5 cose che ★ Libri che mi hanno costretto a leggere

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
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Sto cercando di ristrutturare il blog, questo è vero. Ed è altrettanto vero che sto cercando di farlo in fretta… ma non posso lasciarlo proprio così abbandonato e sguarnito di post! Ad aprile sono stata fin troppo negligente! Quindi ecco qui, voglio rimettermi in pista con questo Cinque cose che che si prospetta molto interessante!

Se avete scritto anche voi questo post lasciatemi il link nei commenti e passerò di sicuro a dare un'occhiata! Tempo o non tempo i miei commenti li leggo davvero tutti!


5 libri che mi hanno (quasi) costretto a leggere


Premessa:
nessuno di questi libri è stato per me una costrizione, per il semplice motivo che se anche mi veniva assegnato un libro e io non lo volevo leggere… con un po' d'astuzia riuscivo sempre a evitare di leggerlo e a fare comunque bella figura davanti alla prof. Sono sempre stata una studentessa diligente, ma su questa cosa del leggere per forza ammetto di aver sempre fatto un po' quello che mi pareva!


Lo Straniero di Camus

Una lettura pessima, di cui ricordo solo… che non mi era piaciuta! Però siccome al liceo io e la mia prof di italiano del biennio eravamo sempre ai ferri corti, io l'ho preso come un pretesto per farle ammettere che ero brillante (visto che lei non mi riteneva tale). L'ho letto con tanta attenzione e minuzia e l'ho talmente smontato con dati e fatti nella discussione del sabato mattina che alla fine non solo mi ha dovuto dare ragione, ma mi ha anche messo un bel voto! Ammetto che lo ritengo il mio momento di maggior gloria nella carriera di liceale!



I Miserabili di Victor Hugo

Anche qui, la costrizione vale solo per metà, dato che non sono arrivata neanche a metà del secondo volume! Tanto che nell'analisi del personaggio preferito - compito a casa della suddetta prof - io ho scelto Fantine (che, si sa, al secondo libro non ci arriva). Ho talmente giustificato la mia scelta con circostanza e passione che la mia prof non ha potuto questionare sul fatto che io avessi letto o meno l'intera trilogia.
Non nego che Les Miserables è uno dei miei musical preferiti, ma temo che Hugo sia stato - e sempre sarà - un autore non adatto a me.



Il male che si deve raccontare di Simonetta Agnello Hornby

Come sapete io sono laureata in Servizio Sociale, e all'università avevo una prof di filosofia politica (Marina Calloni, per l'appunto) che era molto attenta ai temi della parità di genere. Nel suo corso la prof ha fatto una specie di "lezione-seminario" sulla violenza domestica, consigliandoci più volte di leggere questo libro perché ci avrebbe aperto gli occhi. Sono rimasta spiazzata dalla crudezza, dalla violenza e dalla pietà di molte storie di questo libro. Veramente crudo e forte. Ed era vero: meritava una lettura da una futura assistente sociale.



Il giovane Holden di Salinger

L'ho odiato subito, dal primo momento, e credo che a tutt'oggi sia l'unico libro che non riprenderei mai e poi mai in mano. Mi dava fastidio tutto, di questa storia. Il modo in cui era scritta, il protagonista, la trama… Ma ero in prima media e non ero ancora sufficientemente furba da trovare modi per evitare di leggerlo e fare il compito comunque. Quindi penso di essere andata avanti quasi fino alla fine… e forse è per questo che ne ho un ricordo tanto odioso!





Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle

Anche questo libro l'ho letto in prima media, e mi hanno costretto a leggerlo fino alla fine nell'unico modo possibile: ogni settimana la prof ci assegnava di leggere e riassumere due o tre capitoli. In questo modo - e in un'epoca dove alle medie non esisteva internet - eri praticamente costretta a farli, i compiti. Ecco, forse questo è stato l'unico libro che sono stata davvero costretta a leggere. E che naturalmente ho detestato proprio per questo.





A questa lista mancano i libri che mi sono stati assegnati da leggere per compito ma che non mi sono sentita costretta a leggere. Per esempio quelli in inglese (The Importance Of Being Earnest, The Dubliners, Wuthering Heights…), che mi sono piaciuti tutti, o anche Omero, Iliade di Baricco che ho adorato… e ci sono tutta una serie di altri libri che ho letto per mio piacere personale a partire da brani sui libri di letteratura. Un esempio per tutti Fosca, di Tarchetti, che ho davvero amato!

