05 maggio 2016

La piccola biblioteca con le ali

Ho iniziato e finito questo eBook in tre giorni, e non sto scherzando. Grazie alla gentilezza della mia cara Sianna, che me lo ha mandato via mail per ringraziarmi dell'aiuto datole con la grafica, ho avuto modo di immergermi in una lettura apparentemente leggera e semplice ma in realtà piena di messaggi nascosti tra le righe...

La piccola biblioteca con le ali
 di  David Whitehouse


Ci sono alcune persone che la vita sembra voler mettere continuamente alla prova. Bobby sta aspettando il ritorno della madre, ma nel frattempo si ritrova ad avere a che fare con un padre che è tutto tranne che amorevole e alla sua truccatissima e ossigenata nuova compagna. Val cerca di tirare su da sola sua figlia Rosa, cosa già difficile senza contare ciò che tutti vedono in lei e nella bambina. Poi c'è Sunny, che ha in mente un piano per diventare un cyborfg, e Joe, che non sa da cosa scappa e non sa nemmeno cosa vorrebbe raggiungere.
Storie che si intrecciano, si incastrano, si completano e si scontrano. Il tutto a bordo di un enorme autoarticolato verde colmo di libri, una biblioteca ambulante che non sarà solo lo sfondo di una storia di coraggio e avventura, ma anche il motivo per cui tutti loro sono finiti in quella storia. E il motivo per cui troveranno la voglia e il coraggio per tirarsene fuori.


Questa recensione partecipa alla Rainbow Challenge di Ilenia per il colore rosso.


Il libro mi è piaciuto moltissimo, è avvincente, emozionante e scritto meravigliosamente. Lo stile è poetico e narrativo al punto giusto, dosa bene descrizioni e fatti senza che la storia sia mai troppo lenta o troppo veloce; il punto di vista segue bene i vari personaggi, raccontandoci anche i pezzi di storia che non conosceremmo se seguissimo solo il filo temporale della narrazione... il modo in cui si "passano la parola" mi ha ricordato alcune puntate di Scrubs, in cui JD cede il ruolo di voce fuori campo ad altri personaggi. È un modo carino per far parlare tutti senza far sembrare il racconto un pasticcio di punti di vista (come mi è successo con il libro precedente).

Il tema principale è la famiglia. Cosa sia famiglia, cosa non lo sia, chi siano davvero tua madre e tuo padre. I "padri" e le "madri" sono i veri personaggi ricorrrenti di questa storia, soprattutto per quanto riguarda la differenza - che tutti sperimentiamo - tra come sono e come dovrebbero essere.

Un'altro tema è quello della "resilienza", cioè della capacità delle persone di riuscire ad aggrapparsi alle piccole frazioni di bene del loro passato per potersi immaginare un futuro di felicità e per avere la forza di costruirlo. Questa frase secondo me rappresenta bene la storia: la speranza sopravvive perchè si è trovato qualcosa per cui vale la pena di vivere e di combattere.
E questa speranza è possibile grazie soprattutto ai libri: alle storie, alle persone che ci sono dentro. Bobby legge del Piccolo Principe e di Harry Potter e sente che se ce l'hanno fatta loro, ce la può fare anche lui. Ogni storia del bibliobus regala a lui e agli altri un pochino di sogni, un pezzettino di speranza, un'idea per il futuro, uno spunto da cui costruire qualcosa o con cui superare una difficoltà. Penso che chiunque legga sa cosa vuol dire vedere una cosa o vivere una situazione e dirsi "mi sento proprio come il tal personaggio: ce la farò a superarlo come ha fatto lui/lei", trovando così coraggio e determinazione per andare avanti. È una bellissima storia di futuro, possibilità e redenzione, di lieti fini che non sono altro che lieti inizi.

Visto quanto sia entusiasta questa recensione, sembra strano che io abbia dato alla storia solo tre stelline. In realtà sono stata a lungo indecisa tra tre e quattro, ma ho propenso per meno per un motivo molto semplice. Sono abituata a vedere persone nelle condizioni di Bobby, Val e Joe... e immagino di dare loro un libro come questo, in cui ti si dice che leggere ti motiva ad avere coraggio, ti dà speranza e idee... e in cui i personaggi non fanno altro che darsi ad azioni un po' "sopra le righe" giustificati da questi pensieri: riescono a infrangere la legge senza mai essere scoperti e catturati, agiscono senza minimamente curarsi delle possibili conseguenze delle loro azioni e senza provare a procedere nemmeno una volta per le vie giuste e legittime. Nel senso, okay la speranza, ma non è che puoi davvero rubare un tir, scappre con un bambino altrui e poi far sfracellare il suddetto tir nel mare con la sicurezza che tu potrai presto essere libera e che avrai il suddetto bambino in custodia: pensate se chi è in difficoltà si comportasse davvero così! Sarebbe un disastro! Forse è perchè ho studiato come assistente sociale, ma non sono rimasta del tutto convinta da questo aspetto della storia. Non so, visto che il tema del libro è proprio che quello che leggi può diventare reale grazie a te, mi sembravano delle idee un po' azzardate... Per questo non me la sento di dare di più a questo libro, anche se l'ho trovato veramente stupendo, ben scritto, ben costruito e appassionante.

E quelle furiose tempeste che tanto ci mettono alla prova, sarebbero state già domate sulle pagine, in modo che mai più si sarebbero trovati ad affrontare da soli.


Stelle: 3/5

4 commenti:

  1. Sono davvero contenta che ti sia piaciuto :) Io non sono ancora riuscita a leggerlo, ma spero di riuscire a leggerlo presto perché mi hai incuriosita davvero molto! Mi ha fatto un po' storcere il naso questa parte " agiscono senza minimamente curarsi delle possibili conseguenze delle loro azioni " perché è una cosa che di solito mi irrita tantissimo, ma sono comunque molto curiosa :)

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    1. Io li ho trovati un po' sconsiderati.. ma soprattutto non mi è piaciuto come l'illegalità sia paragonata all'avventura! Per il resto è un libro bellissimo! Grazie di avermelo passato! ;)

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  2. Il libro mi incuriosiva, ma non mi piace la cosa dell'illegalità=avventura!!!

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    1. È la cosa che ha convinto di meno anche me... in effetti è l'unica grossa pecca della storia. Ma far passare per "avventura" il furto, il rapimento e altre cose simili (per quanto per fini obiettivamente buoni) non mi è piaciuto affatto!

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra