detestato maggiormente, e mi ha dato ancora più fastidio perchè tutti - tutti - obbedivano ai suoi modi bruschi e maleducati come incantati dalla sua personalità. Perfino Dominique, che dovrebbe essere il "leader" della gente di OgniDove, che è saggio, adulto e intelligente gli obbedisce senza fiatare e non gli ricorda nemmeno una volta che forse insultare tutti non è troppo carino. Si affeziona perfino a lui come un padre! Non so, io l'ho trovato così insopportabile che non riuscivo nemmeno a immaginarlo con quella figosità di cui si parlava spesso nella storia...

Aurora invece è sciocca e insipida, e non fa altro che lamentarsi e piagnucolare per tutto il tempo - e non lo dico in senso lato, ma proprio perchè non fa altro che sospirare e gemere ad ogni cosa... per poi trasformarsi in una vipera a causa della gelosia (immotivata, almeno stando al fatto che lei e duncan pare siano "destinati" a stare insieme) verso Aisha. Il suo cambiamento repentino in questo senso è stata la cosa che mi ha sconvolta maggiormente del suo personaggio.

Aisha era il personaggio che preferivo, anche perchè secondo me in lei c'era un tentantivo di introspezione... almeno all'inizio. Purtroppo dall'arrivo ad OgniDove la luce del palcoscenico viene catalizzata da Duncan, tanto che Aisha manco si ricorda più di essere una cantante e di essere andata lì col sogno di diventare famosa. È un personaggio interessante, forte, determinata, ottimista... se non fosse che la sola presenza del personaggio di Duncan la rende una mozzarella. Quando poi ha si è scoperta innamorata di Duncan ci sono rimasta malissimo! Nulla ha fatto trasparire il loro presunto amore, e nemmeno che avessero passato del tempo insieme (Duncan non fa altro che combattere per i fatti suoi al castello)... come hanno fatto ad innamorarsi? Come? In più quando lui le rivela di essere innamorato non di lei ma di Aurora, perchè l'ha visto in una sua visione, da quella con un minimo di personalità e di tempra Aisha diventa una che fa un discorso in cui dice una cosa e ne fa un'altra solo perchè non può avere la persona che ama. Okay, forse la cosa stava ancora in piedi... ma è stata resa in un modo banale ("«Ma certo». Devo essere impazzita." E così via per un lungo discorso con Duncan...) che l'ha messa in ridicolo ai miei occhi. Inoltre era completamente fuori dal suo personaggio di ragazza forte, determinata e ottimista.
In più c'è stato un punto in cui veramente volevo sfasare: Aisha chiede a Duncan di tornare a VillaPetra con lei, lui rifiuta, lei tenta con il labbro imbronciato, lui rifiuta ancora... e lei pensa che «se il broncio aveva fallito, cos'altro avrebbe potuto fare?». Ma andiamo. Una ragazza non è solo occhioni da cucciolo e sorrisi, no? Ragionare? Parlare? Portare motivazioni e/o discuterne insieme? Queste non sono opzioni? Mi è sembrato che le donne di questa storia (Pilar, Chantal e Penelope comprese) fossero le più prive di personalità... e mi è spiaciuto, perchè è proprio una donna l'autrice!

Dean è in assoluto il più sfortunato, perchè conta come il due di picche quando la briscola è fiori... per fare un esempio è l'unico che non ci viene presentato nel mondo reale. Mentre degli altri sappiamo dove vivevano e perfino qualcosa delle loro famiglie... lui "puf", spunta fuori sull'auto di Bolton senza spiegazioni. Come personaggio mi è piaciuto più di tutti gli altri per il suo carattere timido, remissivo e per la sua mancanza di autostima, che lo rende verosimile, originale ma mai lamentoso e piagnucolone come Aurora! Purtroppo, però, di punto in bianco inizia a menare le mani e fa perfino a botte con Duncan. Non so, questo l'ho trovato forzatissimo... Praticamente gli insulti di Duncan, invece di approfondire la sua poca autostima come farebbero con una persona reale, lo spingono a diventare un manesco aggressivo come lui. E inutile dire che per questo anche Dean inizia a portare Duncan in palma di mano.

