13 luglio 2016

L'ultimo orco

Grazie al tempo libero, recupero qualche recensione di libri letti il mese scorso... Stavolta tocca ancora alla meravigliosa Silvana De Mari!

L'ultimo orco di  Silvana De Mari


L'Ultimo Orco C'era una volta un bambino di nome Rankstrail. Era troppo alto, troppo forte, troppo silenzioso e troppo povero per essere accettato dai suoi coetanei, ma aveva una bella famiglia. Quando la sua mamma mette al mondo una sorellina, Rankstrail decide di prendersi sulle spalle la vita della sua famiglia, iniziando a cacciare di frodo e a infrangere le leggi di Varil per poter avere abbastanza da mangiare per sè, per la sorellina neonata e per i suoi genitori. È così che inizia l'avventura di Rankstrail, prima cacciatore di frodo e poi soldato di ventura, che affronterà faticosamente, silenziosamente, coraggiosamente ogni sfida consapevole che ogni suo mese di fatica contribuisce alla sopravvivenza della sua famiglia. Ma Rankstrail non sa ancora che presto la sua strada incrocerà quella di un altro giovane, disposto anche lui a fare di tutto la sua donna e la sua bambina, un mezzo-elfo che ha appena iniziato a scoprire il mondo.


Più leggo Silvana De Mari più la adoro. Ha un modo di scrivere così particolareggiato e allo stesso tempo leggero che invece di leggere ti sembra di vedere le cose che succedono... ti sembra di essere lì, ai piedi della città airone, con il cielo che si specchia nelle risaie. Ti sembra di sentire l'odore delle pesche, il profumo del pane, l'odore degli incendi e il silenzio dell'assedio. Il mondo che ricostruisce è epico e fantasy al tempo stesso, i personaggi sono vividi, veri ed eroici... di quell'eroismo "normale" di cui parlavo anche nella recensione dell'Ultimo Elfo: un eroismo che ti fa capire che okay, alcuni hanno poteri e vantaggi... ma che la vera vittoria si ottiene solo con la strategia e la determinazione.

Questo libro è molto più corposo del precedente, sia in numero di pagine che in storia: la trama è molto più lunga e complicata e ci sono molti più personaggi, quindi non è più un romanzo per bambini... ma io l'ho amato ancora di più del precedente.
Innanzitutto il protagonista di questa storia è Rankstrail, e per una buona metà del romanzo ci si chiede che fine abbia fatto Yorsh e la sua banda di straccioni con cui è scappato alla fine del primo libro. Personalmente non ho sofferto per questa cosa: avevo amato Rankstrail quando ho letto L'ultima profezia del mondo degli uomini e mi è piaciuto scoprire il suo passato un pezzetto alla volta. Anche se praticamente non ci sono donne nè amore fino a metà romanzo, non ne ho sentito la mancanza: il protagonista è un personaggio così particolare che ci si affeziona subito, e le vicende sono raccontate così bene che non ci si annoia mai.

Però... però ad un certo punto la storia torna a Yorsh e alla sua vita al villaggio sotto la cascata. E va avanti lì per un po', apparentemente dimenticandosi di Rankstrail. In questa parte del romanzo ci sono diversi episodi, ma non molto eroici e pieni d'azione... li ho trovati un po' lenti, un po' più sull'epico/simbolico che sul fantasy vero e proprio. Però... però c'è un altro però. Alla fine di tutti questi episodi (sia quello delle Erinni che soprattutto quello della Fenice) c'erano pezzi così romantici, commoventi e toccanti che in un paio di punti sono tornata indietro per rileggerli daccapo per quanto erano belli. La dichiarazione d'amore che Yorsh fa alla moglie, poi, è qualcosa che mi ha fatto quasi spuntare le lacrime.
Ed è stato lì che mi sono resa conto che amavo anche io Yorsh.
Che me ne ero innamorata piano piano, come aveva fatto sua moglie. Quindi sì, credo che se rileggessi il primo libro adesso lo amerei di più, perchè ora mi sono resa conto della dolcezza, del coraggio e dell'eroismo dell'ultimo elfo (e della sua bellezza, perchè per me aveva la stessa faccia di Jesse Spencer).
A questo punto devo per forza fare un piccolo commento spoiler, non leggetelo se volete leggere il libro (cosa che consiglio!!!): nel pezzo in cui lo uccidono anche io ho sperato fino all'ultimo che decidesse di vivere. Ma la sua scelta me lo ha fatto amare ancora di più. Anche se quando ho capito che era morto davvero mi è venuto da piangere e ho dovuto chiudere il libro per riprendermi.

La vera protagonista della seconda metà del romanzo però è sua moglie, una madre che pur di tenere in vita la figlia e il secondogenito che ha in grembo è disposta a tutto... anche a lanciarsi in battaglia alla testa di un esercito composto da contadini armati di zappe in sella a dei ronzini. Lei è il vero perno della seconda metà della storia: una donna forte, coraggiosa, piena di determinazione e un po' sconsiderata. Piena anche di difetti, perchè manca di calma, di pazienza e perfino di grazia, tanto che alcuni la chiamano la Regina Stracciona. Una donna meravigliosa, una combattente che dimostra che il vero potere, nella storia, non è nelle mani degli Elfi nè in quelle degli Orchi: è in quelle degli uomini. Che, paradossalmente, sono gli unici a non avere alcun potere.

Ed è sul finale che le due storie, quelle della Regina e quella di Rankstrail, si riallacciano.
In un susseguirsi di assedi, battaglie, sortite, rapimenti ed espedienti che non permette di tirare il fiato e di scollarsi dalle pagine, i due cercheranno di liberare Daligar dalla morsa degli orchi, scoprendo qualcosa di epico su Arduin - il leggendario eroe della città - e su loro stessi. Qualcosa che permetterà loro di portare avanti la loro storia.

Ho amato questo libro quanto e più del precedente e conto di iniziare Gli Ultimi Incantesimi molto presto, per poter scoprire come va avanti questa saga, epica e ben scritta quanto Tolkien e Pullman.



Chi ha la forza per impedire le ingiustizie e non la usa, di quelle ingiustizie si rende responsabile.


Stelle: 5/5

6 commenti:

  1. Complimenti per la recensione :) Questo libro l'ho letto praticamente una vita fa, ma ne ho davvero un bel ricordo :)

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    1. Grazie! Sì, mi è piaciuto tantissimo, è proprio indimenticabile!

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  2. Di suo ho letto soltanto il prequel di Hania! Penso che prima o poi prenderò altro di suo per farmi un'idea!

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    1. Ne vale assolutamente la pena! Se ti piace il suo stile qui dà proprio il meglio di sè!

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  3. Questo è veramente uno dei miei libri preferiti, ti consiglio di leggere anche i successivi! Purtroppo devo ammettere che Yorsh non mi è mai stato tanto simpatico... mi sembra sempre troppo perfetto... in Rankstrail invece mi sono riconosciuta da subito, infatti ho apprezzato molto di più questo e i libri successivi rispetto a "L'ultimo elfo".

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    1. Anche a me Yorsh all'inizio infastidiva... ma mi sono accorta di adorarlo quando era ormai troppo tardi! Anche Rankstrail mi piace molto, in effetti è molto più "umano"!
      Grazie per il tuo commento! ^^

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra