31 maggio 2011

Profumo di rose

(c) Wikipedia
Dita di Polvere direbbe che "sono nella storia sbagliata"... e credo che abbia ragione.
Domenica ho passato una giornata a dir poco meravigliosa.
Dove? Nel Medioevo.
Con indosso un lungo abito blu dalla gonna ampia, i capelli intrecciati sulla nuca e una larga camicia di lino, ho vissuto per una intera giornata nei panni di Elizabeth.
Sì, perchè ero l'unica in abito blu.
E quando ho scritto Il Calice della Creazione... Elizabeth l'ho fatta vestire di blu.
Ho la pelle d'oca dall'emozione al ripensarci!

Poi ho capito che non sarei mai voluta essere una principessa.
Cioè, non voglio essere fraintesa: mi sarebbe piaciuto essere una ragazza del popolo normalissima, perchè le principesse erano lì, tutte impettite e in silenzio, fasciate nei loro meravigliosi abiti... come le rose nelle serre, nelle teche di vetro.
Che ne sanno quelle rose del sole che ti accarezza il viso, del freddo che ti ghiaccia la pelle e della pioggia che ti disseta? Non lo sanno.
Saranno perfette in ogni stagione, sempre bellissime... ma a loro mancherà quello che fa sentire viva una persona, quello che fa sentire vive una ragazza del popolo: correre assieme alle altre donne persalvarsi la vita, farsi proteggere da un bel cavaliere con la divisa azzurra e oro... loro non ne hanno bisogno. La loro vita è protetta e preservata da queste forti emozioni.
No, sarei più felice di essere nel popolo, e non in vetrina in un castello.

Per concludere vorrei dire che, per la prima volta nella mia vita, mi sono sentita completamente a mio agio. In un tempo diverso dal mio, con persone sconosciute, in un posto che non conoscevo, con indosso un vestito così diverso da quelli di tutti i giorni... mi sono sentita me stessa.
Ero vera, ero io.
Perchè è vero, io ero Elizabeth... ma la verità è che Elizabeth sono io.

06 maggio 2011

Entusiasmo


«Perchè vedete, quando una cosa vi entusiasma, vuol dire che vi fa sentire "nel respiro di Dio".»
Diceva così un don, alla tre giorni dei giovani della mia città.
In effetti, non ci avevo mai pensato. Entusiasmo... è una parola che uso spesso senza pensarci sopra troppo. Mi entusiasma avere un paio d'ore per scrivere una storia, mi entusiasma andare in reparto quando so che c'è il Doc, mi entusiasma passare del tempo con le mie amiche.

Ci sono tante cose che mi fanno pensare che ci sia davvero Qualcuno che mi vuole bene e che si preoccupa per me: non saprei spiegarmi altrimenti come mai, nella mia vita, trovo sempre la persona giusta al momento giusto.
Giù di morale e autostima sotto i piedi? Due mesi di animazione con Prince, che tira fuori tutto l'entusiasmo che era in me e che nemmeno io immaginavo di possedere.
Voglia di mollare medicina perchè troppo pesante per i miei pochi neuroni? Per puro caso vengo scelta come studentessa da un dottore davvero unico che mi fa tornare l'entusiasmo per questo fantastico mestiere.
Solitudine e lacrime in tasca? Mi ritrovo attorno quattro persone fantastiche che dal nulla riportano il sole nella mia giornata: Jessica e la sua dolce intelligenza, Veronica e i nostri discorsi davanti a due cioccolate (anche se poi finiscono sempre per essere un tè e un cappuccino), Beatrice e il suo delizioso modo di esserci sempre quando si ha bisogno di lei, Roberta e quella sua fantastica ironia che riesce a farti ridere quando non ne hai voglia.

C'è un paragrafo del libro di Nouwen Sentirsi Amati che dice
"ogni volta che qualcuno parla bene di te è come se tu potessi sentire un'eco della forte, bella ma nascosta voce di Chi per primo dice cose belle di te".
E nell'abbraccio affettuoso e paterno del Doc, oggi, mi sono resa conto davvero che ogni volta che uno di loro mi abbraccia è come sentirsi abbracciati da Lui. È come sentirsi nel respiro di Dio.


(c) GodnessOfGod