Se anche voi fate questa rubrica e avete voglia di condividere le vostre letture, lasciatemi il link e verrò a trovarvi! Alla prossima!

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Work in progress!

Okay.
Ho bisogno di fare il punto della situazione che sennò qui finisce che non ci capisco più niente.

Il piano è: rendere il Flowerstardust pubblico.

Il che vuol dire:
A - creare una pagina Facebook per il blog, con cui interagire e seguire le altre pagine di blogger e allo stesso tempo postare/diffondere ciò che faccio su Facebook
B - crearmi un account di Instagram (che mi servirà anche per le challenge che sto portando avanti per la #101in1001) in cui mettere il link del blog

Lo scopo è: farmi conoscere di più tra le blogger e coinvolgere nella lettura e nella pubblicità del blog anche la gente che mi conosce in real.
Questo perchè da quando ho iniziato ad avere il coraggio di dire alla gente che ho un blog invece che sopraccigli increspati e battutine ho ricevuto occhiate ammirate e commenti interessati. Forse è il caso che io inizi a credere un po' di più in me stessa e in quello che faccio (e che mi piace fare).

Prima di fare questo però devo:
1 - togliere tutti i post privati, che ho scritto per me stessa e che non voglio che nessuno legga

Questo l'ho già fatto, e li ho spostati tutti su un blog apposito. Non è nè indicizzato su Google nè aperto al pubblico e si chiama The North Mountain Palace, come il posto dove Elsa si rifugia quando vuole essere sè stessa senza limiti e riserve dati dal mondo. Mi sembrava un bel nome per un blog privato privatissimo di sfoghi e confessioni.

2 - sistemare i layout, i tag, la grafica, le immagini e tutti i post in modo da renderli carini e presentabili

Capite che questo lavoro è tipo infinito, perchè ho tipo 256 post (da cui ho già tolto i suddetti privati) da sistemare, rivedere, riconsiderare. E con l'impostazione di Blogger che vuole tutte le foto in https:// è doppiamente difficile, perchè ogni post va aggiornato con foto apposta. E ogni post deve avere almeno una foto, per far funzionare il linkwithin che metterò appena avrò finito il riordino dei post.


3 - sistemare la grafica

Ho visto che Blogger ha messo nuovi stili, e la cosa mi intriga un sacco... vorrei qualcosa di carino ed essenziale, ma allo stesso tempo originale. In particolare vorrei riuscire ad usare i riquadri per le citazioni alla fine delle recensioni, e trovare un modo carino per impostare "automaticamente" lo stile dei titoli dei libri nelle recensioni. Devo fare uno studio di HTML e CSS per questo, mi sa. Se qualcuno ha modo di aiutarmi gli sarò eternamente grato.

(c) WeHeartIt
Quando finalmente avrò finito tutto questo, e avrò anche preparato Facebook e Instagram, potrò concentrarmi sul riprendere le mie rubriche. Ho tolto tutti i post alle mie storie, perchè sinceramente erano pizzosi e noiosi e nessuno li leggeva... vorrei renderli più accattivanti e briosi, e farne dei veri ebook per poi proporli a chi legge il blog!
E poi... e poi ho altre idee, ma non so cosa riuscirò a mettere in pratica.

Questo progetto si sta dimostrando una cosa colossale, e sto trascurando quasi tutto per metterlo in pratica! Non posso certo mollare adesso, quando ho investito così tanto, no?


Per cui adesso io rimbocco le maniche, alzo il volume della colonna sonora di Glee e cerco di portare avanti la cosa... a voi chiedo solo un po' di incoraggiamento e tanta, tanta pazienza!

A presto! :)
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5 cose che ★ Canzoni del cuore

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
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È un periodo di musica, non c'è che dire! Dopo lo scorso 5 cose che (questo) e la mia soundtrack (questa), il 5 cose che di oggi - sì, cercate di ignorare quelli saltati in mezzo -  è di nuovo musicale! si tratta di scegliere le proprie cinque canzoni preferite.

E anche se ammetto che è come chiedermi di scegliere tra i miei figli (ne ho tipo 500 nel pc e non so quante altre nel cuore e nella testa), proverò a sceglierne solo cinque...



5 canzoni del cuore
(rigorosamente in ordine sparso!)


