27 febbraio 2016

Fiammadoro

Questo libro mi è stato consigliato dalla mia cara sirenetta Ariel.
Quindi ovviamente questo post è dedicato a lei <3.


Fiammadoro di  Dia Calhoun


Jonathon è un Folle Occhiazzurro: l'unico, nella Valle, a non avere gli occhi castani. Ciò lo rende un emarginato, un maledetto, un folle. Qualcuno da cui tenersi alla larga. Jonathon cerca di sopravvivere aggrappandosi alla sua famiglia e al lavoro nel frutteto del padre... ma anche le sue poche certezze crollano quando suo padre ricompare da un viaggio sulle misteriose Montagne Rosse portando con se un bellissimo puledro dalla criniera screziata d'oro.
Il puledro, però, è di proprietà dei selvaggi Dalriada, che vivono sulle montagne e non sono avvicinabili. Quando scendono dalle montagne per riprendersi il cavallo, si portano via anche una vita. Straziato dal dolore e dal senso di colpa, Jonathon inizia a sentirsi un rifiutato anche nella sua stessa casa.
Inizia così per lui un avventuroso percorso alla ricerca di un posto dove stare, di un senso alla sua vita... e forse anche del perchè lui sia l'unico Valligiano dagli occhi azzurri.


Questo libro mi è stato suggerito da Ariel, a cui ha spalancato le meravigliose porte del fantasy. Lei ne parla con veramente tanto tanto entusiasmo, e posso capirne i motivi, visto che è proprio un bel libro... ma a me non ha dato l'emozione che mi aspettavo.

La trama è ben fatta, un bel romanzo di formazione originale e particolare sia nei personaggi che nelle ambientazioni. La parte "fantastica" e magica del romanzo non è scontata o banale, non richiama tanti altri romanzi e quindi non sa per niente di già visto. Jonathon e tutti gli altri personaggi sono originali e ben caratterizzati, a partire dalla sua mamma e da suo padre, di cui scoprirà pian piano il passato. I personaggi più belli a mio parere sono quelli femminili: la dolce Elanae è sicuramente il personaggio che ho preferito, ma anche Athira e la mamma mi sono piaciute molto. Tra i maschi il migliore è Kiron, forse perchè mi è sembrato molto maturo, al contrario di Jonathon. Il protagonista, infatti si evolve molto nella storia: all'inizio è un bambinetto infantile, che pensa che tutto il mondo giri intorno a lui. Per la maggior parte del romanzo scappa per cercare qualcuno che lo accolga... solo alla fine cresce, e capisce ciò che lo aiuterà a vivere il resto della sua vita. Devo rendere merito all'autrice per aver saputo far cambiare il suo protagonista in modo così graduale e realistico.

Da una parte credo che la mia mancanza di coinvolgimento sia stata colpa dello stile, un po' troppo poco enfatico per i miei gusti: non è riuscito a catturarmi e a prendermi, mi ha lasciato molto distaccata. Solo alla fine c'è un po' di suspance, per il resto della storia non ho provato nessun desiderio di sapere come andava a finire (infatti ci ho messo una vita a leggerlo).

Penso che la vera motivazione di questa cadenza poco entusiasmante del racconto sia che si tratta un romanzo molto metaforico: in tutta la sua ricerca di un luogo in cui vivere, Jonathon percorre quella difficile strada di crescita che tutti dobbiamo affrontare quando passiamo da bambini ad adulti, quando ci rendiamo conto che dobbiamo trovare il nostro posto nel mondo perchè non ci basta più essere il bimbo di mamma e papà. Questa storia rappresenta molto bene il diventare grandi, con metafore e simboli molto spiccati. Tuttavia questa simbologia è difficile da cogliere e capire nella prima lettura, quando si è concentrati sul "come andrà a finire". Ho avuto più di una volta la sensazione di non aver colto il senso di quello che stava succedendo, dato che ero impegnata a tradurre il linguaggio simbolico della storia, e sono dovuta tornare indietro di alcune pagine.

Credo che sia un bel romanzo di avventura, particolare nell'ambientazione e nella gestione della trama (cavalli e alberi di mele non sono presenti in tutti i fantasy), mi è piaciuto sia come è cambiato il protagonista sia come sono stati ritratti i personaggi... forse a una seconda lettura potrei dare più stelline, ma al momento attuale se la cava con una buona via di mezzo.


Vorrei vivere come l'acqua scorre. L'acqua si arrede a tutto, scorre intorno ai massi che incontra sul suo cammino. Ma alla fine, l'acqua scava la roccia.


Stelle: 3/5

4 commenti:

  1. non conoscevo questo libro eppure mi sembra bello! Lo inserisco nella mia WL!

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    1. È carino, ma ti avviso che è fuori produzione da un po'! Potresti trovarlo solo in biblioteca! ;)

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  2. Una seconda o più letture sono vitali per questo libro! Io l'ho letto da ragazzina e all'inizio ricordo di non averci capito una cippa o quasi XD È molto metaforico e per questo necessita di essere riletto, ti dirò che io colgo sempre qualcosa di nuovo ad ogni lettura.

    Interessante che a te sia piaciuto Kiron! Io non l'ho mai apprezzato più di tanto, ho sempre preferito Jonathon. Elanae è dolcissima ma io ho sempre ammirato la fierezza di Athira... E la nonna, una figura enigmatica ma risolutiva. Potremmo parlare per ore di questo romanzo XDDDD

    PS: devo farti vedere la copertina italiana... Molto più bella, preziosa e magica di quella inglese!

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    1. La nonna mi è piaciuta molto come figura, ma secondo me si perde un po' perchè è in un momento di passaggio della storia, tra la Valle e le Montagne! Athira non era male, l'ho rivalutata soprattutto alla fine, quando si scopre che le scelte che avrebbe fatto come regina non erano quelle del suo cuore: l'ho trovata molto saggia, oltre che regale!

      La mia copertina era italiana, ma in internet di quella ce n'è solo una versione minima... così alla fine per il post ho messo questa! ;) Era quella con le mele dorate?

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Grazie per il tuo commento! -- Lyra