NYC ★ Moodboard

È difficile spiegare da dove sia nata la mia passione per New York.
Non c'è un momento, un motivo o un evento in particolare.
Forse cercavo solo qualcosa in grado di alimentare i miei sogni, un obiettivo che mi desse determinazione e mi facesse guardare al di là di ogni difficoltà.




In questo primo post trovate foto e immagini di tutti i posti che voglio vedere quando finalmente sarò a New York... una specie di moodboard, diciamo.
Dedicherò un post a ogni luogo qui riportato... li riconoscerete tutti?

Naturalmente ho una soundtrack anche per questo momento...

New York New York / I Love New York - Glee Cast


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(c) Flickr


(c) PrimeCard

 
(c) Wikipedia

(c) NyHabitat


Probabilmente ci sono altri mille posti stupendi a New York, ma questi sono quelli che devo assolutamente visitare e che non mi farò sfuggire per nessuna ragione al mondo.

Li avete riconosciuti tutti? Avete qualche posto bellissimo da vedere e da suggerirmi?
Oppure magari avete letto qualche libro stupendo ambientato a New York... sarei curiosa di leggerne qualcuno che mi possa portare già lì con l'immaginazione!

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Ama e cambia il mondo

Penso che l'inizio di una nuova rubrica sia importante, perché dà il "la" a tutta l'opera... e mai espressione fu più azzeccata che in questo caso, quando si parla di musical!
In questo 2015 infatti, vorrei riguardare e condividere a tutti i bellissimi musical che ho visto, per invitarvi a vederli. Per cominciare ho scelto un musical italiano, eccezionale e molto attuale, che è di nuovo nei teatri...

Proprio recentemente ho letto l'opera di Shakespeare da qui è tratto questo spettacolo... e, con tutto il rispetto per l'autore, devo ammettere di essere rimasta delusa: non mi ha trasmesso granchè. Forse è perché l'ho letto in italiano, forse in lingua originale è più emozionante... O forse solo perchè avevo alte aspettative. Il musical invece mi ha emozionato un sacco e mi ha fatto altrettanto pensare. Credo che la storia di Romeo e Giulietta sia sempre attale: preadolescenti che nel giro di una sera si giurano amore eterno, genitori che pensano sempre di sapere cos'è meglio per i figli, amici fedeli nel bene e nel male, un odio senza troppo fondamento che si perpetua senza motivo...
Ditemi se tutte queste cose non sono importanti anche per noi oggi.

La versione della storia che sono andata a vedere al Linear4Ciak di Milano un anno fa è quella di David Zard, Ama e cambia il mondo. Sono stata davvero profondamente toccata da questo spettacolo, perchè ha una carica che difficilmente i musical italiani hanno!

La prima cosa che mi ha colpito di questo spettacolo sono i colori. Fin dalla prima scena è facile capire chi stia dalla parte dei Montecchi e chi dei Capuleti: Benvolio e i suoi sono vestiti di blu, Tebaldo e i suoi di rosso. Questa sarà una costante per tutto lo spettacolo, con pochissime eccezioni: la festa a casa di Giulietta, in cui ognuno è vestito di molti colori sgargianti (camuffando così per una volta la propria appartenenza ad una famiglia), e la scena finale.
I personaggi che non sono vestiti di rosso e di blu sono pochi: Paride, che è ovviamente escluso dalla faida, e le due figure "esterne" per eccellenza: il Principe di Verona e frate Lorenzo. Uno è vestito di nero e oro, l'altro di saio e oro. Un po' come a simboleggiare che loro sono al di sopra delle contese, ma in due modi diversi: per potere o per fede.
Per quanto riguarda i protagonisti, mentre Romeo indossa una giacca e dei jeans azzurri (ho trovato fantastico il fatto che sia vestito in modo "normale"!), Giulietta è sempre vestita di bianco: c'è solo una breve canzone in cui indossa un abito rosso, ma per il resto i suoi abiti sono di varie sfumature di bianco e rosa... questo a me ha trasmesso il fatto che lei non ci vuole entrare per niente, nella lotta tra le famiglie. Romeo - forse perchè è un maschio, forse perchè è più grande - ci è già in mezzo: lei no. Non le interessa.

I personaggi sono stati resi in modo stupendo: Giulietta è carinissima, una vera bimba innamorata (non dimentichiamo che non ha ancora 14 anni!) e Romeo... beh, Romeo è reso così bene che me ne sono innamorata pure io mentre guardavo lo spettacolo! A parte che l'attore è adorabile di per sè, ma poi è così espressivo e pieno di talento che non si può restare indifferenti al suo fascino!
Anche Tebaldo e Mercuzio secondo me sono stati interpretati in modo magistrale: Tebaldo è feroce anche nell'aspetto: con una cicatrice che gli taglia il viso e gli abiti coperti di pelliccia, come se fosse il lupo di cui parla in una delle sue canzoni; Mercuzio invece è... beh, diciamo irriverente? Non so come definirlo. È molto "esplicito" e non è che spicchi per pudore. Parla spesso per doppi sensi, vive fuori dagli schemi, sopra le righe, quasi come un folle... ma quando muore dice che muore come un re. Mercuzio è il "re del mondo" per eccellenza, perché - come dicono nello spettacolo - i veri re sono coloro che si godono la vita, non quelli che tremano di paura nei loro castelli d'oro.

Vi lascio qui il link al video di YouTube dove potete ascoltare la canzone di cui parlo, perché secondo me esprime veramente bene quello in cui i ragazzi di tutti i tempi credono e rende la storia di Romeo e Giulietta reale e attuale una volta di più:

"I grandi re tremano se un cane abbaia senza un perchè:
alzano i muri su fino all'oblio, blindati ormai e invidiosi di Dio.
Ma per due re posto non c'è, così combattono anche tra sè...
e noi quaggiù, noi ridiamo di chi anche da re è uno schiavo perchè:
siamo i re del mondo, siamo il sesso, il vino e il canto."

Questa è forse la mia canzone preferita dello spettacolo, è così ritmata e orecchiabile... io e Veronica ce la siamo canticchiata per tutto il viaggio di ritorno!

Però tutte le canzoni sono eccezionali, davvero... e se lo dice una che ha come standard le canzoni dei grandi classici di Broadway è veramente una garanzia! Sono sempre molto critica sulle canzoni italiane dei musical, ma queste sono fenomenali! Vorrei potervi fare sentire ogni singola canzone che ho amato: VeronaQuando, Il balcone, Mio Dio pietà, Colpa nostra... Ma vi lascio solo il duetto che i due innamorati cantano nella scena del matrimonio e che dà il titolo allo spettacolo: giusto un assaggino per farvi venire ancora più voglia di andare a teatro per vedere questo meraviglioso musical!

"Ama e cambia il mondo. Ama e accendi il buio. Grida la tua presenza. Ama e cambia il mondo."

Che poi questa canzone secondo me è il senso più alto e profondo di questa storia.
A prescindere dal romanticismo di una storia d'amore con finale tragico (che personalmente non mi piace granchè), credo che Romeo e Giulietta ci possa insegnare molto sui conflitti e sulla vendetta... perché in fondo l'unico modo per cambiare il mondo e renderlo migliore è amare.
Amare i propri figli e non obbligarli a vivere combattendo, come succede a Tebaldo, o a sposare chi non è un nemico, come tenta di fare il padre di Giulietta.
Amare i propri amici cercando di non abbandonarli, come cercano di fare Mercuzio e Benvolio, che per tutto il tempo stanno accanto a Romeo... arrivando anche a perdere la vita.
Amare un'altra persona, cercando di scoprire cosa c'è di bello in lei senza dare retta ai pregiudizi e alle voci di corridoio, senza basarsi su un clichè o su una etichetta messa sulla testa di qualcuno senza un vero motivo. Giulietta e Romeo non si sarebbero mai conosciuti, se avessero continuato ad essere "la figlia dei Capuleti" e "il figlio dei Montecchi": pensate che amore si sarebbero persi.
Amare un'altra persona cambia il mondo, perchè insegna a vedere il bene nell'altro a chi è troppo orgoglioso per farlo. Non per niente la madre di Romeo e quella di Giulietta, che all'inizio dello spettacolo dividono un duetto colmo di odio, finiscono per abbracciarsi sulla tomba dei loro figli.

In un momento della storia come questo, in cui troppo spesso siamo costretti a prendere posizione perchè - come canta il principe di Verona - "non puoi schierarti con chi vuoi, è già deciso anche per voi", penso che sia importante riscoprire questa storia. Una storia che parla di un odio di cui nessuno conosce la vera origine ma che è attuale e reale ogni giorno: se parli con un Capuleti sei un traditore, se ti innamori di un Montecchi devi morire. Nessuno, mai, chiede a Romeo e Giulietta spiegazioni, nessuno chiede loro perchè si sono innamorati di un nemico.
Tutti continuano imperterriti per la loro strada di odio, senza fermarsi se non sulla tomba di chi ha amato fino a morire... di chi ha amato tanto da dare la propria vita per cambiare il mondo.



Sito: http://www.romeoegiulietta.it/
Facebook: https://www.facebook.com/romeoegiuliettaopera
Twitter: https://twitter.com/romeogiulietta_
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Le ossa non mentono

Lotto Reading Challenge #09 -- Leggi un libro con almeno 250 pagine

Sono felicissima di aver avuto occasione di leggere questo libro, visto che non ci speravo più!
Dovete sapere che, nonostante la mia età, ai miei genitori non piace che io legga storie troppo dark, quindi a Natale non ho ricevuto questo libro, che tanto desideravo... se non che l'ho trovato quando ho scartato il regalo del mio agente Booth del cuore. Non sapete che emozione, lui nemmeno sapeva che lo desideravo!
Quando l'ho chiamato, nel pomeriggio, gli ho raccontato tutto il mio stupore e lui mi ha risposto:
"Appena l'ho visto l'ho preso. Non potevo non regalartelo, tu sei la mia Brennan!" Tanti cuoricini per lui!
Anyway, basta chiacchiere sdolcinate. Veniamo alla recensione.


Le ossa non mentono di Katy Reichs

  
Temperance Brennan lavora come antropologa forense a Charlotte, in North Carolina. La sua vita scorre tranquilla ma con la sola compagnia del suo gatto Birdie, senza la sorella e la madre dal passato difficile. Anche il suo amato agente Andrew Ryan è fuggito in Costa Rica dopo il lutto atroce che lo ha colpito lasciandola sola e mettendo la parola fine alla loro storia.
All'improvviso la notizia di un omicidio in Vermont obbliga la dottoressa a lasciare i suoi casi per gettarsi in una spirale che la porterà indietro di vent'anni, a quando lavorava a Montreal con Ryan ai casi di Anique Pomerleau, una serial killer di ragazzine. Il modus operandi degli omicidi tra il Vermont e il North Carolina ricorda troppo quello della Pomerleau - ancora latitante - per non accendere un brivido di terrore nella dottoressa Brennan. 
Costretta ad andare a recuperare il suo ex partner dal suo esilio forzato e ad affrontare demoni e fantasmi del passato, Tempe si dovrà confrontare con il sottile confine che divide le vittime dai carnefici...


Premetto due cose: adoro la serie tv Bones e non avevo mai letto un libro crime prima.
E devo dire che, anche se sono rimasta delusa dal fatto che il libro non ha davvero niente a che vedere con la serie tv nè per stile nè per personagg, sono veramente molto felice di aver scoperto un altro genere che mi piace moltissimo! Mi sono fatta veramente catturare dalla storia, conquistata dal ritmo che ha preso e cercando di tenere a mente ogni particolare per poi riutilizzarlo per ricostruire il caso: sì, sono una lettrice-detective che si gasa a scoprire il colpevole prima dei protagonisti del libro. Che ci volete fare, quando uno si immedesima come me sono cavoli per tutti, assassini compresi!

Comunque ho trovato il libro avvincente e veramente ben fatto: se pensate che ho scoperto il colpevole, il movente e perfino il modo in cui l'ha fatta franca con almeno quattro-cinque capitoli di anticipo rispetto alla Brennan capirete che è veramente un giallo scritto magistralmente! Quando una scrittrice riesce a trascinare i suoi lettori nel racconto fino a fargli scoprire il colpevole prima di dirglielo vuol dire che sa veramente fare il suo mestiere. Onore a Katy Reichs, ci sa proprio fare!

Quello che mi ha reso un po' difficile la lettura - ma che ha dato anche il suo fascino alla storia - è stata la minuzia di particolari: la storia è raccontata da Temperance in prima persona, e questo fa sì che lei racconti quello che vede e vive con la precisione della scienziata e la scientificità di una dottoressa. Molto spesso si perde in minuscoli particolari descrittivi e ci fa ragionamenti inutili sopra... è una cosa abbastanza fastidiosa perchè fa perdere un po' il filo del discorso, ma d'altra parte ti fa ritrovare proprio nei panni della Brennan, come se tu fossi in un angolo della sua testa ad ascoltarla pensare. Non lo consiglio a chi ha un lessico limitato e non ama le frasi e le parole difficili: si stuferebbe in tempo zero. Ah, e anche a chi non ama le spiegazioni scientifiche: ho avuto un bel po' di spiegazioni tecniche su vari argomenti, da come si fa lo sciroppo d'acero a come si passa la frontiera tra Canada e Stati Uniti.

I personaggi della storia non sono molti: Temperance è la brillante protagonista, tanto intelligente quanto schiva; poi ci sono tre detective - Slidell, Tinker e Rodas - che la aiutano con le indagini, e ovviamente l'agente Ryan, super fascinoso e super complicato... che scompare a metà romanzo per poi ricomparire in un inaspettatissimo finale che mi ha lasciato a bocca aperta e con la voglia matta di leggere il prossimo romanzo della serie!

Questo libro si becca quattro stelle: la suspance e la capacità di farti sentire nella storia gli hanno fatto guadagnare moltissimi punti, ma il lessico difficile, i tantissimi nomi e la minuzia di particolari hanno reso la lettura un po' difficile. Però rimane il fatto che ho amato questa serie e conto di leggere qualcos'altro della Reichs. Se non altro per scoprire i retroscena della coppia Brennan/Ryan!



Vidi nella mia mente occhi di un azzurro glaciale, sentendo più volte, all'infinito, l'offerta di un futuro diverso. Pensai alle mille, incerte possibilità, a impedimenti che non avrei potuto prevedere o controllare. E mi accorsi che un sorriso m'increspava le labbra.


Stelle: 4/5

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Tag ★ Dalla A alla Z

Il primo Flowerstardustag del nuovo anno è offerto dalla deliziosa Ika, che lo ha postato qui.
Andate a leggere le sue risposte!


Autore con la A maiuscola (ovvero quello di cui hai letto più libri):
-- C.S. Lewis vince questa categoria, perché oltre alle Cronache di Narnia, che conta ben sette libri, ho anche letto Le Lettere di Berlicche... e mi piacerebbe leggere altro ancora!

Bevo responsabilmente, mentre leggo.
-- siccome leggo di notte o sdraiata sul letto, è difficile che io beva qualcosa mentre leggo. Però mi è capitato di dedicarmi a un buon libro con una tazza di tè speziato, questo sì!

Confesso di aver letto...
-- Ho voglia di te di Federico Moccia. E credo possa bastare.

Dovrei smettere di...
-- comprare libri finché non ho finito di leggere quelli che ho a casa. Anche se penso che sia una missione più o meno impossibile... come smettere di esibirmi in camera ogni volta che una canzone di Wicked parte nel mio iTunes.

E-reader o cartaceo?
-- amo l'ebook per due motivi: lo posso pasticciare (aggiungo note ed evidenzio) e lo posso leggere anche al buio. Ma il cartaceo lo amo per mille motivi, dall'amore per le copertine alla sabbia tra le pagine che ti ricorda l'estate in cui l'hai letto per la prima volta, dal profumo del libro nuovo al colore delle pagine di un libro che rileggi da quindici anni... devo continuare?

Fangirl impertinente di:
-- Glee, The Mentalist, Chicago Fire e Bones. Ma se si parla di libri allora Lewis, Tolkien e Pullman. Con la Randall e Baccalario bonus.

Genere preferito e quello che di solito non leggi:
-- fantasy senza ombra di dubbio, soprattutto quelli avventurosi ma anche un po' romantici. Mi piacciono comunque anche quelli storici, basta che ci sia molta azione! Il genere che invece non reggo è sicuramente l'horror: niente vampiri o angeli caduti per me, grazie. Ho scoperto che non mi piacciono nemmeno i romanzi rosa.

Ho atteso a lungo...
-- Millennio di Fuoco di Cecilia Randall, sia Seija che Raivo! E anche il momento in cui Patrick Jane e Teresa Lisbon di The Mentalist ammettessero di essere fatti l'uno per l'altra.

In lettura al momento:
-- Le ossa non mentono di Katy Reichs. Mi è stato regalato dal mio agente Booth, perchè quando ha visto in libreria un libro su Temperance Brennan ha detto che "non poteva non comprarmelo" 

Luogo preferito per leggere:
-- come per Ika, anche io amo leggere a letto, meglio ancora sotto la coperta! Un altro posto che amo è la poltrona del salotto... ma solo se non c'è nessuno a casa che può venire a rompermi le scatole!

Miglior prequel di sempre:
-- siccome Il Nipote del Mago è stato scritto dopo Il Leone, La Strega e L'Armadio e quindi è a tutti gli effetti un prequel scelgo questo. Lewis ha veramente superato sé stesso nel descrivere la creazione di Narnia!

Non vorrei mai leggere:
-- Colpa delle Stelle: detesto i libri scritti per farti piangere e lo trovo fin troppo adolescenziale per i miei gusti... lo troverei stucchevole. E poi non mi interessano nemmeno le robe tipo Cinquanta Sfumature di Grigio, le trovo volgari.

Once more (un libro che hai riletto tante volte ma che rileggeresti ancora)...
-- Le Tre pietre di Flavia Bujor, perché è delicato come un sogno e intenso come un'avventura. Perché è speranza, coraggio e amore.

Perla nascosta.
-- Beastly di Alex Flynn: avevo visto il film e temevo che il libro fosse un po' superficiale. Invece mi è piaciuto moltissimo, romantico al punto giusto. Proprio una favola dei nostri giorni!

Questioni irrisolte (un libro che non sei riuscita a finire).
-- Purtroppo Regalami una favola. Il libro più noioso e superficiale e sciocco della storia. Bocciato su tutta la linea, non leggetelo.

Rimpianti letterari.
-- non essere riuscita a mettere mano a nemmeno una delle mie storie originali nel 2014. Ho scritto tipo tre fanfiction e una quantità di incipit e idee random, ma nemmeno un racconto. Shame on me.

