13 agosto 2015

Recensione ★ Piccoli Passi Possibili

Lotto Reading Challenge #03 -- Leggi un libro scritto da più autori

Non so se questo bellissimo e intenso libretto possa effettivamente andare per questa categoria... ma ci tenevo a parlarne a tutti.

Piccoli Passi Possibili

  
 
Chiara è una ragazza di 28 anni, solare e sorridente. Ha un marito e un figlio di un anno quando un tumore se la porta via.
Ma in questo libro non si parla di morte e di dolore, di tragedia e di disperazione. Non si parla di orfani e vedovi.
Si parla di croce e di speranza, di sofferenza e di consolazione... la consolazione di chi sa di non essere solo perché c'è Qualcuno con lui.
La storia di Chiara è raccontata a più voci dal marito Enrico, dal papà Roberto e dalla sorella Elisa, dalla sua guida spirituale fra' Vito e da amici, medici, persone che l'hanno conosciuta.
Perché in 28 anni ci sono persone che non hanno saputo fare ancora niente della loro vita... e altre che l'hanno portata tanto a compimento che Dio li chiama già con sé.


Anche quest'estate sono stata in vacanza con le famiglie seguite da suor Agnese. Sono una dozzina di famiglie allegre, credenti, chiassose... e soprattutto numerose. Io e altre due ragazze ci occupavamo dei bimbi mentre suor Agnese aveva gli incontri con i grandi.
Fin dall'anno scorso vengo colpita da come loro vedano l'amore che provo per i loro figli. Ed è inutile dire che da tutti loro, bambini e adulti, mi sento profondamente amata a mia volta. Ed è buffo come questo libro - che proprio loro hanno regalato a me, Michela e Roberta, per ringraziarci del nostro tempo - parli d'amore.
Non è un romanzetto rosa da due soldi. Un Resta anche domani come tanti altri, senza nulla togliere alla letteratura rosa e a chi la adora... ma questo sì, che è un romanzo d'amore che si rispetti.

In questo libro sono riportate per iscritto le testimonianze di chi ha conosciuto Chiara, quindi la sua storia non è raccontata stile biografia (per quello c'è il libro Siamo nati e non moriremo mai più)... ma è qualcosa di più intimo ed evocativo. Le persone che parlano raccontano la loro versione della storia: la ginecologa parla delle prime due gravidanze, il medico della sua malattia, la sorella della sua infanzia... ognuno racconta, più col cuore che con la testa, la storia di questa ragazza incredibile.

Chiara non ha una storia speciale: cresce, crede, si innamora, si sposa, rimane incinta. Ma le prime due gravidanze non vanno come dovrebbero. Ecco, no, ho sbagliato a scrivere. Le prime due gravidanze non vanno come la gente comune vorrebbe che andassero: infatti sia Maria che Davide sopravvivono solo una mezz'oretta dopo la nascita. Francesco, invece, il terzo bimbo... lui nasce sano e forte. Da una mamma che sta già combattendo col cancro e che nel giro di un anno scenderà dalla sua croce.

La cosa che mi ha colpita di più in assoluto è stata la "docilità" - non rassegnazione - con cui Chiara accetta quello che le capita. È naturale sognare dei bimbi sani, forti, pieni di vita... io stessa, che spero di avere figli un giorno, li sogno così. Ma accettare che così non sarà... beh, è una prova di amore. E Chiara non solo li accetta, li porta avanti e li fa nascere... ma li ama. Li ama perché pensa che se Dio li ha voluti così ("incompatibili alla vita", dicono i medici), in fondo è perché anche loro hanno un pezzo di storia da fare. Tipo allargare i cuori di mamma e papà fino a far capire loro che niente gli appartiene. Il messaggio grande del libro è questo: niente ci appartiene, niente possiamo possedere. È tutto di Dio, e ce lo affida perché possiamo farlo fruttare.

Alla fine di questo libro non ci sono lacrime per la morte di una giovane mamma, né tristezza per il suo bambino o per suo marito. Non c'è la disperazione di chi si chiede "perché Dio hai permesso questo?"... c'è la positività di sentire nel cuore che siamo amati da Qualcuno di immensamente grande, che riesce a trasformare anche una vita breve e sofferente in un messaggio di amore e speranza che ti fa gustare sempre più e sempre meglio ogni attimo della tua vita. Qualunque siano le sue caratteristiche.

