domenica 26 febbraio 2012

Aria nuova

Adoro la primavera.
È in assoluto il mio momento preferito dell'anno: l'inverno è troppo freddo ed (esclusa la magia del Natale) non riesce ad 'accendermi'. L'autunno è di una tristezza infinita, sarà che ricomincia la scuola o che i colori si spengono... L'estate è bella, sì, ma "troppo" per me. Troppo calda, troppo intensa, troppo piena di aspettative che poi di solito si rivelano infondate.
La primavera invece è perfetta: il caldo non è troppo ma ti fa già pensare all'estate. I fiori iniziano a sbocciare e tutto il mondo è pieno di colori, che sembrano ancora più belli dato che nei mesi precedenti non hai visto che "grigio e marrone".
Amo il profumo dell'aria quando esci la mattina presto e sembra che porti già l'odore dei fiori che ancora non sono sbocciati. Mi piace camminare verso il supermercato o la chiesa e sentire i bambini che giocano nei cortili. Adoro fermarmi un momento al sole, solo per sentire che è di nuovo caldo e dorato sulla mia pelle.
Primavera è sinonimo di speranza, è promessa di nuovi inizi, è voglia di ricominciare.
Non ha il torpore dell'inverno o l'ebbrezza dell'estate, non ha la quieta malinconia dell'inverno... ha tutta la bellezza dei giorni che precedono il Natale e l'entusiasmo che si ha solo d'estate.
È la perfetta unione di speranza, attesa e buonumore.
In primavera si mettono in piedi i progetti per l'estate, torna la voglia di uscire, il tuo umore ha lo stesso colore e fantasia delle camicette a fiori e delle gonne leggere.
I tuoi pensieri corrono veloci come i tuoi piedi nei sandali e nelle ballerine, rispolverati dal cassetto con la speranza di poterli finalmente sostituire a stivali e scarponi.

Quella di questi due giorni è stata una primavera inaspettata, soprattutto dopo il gelo e il ghiaccio dei giorni precedenti.
Ma non c'è niente di più bello di una giornata di primavera dopo freddo e buio.
Quando le giornate si allungano e cammini in ballerine e camicetta lungo una calda e assolata strada della città con la consapevolezza che hai davanti tutto un anno pieno di sorprese, allora sì che ti rendi conto di quanto, dopotutto, sia bello essere vivi.

(c) Image

Hear the bird start to sing, feel the life in the breeze
Watch the ice melt away, the kids are coming out to play
Feel the sun on your skin, growing strong and warm again
Watch the brown, there's something moving,
something is breaking throug... new life is breaking through.
Spring is coming


Steven Curtis Champan - "Spring is Coming"

venerdì 24 febbraio 2012

Le lettere di Berlicche

Questo libro mi è piaciuto molto! L'ho preso tempo fa, avevamo letto alcune delle lettere per degli incontri all'oratorio e mi erano piaciute molto... così, alla svendita di libri usati dell'anno scorso (sì, sono un habitué di queste cose c: ) l'ho trovato e l'ho comprato.

Le lettere di Berlicche di  Clive Staples Lewis

 
Berlicche, un diavolo anziano ed esperto, invia a suo nipote Malacoda, diavolo alle prime armi, trentuno lettere. L'argomento principale è "come dannare l'uomo", nella fattispecie il giovane che è stato affidato a Malacoda. Ogni lettera ha un tema diverso: amore, genitori, amici, felicità, preghiera, realtà, desideri, cambiamenti... ogni sfaccettatura della vita è presa in considerazione da questo astuto diavolo in grado di insegnare a Malacoda come volgere alla dannazione ogni cosa. Tuttavia gli uomini sono ostinati, e Dio cerca continuamente di riportarli sulla retta via. Fare il diavolo è una vera faticaccia, tanto che Malacoda continua a fallire. Berlicche, con ironia e una certa spiritosaggine, tenta in ogni modo di fargli capire che in realtà dannare un uomo sarebbe molto facile, se non ci fosse quel Dio a mettere sempre loro i bastoni tra le ruote...


La cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è sicuramente il fatto che è terribilmente vero. Chi crede in Dio potrà di certo trovarci un sacco di spunti di riflessione!

C'è una frase in particolare che mi ha colpito: "Ora mi accorgo d'aver trascorso gran parte della mia vita non facendo nè ciò che dovevo nè ciò che mi piaceva." Forse sono fatta male io, ma quanto mi è sembrata vera questa affermazione! Nella disperata ricerca di una distrazione dallo studio mi rifugio in cose che non mi interessano molto... senza fare nè ciò che devo nè ciò che amo!

Questo libro è molto intenso e a tratti anche difficile. Non è certo la favoletta da leggere prima di andare a dormire, ma è perfetto per cinque minuti di riflessione senza la pesantezza di un saggio, di uno scritto "clericale" o di dottrina. A volte fa ridere, a volte fa arrabbiare... ma è sempre molto intenso e molto vero. Leggerlo con calma e attenzione, sottolineando le cose più importanti, può essere un ottimo modo per credere, pensare e riflettere.

Che poi era l'intento di Lewis nello scrivere questo libro!

È buffo che i mortali ci rappresentino sempre come esseri che mettono loro in testa questa o quella cosa, quando in realtà il nostro lavoro sta nel tenere le cose fuori dalla loro testa!

Stelle: 4/5  

mercoledì 22 febbraio 2012

Un regalo da Tiffany

Ho preso questo libro in biblioteca, nella svendita di libri usati. A metà ho capito perchè qualcuno ha ben pensato di rifilarlo a una bancarella di libri per beneficienza.


Un regalo da Tiffany di  Melissa Hill


New York, vigilia di Natale. Ethan - professore di letteratura a Londra - ha appena comprato un anello da 20mila dollari da Tiffany, per chiedere alla sua fidanzata (snob e arricchita) di sposarlo. Nello stesso momento Gary, impresario edile di Dublino, decide di comprare un regalo per la sua fidanzata Rachel: in questo caso si tratta di un banale, semplicissimo braccialetto d'argento.
Un incrocio pericoloso, un autista indisciplinato... e le strade dei due uomini si scontrano, portandoli a scambiarsi i pacchetti.
Quando le ragazze li aprono, la sorpresa è notevole: Rachel si ritrova con tra le mani un preziosissimo anello di fidanzamento (che Gary non aveva nessuna intenzione di regalarle), mentre Ethan si ritrova con una fidanzata delusissima da un regalo banale.
Ethan si mette così a caccia di chi ha scambiato con lui il regalo, ritrovandosi a mettere in discussione molto più che un semplice regalo di Natale.


Mi intrigava la trama: fidanzato egoista e antipatico che compra un braccialetto da cento dollari e si ritrova con un anello di fidanzamento da diecimila dollari... perso da un fidanzato dolce e adorabile. Insomma, il classico intrigo di Natale all'americana.

Mi sono goduta le prime quattrocento pagine inghiottendole una dopo l'altra in una foga veramente senza precedenti per un romanzo rosa... anche se speravo che Ethan (il fidanzato dolce e adorabile) finisse con Rachel (la fidanzata di quello egoista e antipatico), circa alla terza pagina ho capito che non sarebbe finita così: nel momento in cui tra i personaggi narranti è comparsa la migliore amica di Rachel, Terri, sono giunta alla conclusione che Ethan sarebbe finito con quest'ultima.
Se alla fine ci è finito davvero?
Non ne ho la più pallida idea, perchè questo libro è stato chiuso e molto polemicamente messo sullo scaffale più alto della libreria a cento pagine dalla fine.

- Sì, so essere veramente molto plateale anche in cose scemissime come queste -

Perchè?
Perchè io scrivo, e come tutti quelli che scrivono - Nim potrebbe capirmi, se leggesse questo post - ci tengo alla coerenza. Leggo e rileggo le mie pagine cercando di lasciare che i personaggi siano coerenti e realistici, o che il loro cambiamento arrivi con una motivazione.
Non esiste che Gary, egoista, approfittatore, superficiale e chi più ne ha più ne metta riceve un pugno e poi si ritrova a piangere come un bambino perchè lui Rachel l'amava davvero e la voleva davvero sposare, e bla, bla bla…
Se per tutto il dannato libro non ha fatto altro che spendere i suoi soldi, approfittarsi di lei, cercare di sfilarle tutto quello che poteva a scrocco, maltrattarla, farla sentire in colpa e illuderla di volerla sposare con un anello che lui non aveva assolutamente comprato… può nel giro di un paragrafo diventare un fidanzato ancora più dolce e adorabile di Ethan?
Un poco di buono cascamorto e vanitoso non può cambiare nel giro di tre righe, accidenti!
E siccome non potevo sopportare l'idea che Rachel, in assoluto la mia preferita e il personaggio più simile a me nel libro, finisse con questo cretino del tutto improbabile ho deciso che non avrei finito questo libro.

