25 ottobre 2016

Princess

Nella voglia di cambiare un po' genere di lettura mi sono imbattuta in questo libro. Le premesse erano buone, ma poi...

Princess  di  Lauren Kate  


Natalie Hargrove ha tutto quello che un'adolescente potrebbe desiderare: una bella casa, bei vestiti, un bellissimo fidanzato e un futuro da Principessa della Palmetto High, la scuola superiore migliore della città. Nat però non è sempre stata una ragazza così fortunata: il suo passato affonda le radici nei quartieri bassi della città, dove si campa di espedienti tra una madre attaccata alla bottiglia e un padre che alza troppo spesso le mani.
Quando si ritrova - suo malgrado - tra gli agi e i lussi del quartiere bene, Natalie non ci mette molto ad adeguarsi... e ad amare tutto quello scintillio, tanto che decide subito che conquisterà la corona di Principessa della scuola, il titolo più ambito dalle ragazze della città. Ma per raggiungere questo scopo sarà costretta a sconfiggere gli avversari, prendendo decisioni non sempre brillanti. Quanto si può sacrificare per non perdere la reputazione di miglior studentessa del liceo?


Devo dire la verità: all'inizio questa storia mi è anche piaciuta. Mi sembrava di essere tornata al liceo, quando con mia sorella guardavo The OC e Gossip Girl... e tra me scuotevo la testa al vedere gente che aveva tutto non essere felice, tormentandosi per problemi veramente ridicoli.

La protagonista di questo romanzo mi è suonata più o meno come la fusione tra Julie Cooper, Quinn Fabray e Blair Waldorf: una ragazza di periferia che diventa la figlia di un riccone e che non vuole perdere la sua posizione, che ritiene che avere il più figo della scuola e la corona della Principessa sia la sua unica ragione di vita e che è disposta a tutto pur di ottenere ciò che vuole.
Antipatica, superficiale e un po' stereotipata, ma tutto sommato non mi è dispiaciuta. Ho trovato caratterizzata molto peggio sua sorella Darla, che poverina, siccome è brutta e ricca allora non può essere anche simpatica, ma solo invidiosa e arrogante. Questo sì che mi è parso di cattivo gusto. Però insomma, visto che dopotutto la storia è tutta raccontata dal punto di vista di Natalie, ci sono passata sopra. Tra i maschi, il peggiore è sicuramente Justin Bieber. Ah, no, scusate. Justin Balmer. Non me ne vogliate, ma io per tutta la storia l'ho letto Bieber e me lo sono immaginato di conseguenza. Lui sì che era un personaggio piatto e banale: bello da mozzare il fiato, sicuro di sè e antipatico quanto basta da far cadere a suoi piedi tutte le fanciulle della scuola, protagonista per prima. La scontatezza fatta personaggio.

Fino a metà racconto mi è sembrato un romanzo con delle buone potenzialità, grazie ai suoi toni  vagamente gialli, sebbene la linea di fondo fosse sempre estremamente superficiale, tutta fiori di stoffa e corone da reginetta. Ero davvero interessata alla risoluzione della storia, a come Nat e Mike avrebbero sbrogliato la matassa e risolto la questione... ma poi non lo so cosa è successo. O l'autrice non sapeva più che pesci prendere e non sapeva come continuare... o le piaceva l'idea di rendere una storia realistica e interessante una vera barzelletta.
A partire dal sogno di Natalie la notte del Mardi Gras, per continuare con il viaggio in carrozza e per culminare nella scena al ballo, l'elemento soprannaturale ha guastato del tutto la storia, trasformandola in un racconto privo di senso e di pathos, in cui l'indagine, i misteri e le loro soluzioni cedevano il posto alla follia della protagonista che improvvisamente smette di lavarsi e si trascina in giro con i suoi ricordi del passato nello zainetto.
La conclusione della vicenda, poi, veramente pessima. Nessun pezzo è andato al suo posto, sono rimasta con mille dubbi, con la sensazione di non aver capito perchè alcuni personaggi - tipo il padre di Nat - sono stati infilati nella storia... e come si è risolta la vicenda di J.B., che fine ha fatto Baxter e cosa c'entrava Kate con tutto il resto. Quattro frasi ad effetto, un finale (quasi) inaspettato... e non ti rimane niente in mano, nè una risposta nè una morale.

L'amaro in bocca che mi ha lasciato il finale e la risoluzione mancata del mistero e dell'indagine di polizia (che poi, anche qui, stendiamo un velo pietoso sul poliziotto...) mi hanno portato a cassare questo libro con sole due stelline. Una per l'inizio della storia, e l'altra per le potenzialità che non sono state espresse. Non so se leggerò altro di Lauren Kate, perchè sono rimasta davvero troppo delusa.


Hai ceduto in fretta alle lusinghe delle tenebre, masticando la tua gomma preferita, con la presunzione di essere la padrona del mondo.


Stelle: 2/5

2 commenti:

  1. Leggo sempre pareri negativi, per il momento a me è l'unico libro della Kate che è piaciuto! xD

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    1. Nel complesso non l'ho trovato male... ma se gli altri sono peggio, sinceramente non credo che la considererò per il futuro! XD

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra