04 gennaio 2014

We are one

Durante le vacanze di Natale ho letto Finchè le stelle saranno in cielo, un libro regalatomi da Lumi di Sentieri di neve rossa per l'iniziativa "Sotto l'albero di Natale".
All'inizio devo ammettere che non ero per niente convinta: leggendo la trama avevo capito che la storia ruotava attorno all'Olocausto e sinceramente non amo per niente i libri e i film che hanno la Shoah come tema, solitamente sono fatti per straziare i cuori e fare piangere la gente... non è roba per me. Ho iniziato comunque a leggerlo e in breve tempo mi sono ritrovata letteralmente catturata dal racconto! È una vera e propria caccia al tesoro alla ricerca della famiglia di Rose (la nonna della protagonista) e del suo amore vero, perduto in gioventù coi rastrellamenti di Parigi.
Il tema della storia è sicuramente l'importanza della famiglia e di credere che l'amore vero esiste e che arriva quando meno te lo aspetti... a qualunque età. E poi naturalmente c'è l'importanza del dialogo tra le religioni. Nonna Rose, infatti, era ebrea ed è stata salvata da un giovane cristiano che l'ha aiutata a rifugiarsi in una comunità di musulmani: più di una volta si richiama il fatto che bisognerebbe capire che amiamo tutti lo stesso unico Dio, più che perdersi nelle differenze di forma, di struttura e di costruzioni mentali umane su di Lui.

Quello che mi ha profondamente colpito è che lo stesso identico discorso è stato ripreso da Frére Alois durante una preghiera di Taizé a Strasburgo, nel "pellegrinaggio di fiducia" che la comunità dei frati di Taizé organizza ogni anno in una città d'Europa.
Già di per sè Strasburgo è il centro della collaborazione: ci sono chiese Cristiane Cattoliche, Ortodosse e Protestanti, Moschee e Sinagoghe. Simboleggia la volontà di Francia e Germania (e poi di tutti i paesi europei) di discutere e parlare, invece che di fare la guerra: non per niente è sede del Parlamento Europeo!
E poi noi giovani cattolici italiani (così come tutti gli altri pellegrini europei) siamo stati accolti da famiglie e parrocchie che non sempre condividevano il nostro stesso credo.
Queste le parole di Frére Alois:
Vorrei trovare le parole giuste per chiedere ai cristiani delle differenti Chiese: non c’è un momento in cui bisognerebbe avere il coraggio di metterci insieme sotto lo stesso tetto, senza aspettare che tutte le definizioni teologiche siano pienamente armonizzate?
Credo che da adesso vivrò con uno spirito diverso la parte della Messa in cui si prega per "l'unità dei Cristiani"... e ci metterò anche l'unità dei credenti, perchè è questo che fa la differenza.
E i trentamila ragazzi che erano a Strasburgo mi fanno credere che si può davvero cambiare il mondo una persona alla volta, come dico sempre io quando mi chiedono perchè non mi importa della politica. Pensate se ognuno di quei ragazzi cambiasse una sola persona: ci sarebbero sessantamila persone diverse al mondo... e ognuna di loro potrebbe cambiare un'altra persona. In poco tempo il mondo sarebbe veramente diverso, più unito, più giusto... e non grazie alle leggi o alle regole, ma grazie allo Spirito nel cuore di tutti gli uomini.

Un'altra cosa mi ha molto colpito.
Nel libro che ho letto la protagonista decide di piantare in asso il lavoro in pasticceria nonostante le cose vadano molto male e rischi di perderla perchè andare a Parigi a cercare la famiglia della nonna è più importante... ed è una cosa che ho pensato anche io quando ho scoperto che, siccome ero stata a Strasburgo, non sarei riuscita a dare gli esami dell'appello di gennaio. Certe volte vale la pena sacrificare il "dovere" in nome di qualcos'altro... qualcosa che ne valga la pena, naturalmente. Non guardare l'ennesima replica del Grinch alla televisione. Ci vuole qualcosa che ti passi sopra e sotto la pelle, qualcosa che ti rimanga negli occhi e nel cuore. Qualcosa come cercare la famiglia di tua nonna, come stare attorno al fuoco con i parenti che non vedi mai, come incontrare persone venute da lontano e capire che, in fondo, siamo davvero tutti fratelli.
Sì, forse non avrò il voto di diritto privato sul libretto. E forse nemmeno quello di Politiche Sociali. Ma nessun voto o appello o esame passato potrà mai insegnarmi tanto quanto ho imparato in queste vacanze di Natale. Vacanze in cui tutto sembrava perfettamente incastrato per insegnarmi una lezione più grande di qualunque regalo.

2 commenti:

  1. E adesso che cosa dico? Sono commossa, ogni parola che mi viene in mente mi sembra così superflua... pensa che io ancora non l'ho letto!
    Ti ringrazio molto per la citazione ma soprattutto per il regalo che ne hai tratto e che hai voluto condividere sul blog, ossia pardon se riprendo una parte del post:

    "nessun voto o appello o esame passato potrà mai insegnarmi tanto quanto ho imparato in queste vacanze di Natale. Vacanze in cui tutto sembrava perfettamente incastrato per insegnarmi una lezione più grande di qualunque regalo."

    L'insegnamento è uno dei doni che più arricchiscono la persona quindi sono io a ringraziarti, grazie della condivisione! ♥
    E vediamo di leggere questo libro entro l'anno ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te di avermi dato l'occasione di superare il mio pregiudizio sulle storie che trattano l'Olocausto e di imparare veramente tanto! (Nel libro poi ci sono un sacco di ricette... che non vedo l'ora di sperimentare!)
      Alla prossima occasione! c:

      Elimina

Grazie per il tuo commento! -- Lyra