Serie iniziate e mai finite:
-- Shadowhunters è in stand-by da mesi. Mi mancano anche il secondo e il terzo di Divergent... e non ho mai finito di leggere Harry Potter. Ho comprato l'ultimo libro il giorno stesso in cui uscì in libreria (orgogliosa di avere di quasi tutti i volumi la primissima ristampa)... ma non l'ho mai letto.

Tre dei tuoi antagonisti preferiti.
-- sono sempre dalla parte dei buoni, onde per cui a livello libresco non ho proprio risposte. Rispondo perciò con i miei cattivi preferiti delle serie tv: Regina Mills e Tremotino di Once Upon a Time e Sue Sylvester di Glee!

Un appuntamento con:
-- domanda difficile. Scartando Peeta (solo perchè è felicemente accasato), mi rimangono i single più desiderabili del mondo libresco: Cedric Diggory e Peter Pevensie. Ma per "anzianità" vince Peter, di cui sono innamorata da quando avevo tipo otto anni...

Vorrei non aver letto:
-- oh, la lista è lunga! Mi sono sentita così offesa dai personaggi di Un regalo da Tiffany che non l'ho mai finito... ma ho trovato volgare anche Bryan di Boscoquieto nella terra dei mezzidemoni. Tremendo.

Zanna avvelenata (quel finale che proprio non vi è andato giù).
-- sicuramente Heaven della Adornetto. Con un primo capitolo così emozionante e un secondo che faceva prospettare faville nel finale... una delusione così cocente non me la sarei mai aspettata. E niente, adesso mi ha perso di smalto l'intera saga (anche se il primo libro rientra comunque nella mia top ten di sempre).



Ed ecco qui, concluso il mio primo tag del 2015.
Continuate a seguire questa rubrica, puntuale ogni 18 del mese!
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Fan-ny Girl ★ It's Jisbon time!

Sono felicissima di iniziare questa nuova pseudo-rubrica! Una volta al mese, infatti, vorrei lasciare qui sul blog una traccia delle cose che mi entusiasmano, perché una volta mi hanno detto che chi prova entusiasmo è nel respiro - nell'abbraccio - di Dio. Quindi non sottovalutate le situazioni che vi fanno battere il cuore, inumidire gli occhi o semplicemente vi fanno sentire piene di Spirito: sono momenti preziosi! Io, da brava fangirl, ho moltissime cose che mi entusiasmano.
Inizierò con una delle mie passioni più recenti, che però mi ha preso un sacco. È un telefilm arrivato ormai alla sua ultima stagione, mancano cinque puntate al termine e credo che mi dispererò quando metteranno la parola fine alle avventure di Jane e Lisbon...

Visto che sto seguendo la settima stagione, che non è ancora arrivata in Italia, potrebbero esserci dei piccoli spoiler per chi non è ancora aggiornato. Siete avvertiti. :)



The Mentalist è un telefilm crime prodotto dalla CBS e ambientato a Sacramento. Per le prime cinque stagioni segue le vicende di un gruppo di poliziotti che lavorano al California Bureau of Investigation (per gli amici CBI): il capo è Teresa Lisbon, una donna con un alto senso del dovere e della giustizia che ci tiene a "fare sempre la cosa giusta" e che ha alle spalle un passato difficile. I suoi collaboratori sono Kimball Cho, un coreano dall'espressione indecifrabile, Wayne Rigsby, noto per la sua golosità, e la giovane Grace Van Pelt, novellina ma con tanta voglia di mettersi alla prova.
Ogni episodio gira attorno a un caso da risolvere, ma il filo rosso - è proprio il caso di dirlo! - che lega ogni episodio è la caccia al serial killer John il Rosso. Accanto ai poliziotti, infatti, c'è il vero protagonista del teletilm: Patrick Jane. Ex-sensitivo dalla mente brillante e dalla memoria incredibile, Jane si è unito alla squadra come consulente con il solo preciso scopo di trovare il serial killer che ha ucciso sua moglie e sua figlia per vendicarsi della sua perdita.
La caccia si rivelerà più rischiosa del previsto e non priva di colpi di scena... visto e considerato che ad un certo punto si scopre che Red John potrebbe essere proprio un uomo del CBI!
A metà della quinta stagione, però, nel caso John il Rosso ci sarà una svolta... e da quel momento assistiamo a un cambiamento nella trama: l'azione si sposta ad Austin, in Texas, nel quartier generale dell'FBI, con nuovi personaggi e nuovi crimini da risolvere.