Per finire due parole sui cattivi. Si dà quasi per scontato - o questa è l'impressione che ho avuto io leggendo il libro - che siano cattivi solo perchè non sono dalla parte della gente di OgniDove («E chi lo decide chi sono i buoni e i cattivi? Tu?» e Dean risponde: «C'è ben poco da decidere, basta guardarti.»... e niente nella sua avversaria denotava cattiveria, a mio parere. Solo il fatto di non essere dalla parte di Dean e degli altri.) Mi piace sperare che tra qualche libro si scoprirà che i cattivi erano all'isola e che i quattro personaggi si sono lasciati abbindolare dalla parte sbagliata, ma ho già capito che non succederà.

Accanto a queste delusioni sui personaggi, anche lo stile mi ha lasciato un po' perplessa.
Le parti di ricordo di Atlas mi sono piaciute molto: sono liriche, ricercate, poetiche e molto forti, sia nelle scene di pace e serenità che in quelle di guerra e violenza.
Però... però il resto non mi ha convinto.
I dialoghi sono spesso molto forzati, artefatti e poco verosimili... molte volte leggendo mi sembrava di leggere frasi appiccicate lì e non dette dalle persone. Ho notato che in tutti i libri autopubblicati c'è questo problema con i dialoghi, sono sicuramente la cosa più difficile da rendere, ma per me sono anche molto importanti. Tra l'altro la formula «non ti crucciare Dean, ce la caveremo», che in questo libro è usata spessissimo, è una di quelle che penso sia meno verosimile al mondo. Anche solo una virgola  in più («non ti crucciare, Dean, ce la caveremo») la renderebbe più musicale.
Un'altra cosa che non mi è molto piaciuta è che non è chiaro il punto di vista. Chi racconta la storia? Praticamente veniamo a conoscenza dei pensieri di un personaggio mentre il resto del testo è raccontato dal punto di vista di un altro, e questo mi ha confuso abbastanza.
La cosa che però ho trovato più insopportabile nello stile del racconto è stata l'uso continuo di soprannomi. Aurora è sempre etichettata come "la biondina" Gloria è "la rossa"... poi c'è il Killer, il Marinaio... sono tutti equipaggiati di un soprannome, e non solo da Duncan - che tra le sue innumerevoli doti ha perfino l'arroganza di non chiamare mai per nome nessuno ma di etichettare tutti Riccioli d'Oro, Zucchero e Marinaio fin dal primo momento - ma perfino dal narratore, che usa "la biondina" al posto di "Aurora" anche quando potrebbe darle dignità di persona e chiamarla per nome!

Lo so, sono io ad essere pignola e sofistica, ma da una storia pretendo di essere catturata, tirata in mezzo... non voglio accorgermi del tempo che passa, non vedere l'ora di leggere, voglio provare la sensazione che i personaggi siano persone vere e vibranti e di essere in mezzo a loro nel vivere le avventure. Lo so che non è una roba facile, ma insomma, non sono una lettrice che si accontenta, lo so da sempre!

L'odio profondo per Duncan e la piattezza dei personaggi mi hanno fatto pesare tantissimo questa storia. Continuavo a controllare quanto sarebbe mancato alla fine... Mi è spiaciuto non averla apprezzata, perchè ribadisco che l'idea di fondo era bella, l'ambientazione ben costruita, i dettagli curati... ma i pro non sono sufficienti a spingermi a continuare in questa saga.

Siete di Eredi dei Reggenti di Atlas, ricordatelo sempre, in ogni momento. Le vostre potenzialità vanno oltre l'immaginazione del genere umano.


Stelle: 2/5

26 febbraio 2017

Recensione ★ Accesso negato

Ho ricevuto questo ebook da Libro/mania e devo ammettere che è stata una lettura piacevole: i thriller mi piacciono, e anche non avevo mai letto una crime story dal punto di vista dei malavitosi (preferisco di gran lunga le storie in cui i buoni acciuffano i cattivi e li sbattono in cella) è stata una lettura diversa dal solito!

Accesso Negato di  Ugo Lucchese

Le vite di Nico e Frisu non potrebbero essere più diverse - uomo della malavita che vive tra le ombre l'uno, giovane rampante nelle agenzie di casting per le pubblicità l'altro - ma sono destinate ad incontrarsi. Nico ha intenzione di fregare una volta per tutte il Giudice, suo ex-capo e leader della Costellazione, un'associazione a delinquere che si basa su ricatti ed estorsioni. Quando si accorge che qualcuno ha fatto il furbo prima di lui, però, cambia strategia: riporterà al Giudice i soldi a lui sottratti e si farà pagare profumatamente.
Frisu vive la sua vita, quieta e serena, con un vago interesse per la collega Lidia e con la consapevolezza di aver salutato un padre che non era mai stato presente nella sua vita. Non c'è niente di fuori dall'ordinario, per lui, finchè non gli arriva per posta un telefonino con dentro la foto della sua patente...


Questa è stata davvero una lettura interessante! I capitoli sono introdotti da una data e un'ora, che all'inizio mi sembrava inutile... ma che poi mi sono resa conto essere fondamentale per seguire la trama, che viene raccontata sue binari paralleli, che finiscono per sdoppiarsi, moltiplicarsi, intrecciarsi e poi incontrarsi tutti nel finale.
La cosa che mi ha colpito di più è che l'autore ha saputo tenere in piedi la storia in modo magistrale: ogni scelta, ogni azione, ogni decisione dei personaggi è razionale, sensata e verosimile. Nulla sfugge alla logica sottesa alla trama, ogni azione è concatenata, ragionata e razionale. C'era cura anche nei dettagli, compresi i tempi di spostamento tra un luogo e un'altro, i riferimenti delle vie e dei locali... tutto era veramente, veramente realistico! Non so se sia anche "vero", nel senso che non so se i posti nominati esistano davvero... ma di sicuro l'impressione è stata quella di leggere una storia verosimile.

Un'altra cosa che mi è piaciuta molto di questo libro è stato il tema che tratta: la sete di denaro, che porta inevitabilmente alla dannazione. La Costellazione persegue come scopo l'arricchimento dei suoi membri (e visti gli zeri sui loro conti in banca ci riesce benissimo), Nico fa quello che fa perchè sente odere di soldi, Frisu finisce dove finisce perchè qualcuno vuole da lui dei soldi. Tutto - tutto - di questo racconto gira intorno ai soldi e al volerne sempre di più. Tutto questo porta la gente a fare cavolate e a finire nei guai, e quasi sempre a lasciarci la pelle, se non almeno gli affetti. Ho trovato molto cinico e molto verosimile questo aspetto del racconto, ma mi ha anche fatto molto riflettere.
L'altra cosa che ho pensato è stata l'estrema pericolosità dell'affidarsi alla tecnologia per tutto. Banche e cellulari, computer, sistemi di allarme... Nico riesce a raggiungere tutti e a scoprire tutto solo perchè la nostra intera vita ruota attorno al digitale. Anche questo mi ha fatto un po' paura, lo ammetto... però mi ha anche fatto riflettere.

Se la trama e i temi mi sono molto piaciuti, purtroppo non ho trovato ugualmente fluente lo stile con cui sono riportati i dialoghi. Ho trovato alcune conversazioni molto artefatte e questo mi ha reso meno piacevole la storia: erano frasi finte, poco realistiche, che stonavano con la minuzia con cui era raccontato il resto. 
L'altra cosa che mi è spiaciuto non trovare è stato il phatos: nonostante fosse un cosiddetto "thriller", non ci ho trovato molta emozione. Forse per lo stile, ma più probabilmente proprio per la trama, che è molto lenta e costruita ad arte, mattoncino su mattoncino, il racconto non è avvincente o veloce. Più che un thriller io l'ho vista come una spy story, una storia di mistero... le mancava quel ritmo mozzafiato che hanno i libri thriller in cui salti su ad ogni rumore che senti in casa mentre li leggi.
A mio parere è un libro che merita di essere letto, anche se con la consapevolezza che sarà più una storia "mentale", di piani ingegnosi (e che piani ingegnosi!) e tecnologia, che un thriller fatto di colpi di scena.

Vi lascio i link alla pagina dell'editore e alla pagina Facebook del romanzo. Da fine marzo il libro sarà ordinabile anche in formato cartaceo in qualunque libreria e anche su Amazon!


Nessuna pietà per i traditori.

Stelle: 3/5