Non è un brutto libro, anche se decisamente prevedibile, per una che è cresciuta a pane, film e telefilm americani. Se però riesci a soprassedere al fatto che il cattivo di punto in bianco diventa il primo dei buoni senza nessun motivo apparente.

Il pane, come il vero amore, richiede tempo, dedizione,
mani forti e amorevoli, e pazienza.


Stelle: 1/5

venerdì 3 febbraio 2012

Prima che tutto abbia inizio

Titolo assolutamente insolito per la mia libreria, ma con tutta la passione che sto maturando per questo telefilm non potevo non leggerlo!

Glee - come tutto ebbe inizio di  Sophia Lowelll
 
 
Il liceo McKinley è un'anonima scuola superiore di Lima, Ohio. Un posto mediocre in ogni senso: insegnanti svogliati, studenti ancora più svogliati, cheerleader bellissime e nerd occhialuti. Sarebbe tutto normale, se non fosse che proprio tra le file dei banchi del McKinley si nascondono giovani pieni di talento. Ambiziosi o timidi, sono tutti delle star in erba. 
C'è la sedicenne gotica che desidera solo dimostrare le sue capacità artistiche, il giocatore di football che spera di fare la differenza a questo mondo, la star dalla voce incredibile che viene ricordata solo per i suoi modi arroganti. Il ballo di inizio anno è l'occasione per molti di loro di uscire dal coro e dimostrare di essere diversi, di essere in qualche modo speciali... e sarà così che inizierà una delle più grandi avventure della loro vita.

 
Ebbene sì, ho comprato questo libro un anno e mezzo fa... e l'ho già riletto almeno quattro volte.
Non è forse un pezzo grosso come Le Cronache di Narnia o Il Signore degli Anelli... non è nemmeno una serie power come Hyperversum o Fairy Oak.
Lewis diceva sempre che i libri che amiamo di più sono quelli che continuiamo a rileggere e per questo motivo credo che sia uno dei miei libri preferiti.
La storia è molto carina, spiega qualcosa del pre-pilot ma soprattutto è terribilmente simile al telefilm! Tutti i personaggi sono perfetti, esattamente uguali a quello che sono davvero, e anche le relazioni sono proprio quelle!

Questo è quello che è successo prima che tutto abbia inizio: la storia ruota attorno alla settimana che precede l'inizio della serie.
Rachel decide di entrare nel Glee, Quinn vuole diventare reginetta del ballo di inizio anno, Tina si mette a capo del comitato decorazioni bagnando il naso a tutte le Cheerios e catturando l'attenzione di Mike. Finn viene eletto re con Quinn, ma la sua attenzione è attirata da quella ragazza dai lunghi capelli castani che canta con "i suoi amici sfigati ma pieni di talento". E quando Rachel si mette in testa di cambiare scuola, lui avrà una parte non influente nella sua scelta finale.

E proprio nell'ultima pagina, William Shuester entra nell'ufficio del preside: "Figgins? Vorrei parlarle del Glee Club."

Ho particolarmente amato Finn. Mi piace moltissimo il suo punto di vista sulla storia, il suo essere attirato da Quinn ("era tremendamente sexy, solo un pazzo non le avrebbe detto di sì") ma essere comunque calamitato da Rachel, tanto che quando lei si allontana gli dà l'impressione di "aver perso qualcosa di importante".
Non è un capolavoro della letteratura, ma è pur sempre un libro e sulla mia serie tv preferita.
E poi Rachel è davvero in gamba! In questo libro viene fuori quel lato di lei che io amo: determinata ma in fondo insicura e timorosa. E poi mi piace come si emoziona all'idea di cantare davanti a centinaia di migliaia di persone ma si sente nervosa a cantare davanti a Finn, anche se solo.

L'ho riletto quattro volte e continuo a tirarlo fuori dalla libreria per spizzicarlo, quindi sì, merita a pieno titolo un posto tra i miei libri del 2012.
Perchè in fondo vorrei davvero essere una perdente come lo sono loro!

Quando Rachel chiudeva gli occhi e cantava, non era più sul palco del McKinley, bensì sulla ribalta del maggiore teatro di Broadway ad esibirsi per migliaia e migliaia di spettatori rapiti.

Stelle: 5/5