Da sinistra vedete Rigsby, Lisbon, Jane, Cho e VanPelt || (c) Pinterest
Ho iniziato ad appassionarmi a questo telefilm per caso, guardando qualche episodio random su Rete4. Ai tempi ero super curiosa di sapere se Rigsby e Van Pelt sarebbero riusciti a fare coppia… ma mi è bastato conoscere meglio Lisbon per rendermi conto che era lei la migliore.
Il suo passato familiare burrascoso l'ha resa molto dura, con sè stessa e con gli altri, e la obbliga a fare sempre la cosa giusta, rendendola allo stesso tempo estremamente sensibile quando si tratta di prendersi cura di qualcuno che soffre. Secondo me è questo il motivo per cui accetta Jane nella sua squadra, all'inizio della storia: Patrick è un uomo distrutto e Teresa sente il bisogno di aiutarlo, proprio come ha aiutato suo padre quando era solo una ragazzina.

La cosa che di sicuro mi ha conquistata di più di Lisbon - che poi è la cosa principale che abbiamo in comune - è la sua fede. Teresa è profondamente credente, porta sempre al collo un crocifisso e in più di una occasione la si vede in chiesa o mentre recita una preghiera. Trovo che sia una cosa molto inusuale e molto dolce, che la rende molto umana! E poi sì, una poliziotta del suo calibro con una tale inclinazione religiosa è veramente un'accoppiata perfetta per fare colpo su di me! ;)

Dovete sapere che Lisbon sorride pochissimo. Nel telefilm le volte in cui sorride sono veramente molto rare... quasi tutte causate da Jane, a dire la verità.
E quindi vorrei sprecare una parola sulla coppia Lisbon/Jane, da cui viene il nickname Jisbon che dà il titolo al post (che è anche un piccolo omaggio alle serate di The Mentalist via Whattsapp tra me e la mia khaleesi Daenerys ).

L'accoppiata Teresa/Patrick è un po' un must, insomma, i due personaggi principali non possono non finire insieme prima o poi, no? Più di una volta, nel telefilm, i personaggi alludono a quello che c'è tra di loro... che è un qualcosa di lasciato in sospeso per sei stagioni. Sei stagioni, capite? Qualcosa come centoventi episodi! Vi assicuro che il loro è stato forse l'happy ending più atteso della mia storia da fangirl!
Quello che mi piace di loro è il fatto che la loro unione non è una "tensione sessuale" che prima o poi scoppia. Tra loro c'è come una chimica, un equilibrio... qualcosa che va oltre il fisico. Infatti non li si vede mai in atteggiamento particolarmente affettuoso, nemmeno nelle ultime puntate: l'amore che li lega è fatto di piccoli gesti, di lui che le porta il caffè e o lei che lo va a trovare quando lui si ammala. 
Però è amore, questo è indubbio.
Oltre a questo trovo veramente adorabile il modo che lei ha di rapportarsi a lui: Teresa non è una che ha molte storie, nel corso della serie, anzi. In sei stagioni l'unico rapporto serio che ha è con Pike... e, beh, la mia opinione è che Pike era proprio un "tappabuco" per colmare il vuoto che l'amore che lei provava per Patrick le aveva creato nel cuore. Ma sono solo teorie da fangirl, quindi lasciate perdere.
Comunque il loro atteggiamento affettuoso ma non ossessionato, la loro timidezza, il loro timore e allo stesso tempo la loro voglia di costruire qualcosa e di andare avanti assieme sono quello che mi entusiasma e mi ispira di questa coppia. Li rendono molto reali e molto teneri, mai stucchevoli o fuori dai loro personaggi feriti dal passato e che non lasciano avvicinare qualcuno facilmente...
Continuerò sicuramente a guardare il telefilm e non escludo di fare un piccolo post celebrativo per il finale, se sarà in grado di soddisfarmi!

A Teresa Lisbon e alla sua fede, al suo cuore d'oro, alla sua timidezza e al suo coraggio.
A lei, perché è per me una vera ispirazione!

credits to ManonJane @ Tumblr.

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Beauty

Ecco qui, uno dei tanti libri che sono passati in sordina sotto gli occhi del grande pubblico... tra i vari Shadowhunters, gli Hunger Games, i Maze Runners e chi più ne ha più ne metta, io non avevo mai sentito parlare di questa saga così potente, così profonda e così... verosimile.
Qualche giorno fa Cecilia Randall ha scritto che la fantascienza è in declino per il solo motivo che ora i libri si chiamano distopici. Ma in realtà sono fantascienza. Non fatevi ingannare dall'idea che abbiamo tutti: fantascienza non è sinonimo di navicelle spaziali e improbabili extraterrestri... quello era il futuro che si prospettavano i nostri genitori e i nostri nonni. Il futuro che ci prospettiamo noi oggi è quello della Collins, quello della Roth... e quello di Westerfeld. Se non è fantascienza questa, non so cosa sia.