Pensa alla tua vita senza la morte: ti perderesti in un attimo.
La vita ha sapore perchè c'è la morte
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Stelle: 4/5

11 agosto 2015

La staffetta dell'affetto



Tornata dalle vacanze ho trovato un piccolo tag che mi ha veramente fatto tanto, tanto piacere!
La cara, carissima Ika mi ha taggata in questa deliziosa iniziativa e quindi non potevo lasciare cadere nel dimenticatoio il suo bel pensiero! Quindi ecco qui!



Regole:
1. Utilizzare l’immagine iniziale    fatto
2. Menzionare chi l’ha ideata (La dimora del pensiero) e ringraziare chi l’ha consegnata     ✔ fatto
3. Dedicare un pensiero affettuoso, a 5 bloggers a scelta, sperando che proseguano la “corsa”
4. Avvisarli della consegna



Scegleire cinque blogger è difficile... ma soprattutto mi rendo conto che nomino spesso le stesse persone. Ma che ci volete fare? Sono piuttosto selettiva sulle amicizie, ci vuole un po' perchè io mi "sbottoni"... perciò voglio donare un pensiero virtuale a chi è più assiduo in commenti e presenza sul mio blog, perchè da queste persone mi sento davvero amata e apprezzata!

Nomino quindi LunaticarisBabuskaRobbyRobyRomina Tamerici e naturalmente la mia Ariel, nel caso decida di prendersi una pausa dai suoi straordinari make up!



A Lunaticaris, sensibile com'è, dedico una frase di Jorge Luis Borges:
«Plant you own gardens and decorate your own soul, instead of waiting for someone to bring you flowers»





A Babuska, con la sua passione per gli acquerelli e le immagini sognanti, dedico questo disegno, augurandole di continuare a coltivare tutte le sue passioni!

Untitled | via Tumblr



A Roby piacciono gli animali, quindi a lei va questa tenerissima immagine...




Romina invece è una ragazza molto intelligente e piena di cultura. Per lei ho scelto una frase di un filosofo (mi pare per lo meno... non studiavo filosofia quando facevo il liceo :P) che credo potrebbe piacerle.








E infine la mia Ariel... a lei non posso che dedicare qualcosa di veramente molto... sirenesco e interattivo, visto che lei è una Ariel tutta mare, blog e Instagram!











Ecco, con questo è tutto! Grazie Ika di questo carinissimo premio e alla prossima!


08 agosto 2015

Recensione ★ La Torcia

Lotto Reading Challenge #18 -- Leggi un libro di un autore che abbia due cognomi

Come ho già detto, questo libro era perfetto per la categoria "leggi un libro che parli di donne", ma vista la mia difficoltà nel trovare autori con due cognomi ho dovuto spostarlo qui...

La torcia di Marion Zimmer Bradley

  
Quando la regina Ecuba partorisce due gemelli, tutti sanno che sarà presagio di sventura. Se poi lo si somma all'incubo di Troia in fiamme che ha avuto la notte prima della nascita, è normale avere paura di quei due neonati in fasce. Il re decide allora di affidare il maschio a un pastore sulle pendici del monte Ida, tenendo con sè la femmina. Cassandra, questo è il nome della bambina, si rivelerà molto speciale fin da piccola: a otto anni si sente chiamata dal Signore del Sole e decide che diventerà la sua sacerdotessa, ma quello che la rende davvero unica è che lei possiede la Vista. Vede il futuro e ciò che avverrà, tanto che suo padre nè è spaventato. La manda allora con le parenti della madre, a Colchide, sperando di liberarsi di lei. Ma Cassandra ha un fato da compiere a Troia, e non saranno le amazzoni a trattenerla: quando ormai è una donna decide di tornare a Troia, in tempo per assistere al ritorno del suo gemello Paride. Ma sarà quando il principe vorrà al suo fianco Elena, la moglie del re di Sparta, che le cose precipiteranno...

Sono piacevolmente colpita da questo libro: l'ho finito in pochi giorni e non vedevo l'ora di poter andare avanti a leggerlo... cosa che mi è accaduta raramente nell'ultimo anno.
Avevo già letto la saga di Avalon della Bradley, ma è stato molti anni fa... non ricordavo quanto il suo stile fosse semplice e coinvolgente! Devo dire che le sue quasi seicento pagine sono volate via senza dover fare troppa fatica.

La cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è stato riscoprire la storia di Troia. Avendo fatto il classico ho studiato l'Iliade un po' in tutte le salse... e devo ammettere di essere sempre stata dalla parte dei Troiani.
La protagonista del libro è Cassandra, nota per la sua capacità di prevedere il futuro. Il suo personaggio è davvero stupendo: è una persona vera, reale, con i suoi dubbi e le sue domande, con la sua fede che appare incrollabile ma che dopo un po' crolla ugualmente, sotto il peso della famosa maledizione di Apollo (che per chi non lo sapesse è di non essere mai creduta) e delle disgrazie che cadono sulla sua famiglia. Mi è piaciuta per il suo voler essere sè stessa, fuori dagli schemi, senza timore del giudizio degli altri.
Avevo visto un parallelo tra lei e sua sorella Polissena e la coppia Arya e Sansa del Trono di Spade... ma Polissena è un personaggio così marginale che non si può fare davvero un paragone del genere.
Anche dopo aver letto questa "rilettura" della vicenda Andromaca continua ad essere il mio personaggio preferito: è battagliera ma anche materna, sogna l'amore e il matrimonio ma sa cosa vuol dire combattere. Ettore non fa una splendida figura, però è comunque un uomo saggio e buono, sebbene sia un guerriero fin nel midollo delle ossa.
Il personaggio maschile davvero positivo di questo romanzo è Enea, incastrato tra gli altri in modo forse un po' forzato... ma che comunque è uno di cui non ci si può non innamorare.
I personaggi che escono massacrati da questo racconto sono Paride e Achille: entrambi sono egoisti, viziati, aggressivi e (soprattutto Achille) leggermente folli. La scena in cui Priamo va a chiedere ad Achille il corpo di Ettore per poterlo seppellire è atroce, fa proprio stringere il cuore.

Mi è piaciuto conoscere già la storia, chi avrebbe vinto e quale sarebbe stata la sorte dei diversi personaggi... soprattutto perchè così io sapevo che Cassandra prediceva la verità. Sentirla dire quello che sapevo sarebbe successo e leggere che gli altri non le credevano mi faceva arrabbiare, proprio come faceva arrabbiare lei. Riuscire a sentirsi nei panni della protagonista, sebbene tanto lontana da me sotto tutti gli aspetti, è una cosa enorme: la Bradley è proprio riuscita a scrivere un romanzo intenso, se mi ha fatto sentire così.

Un'altra cosa che mi è piaciuta è che l'autrice racconta la storia di Troia come "è accaduta davvero", mettendola in bocca a una anziana Cassandra che racconta: alcuni fatti sono diversi da come l'Iliade ce li trasmette e devo dire che apprezzo moltissimo questa versione, la trovo più realistica (per quanto possa essere realistica l'epica) e meno "scritta dai vincitori".
Soprattutto mi piace l'importanza che dà alle donne: perché è questo il vero fulcro della storia. Il ruolo della donna è il tema portante di tutto il romanzo: come vengono trattate le donne a Troia? E a Colchide? E in Grecia? Sono serve, concubine, schiave, guerriere, regine? Ogni città aveva il suo modo di trattarle, dalle "schiave volontarie" come Briseide e Criseide alle regine amazzoni come Pentesilea (che ho adorato per tutto il libro). Ma soprattutto ho amato come la morte di Achille sia stata messa nelle mani di una donna, sebbene l'Iliade ci trasmetta tutt'altra versione.
Un altro tema che viene trattato è quello degli dei: esistono? Che ruolo hanno? E se ci sono e permettono certe nefandezze, non sono certo migliori del peggiore di noi uomini, no? Cassandra si fa queste domande, dimostrando di avere più cervello del resto dei suoi concittadini messi insieme. La sua saggezza forse non la salverà dal suo destino, ma di certo la renderà ancora più battagliera.

L'unica nota un po' stonata è secondo me il finale: dopo aver parlato a lungo della sua infanzia e della sua giovinezza, la Bradley risolve le vicende post-Troia in poche pagine, abbozzando in fretta il ritorno a casa di Agamennone e la sua morte, e ritraendo ancora più in fretta l'epilogo e la vita futura di Cassandra. Mi è sembrato un po' un "e tutti vissero felici e contenti" messo lì senza troppe spiegazioni... ma forse era solo perché mi ero così affezionata a Cassandra da non volerla salutare.


Forse tutti coloro che vedono più lontano sono considerati pazzi da quanti non sanno vedere oltre il pasto di domani.


Stelle: 4/5