Beauty di Scott Westerfeld  



Tally ha quindici anni e undici mesi, è Brutta e non vede l'ora che arrivi il giorno del suo compleanno, perchè finalmente diventerà Perfetta. Perfetta di una perfezione chirurgica, studiata a tavolino, progettata per rispondere al meglio a tutti i requisiti che tremila anni di evoluzione e biologia richiedono al corpo perché possa piacere agli altri. In più quando si è Perfetti si va a vivere in un'isola meravigliosa, dove non ci sono divieti ma solo feste, alcol, musica e divertimento. Dove tutti sono perfetti, dove la vita stessa è perfetta. Peris - il suo migliore amico - è già lì che la aspetta e Tally non vede l'ora di raggiungerlo. Shay, come Tally, è Brutta. Di una bruttezza normale, con i difetti di tutti. E lei non ha nessuna intenzione di diventare Perfetta, non ne vede il motivo. Decide così di scappare, e cerca inutilmente di portare la sua migliore amica con sè. Tally non ha nessuna intenzione di rinunciare al suo futuro di perfezione, ma la fuga di Shay è troppo pericolosa per non tentare di fermarla...


Come ogni volta che leggo qualcosa di originale, di non scontato e soprattutto di non famoso, resto incantata davanti alla capacità dello scrittore di impedirmi di pensare a qualunque altra cosa. Leggevo continuamente, per ore, senza staccare gli occhi dal libro e soprattutto senza sentire fame, freddo o sonno. Questa è vera magia, gente. Anche se il libro non è famoso, è magia.

Il mondo in cui vive Tally è incredibilmente realistico: è una società perfetta, nel vero senso del termine, perchè sono riusciti a superare tutti i problemi che noi (i cosiddetti "rugginosi") abbiamo ora. Hanno vestiti biodegradabili, i mezzi di locomozione si basano sui magneti, si coltiva tutto il necessario in modo tecnologico senza deforestare o disboscare... la stessa riproduzione è strettamente controllata per evitare l'aumento della popolazione. Praticamente hanno risolto i problemi del mondo, convivendo pacificamente con la natura che si sta riprendendo lentamente dalla batosta che i rugginosi le hanno inflitto con i loro motori e i loro inquinanti e evitando il conflitto con le città vicine. Il mondo che Westerfeld traccia è davvero perfetto, senza falle. Anche tutta la questione della bellezza e della perfezione fisica raggiunta con la chirurgia è incredibile, minuziosamente costruita e giustificata: non è per vanità, è per biologia ed evoluzione. È incredibile come una cosa così razionale possa sembrare così folle a chi la legge... eppure non si pensa mai che la gente che ci crede sia stupida: è perfettamente comprensibile e giustificato.

La protagonista, Tally, mi è piaciuta da morire perchè non è contro il sistema. Jonas, Katniss... perfino Tris: ad un certo punto tutti decidono di andare contro il sistema, ed è lì che si vede l'eroismo e la grandezza di quella persona. Tally no. Per tutta la storia - per tutti e tre i libri - Tally segue il sistema, ci sta dentro, lo accetta... o per lo meno ci prova. Tutta la storia inizia proprio perchè lei vuole diventare perfetta a tutti i costi! Mi è piaciuto proprio questo di lei: non è una ribelle, un simbolo, un'eroina. È una persona normale: la sua particolarità è quella di voler pensare con la sua testa: questo lo rende normale per noi, ma non nel suo mondo. E qui sì che Tally è speciale.
La vera voce fuori dal coro è Shay, che fin dal primo momento si presenta come una vera ribelle, che non ce la fa a rimanere nelle fila di chi accetta le regole che gli vengono date. E in fondo è proprio lei a spostare i confini di Tally, in tutti e tre i libri: la spinge a uscire da Bruttopoli per farsi trovare, la raggiunge alla fine di Perfetti... e ribalta le regole del gioco di tutti in Speciali.
I personaggi maschili sono decisamente meno importanti, davanti a tanta forza femminile: Peris, David, Zane... nessuno dei tre regge il confronto. Anche tra i cattivi, non c'è poi molto da ricordare.

La storia è un susseguirsi di avvincenti colpi di scena, uno più potente dell'altro... la trama è una pallina su un piano inclinato: le cose vanno sempre più veloci e sempre più verso il disastro ad ogni pagina. La situazione scherzosa dell'inizio aumenta sempre di più in potenza e gravità prendendo i tratti di una ribellione sempre più accesa… fino alla guerra, una guerra vera e propria, una guerra che Tally e i suoi coetanei non conoscono, perché è "roba da rugginosi".
Naturalmente c'è una buona componente romantica - c'è perfino il classico triangolo - e mi sono piaciute molto le riflessioni che Tally fa a proposito dei sentimenti che prova per i due ragazzi che ha intorno. Mi è piaciuto anche come l'autore ha risolto la cosa, in modo completamente diverso da come mi sarei aspettata. 

Il finale mi è piaciuto, più che altro perchè rimane nella linea metaforica e profonda del resto del libro: la cosa si risolve un po' troppo velocemente, per i miei gusti, ma posso soprassedere a una leggerezza così davanti al vero senso della saga, che ci viene trasmesso nel "manifesto" dell'ultimo capitolo. Beauty non è solo una storia di ribellione a uno schema, è una specie di favola con tanto di morale, in cui ci viene detto di stare in guardia dalla nostra vita di spreco e inquinamento, ma anche dalla bellezza perfetta e dalla vita perfetta… Perchè non vogliamo finire come i Rugginosi per poi diventare delle Perfette "teste vuote".

Mi dispiace non poter spiegare completamente quanto mi sia piaciuto questo libro, quanto io l'abbia trovato profondo ed elevato... ma farei troppi spoiler e non me la sento di rovinare i colpi di scena (e sono tanti, quasi tutti imprevedibili anche per una lettrice accanita come me!) che Westerfeld ha saputo spargere nella storia. Quindi consiglio di leggerlo a chiunque ami i distopici, ma soprattutto a chi crede che la semplicità e l'originalità siano valori su cui fondare la propia vita, a chi non vuole adattarsi in nessun modo ai clichè di "bellezza" che ci viene propinato da chissà chi.. e anche a chi convinto che per cambiare il mondo bisogna prima iniziare a cambiare sè stessi.


Forse lei era sempre stata frizzola, da qualche parte, dentro di sè.
Aveva solo bisogno di amare qualcuno, o di trovarsi in mezzo alla natura selvaggia,
o forse anche solo di tuffarsi nell'acqua gelata per tirar fuori ciò che aveva dentro.


Stelle: 5/5
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Nuovi inizi

Il mio problema con le fini non è più un mistero, quindi potete immaginare come io possa sentirmi quando si deve festeggiare "la fine dell'anno"... di solito ignoro la cosa, me la faccio scorrere addosso senza pensarci troppo. Fosse per me, passerei la notte del 31 dicembre a letto con un buon libro.
Però stavolta sono felice di aver messo la parola fine al mio 2014. È stato un anno difficile, veramente difficile. Perciò sì, per una volta sono felice di veder finire un anno.

Naturalmente il mio 2014 non è stato solo un anno negativo. Ho alle spalle esami superati e traguardi raggiunti, libri bellissimi letti e posti stupendi visti: ho iniziato l'anno a Strasburgo e l'ho salutato a Praga, ho visto la meravigliosa Sarajevo e sono riuscita perfino a fare una settimana in montagna con degli adorabili bambini della scuola materna. E a tutto questo aggiungo di aver conquistato la mia relatrice di tesi e di aver iniziato a lavorarci su. Insomma, di cose belle ce ne sono state tante.

Davanti a me ho dodici mesi da riempire di cose, di persone e di emozioni. Non voglio fare buoni propositi, perché so di non saperli mantenere e mi farebbero solo sentire male quando, a fine anno, mi accorgerò di non averli rispettati. Però voglio mettere nero su bianco un po' di obiettivi che voglio raggiungere, in modo da non disperderli tra impegni e pensieri.

Voglio laurearmi. Questa è la parola d'ordine di quest'anno. Voglio finire di studiare e mettere un dannato punto fermo alla mia carriera universitaria.

Voglio leggere, leggere tantissimi libri, e scrivere anche di più. Ho perso un po' il gusto della scrittura in questi mesi, ma non ho affatto "appeso la penna al chiodo". Sto solo cercando l'idea giusta (e il giusto tempo) per farlo. So che per raggiungere questo obiettivo devo ridurre il tempo sprecato, soprattutto quello sprecato sui forum.

Voglio vivere ogni giorno dal primo all'ultimo minuto. Il motto di quest'anno è "un giorno alla volta", non l'ho dimenticato: so che mi seguirà fino al prossimo settembre, quando spero si aprirà un capitolo della mia vita tutto nuovo, pieno di sfide e di progetti tutti nuovi.

Il mio nuovo anno inizia anche con la consapevolezza di non essere mai davvero sola, perché so che dovunque il mio agente Booth sia - che stia fingendo di lavorare o mangiando un doppio hamburger - lui c'è per me. E questa è una cosa tanto inaspettata quanto meravigliosa, così incredibile e mozzafiato che non ho avuto il coraggio di scriverci nemmeno una riga nonostante ormai sia ufficiale il fatto che stiamo insieme.

Questo 2015 inizia sotto una buona stella, è proprio il caso di dirlo... quindi ecco qui la nuova grafica, blu e sognante sotto un cielo di selle. Buon inizio a tutti, che Dio benedica questo nuovo anno.


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