Don't Stop Believing - Glee
Questa è una delle mie canzoni preferite, che mi fermo sempre ad ascoltare.
Mi piace il senso, il "non smettere di credere"... ma mi ricorda anche uno dei telefilm che mi ha letteralmente salvato la vita quando mi sembrava di non trovare la mia strada.
E poi insomma, Lea Michele è Lea Michele.




Let it Go - Frozen
Frozen mi è piaciuto tantissimo, così come questa canzone è stupenda, secondo me.
Rispecchia benissimo come mi sento a volte, tanto che la metto apposta per sfogarmi in camera...
Purtroppo Frozen è diventato troppo, troppo, TROPPO commerciale e inizio a non sopportare più tutto il merchandising e le ragazzine (ma neanche tanto) invasate che lo adorano.
Però questa canzone è così tanto Broadway... e Idina Menzel è divina.




This Is Now - Casting Crowns
Scegliere una sola delle canzoni dei Casting Crowns è stato difficilissimo...
adoro i loro testi, adoro le loro musiche, il modo in cui riescano a scrivere romantiche ballad,
pezzi rock e canzoni introspettive di violini e pianoforti con la stessa incomparabile maestria.
Trovo che siano credenti e musicisti, cantanti e cristiani incredibili.
Poterli vedere dal vivo sarebbe un sogno, per ora mi limito a imparare la loro discografia.
Ho scelto questa perchè penso che sia una di quelle con il ritmo più accattivante, ma vi consiglio di ascoltare Thrive, The Very Next Thing e tutte - tutte - le altre. Dovrò farci un FanGirl prima o poi!


I Lived - One Republic
Questa e Hall Of Fame dei The Script sono tra le mie canzoni preferite proprio perchè rappresentano il mio modo di vedere la vita: non basta esistere, io voglio vivere! Voglio fare grandi cose, e quando la mia vita finirà poter dire di averla spesa dal primo all'ultimo minuto.



Do you hear the people sing - Les Miserables
Anche questa canzone per me è un inno! Mi fa pensare a Broadway, mi fa sentire a Broadway...
e mi dà una carica incredibile!
Adoro cantarla in macchina a tutto volume, a costo di sembrare una cafona! :P



Queste sono solo una minima, piccolissima parte delle mie canzoni del cuore... e probabilmente se mi richiedeste la stessa cosa il mese prossimo sarebbero cambiate (sono estremamente volubile in merito!), per cui vi consiglio di ascoltarvi le canzoni di tutti i miei post #soundtrack per avere qualche spunto musicale in più!

Come sempre, se avete partecipato anche voi a questa rubrica, lasciatemi il link e verrò a curiosare! :)
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Guest Post ★ Buone abitudini

Sono stata contattata da Sarah di startbloggingonline.com per un guest post! Mi ha proposto di mettere sul blog una sua infografica con qualche riga di spiegazione, per farsi un pochino di pubblicità... io sono sempre dispostissima a fare posto a chi vuole un po' di spazio, perchè so che farsi conoscere nella blogosfera non è mai facile.
Quindi ecco qui, un carinissimo post su come sviluppare... una buona abitudine! :)

Trovate qui sotto un testo introduttivo (in inglese e in italiano) e più sotto l'infografica!



        ITA
Le buone abitudini sono importanti. Molte volte sono ciò su cui si basa il modo in cui uno vive, la "base"da cui dipendono tutte le cose positive che possono succedere a una persona.
Le buone abitudini influenzano le cose più importanti per la nostra vita. Prendiamo per esempio la buona abitudine di lavarsi i denti: una cosa così piccola porta come conseguenza alito fresco e denti sani! Oppure alcuni dicono che la sola abitudine di alzarsi presto ha buone conseguenze: permette di fare più cose e raggiungere più obiettivi nell'arco della giornata.
Una buona abitudine porta con sè ottimi risultati, che permettono di sentirsi bene e di essere più produttivi. Un altro effetto positivo che hanno è che mettendole in pratica traiamo il massimo da ogni momento della giornata (o della notte, per alcune persone!).
Non c'è dubbio che le cose migliori derivano dalle buone abitudini. Per prima cosa, impediscono di sprecare il nostro tempo; e poi fanno sì che i nostri sforzi producano risultati, ci fanno sentire più sani e in pace con noi stessi.
Ci sono così tanti benefici per mettere in pratica delle buone abitudini! Ed è per questo che è importante anche renderle quotidiane, costanti e includerle nelle attività di tutti i giorni.
L'infografica che stai per leggere sottolinea le ragioni per cui stabilire delle buone abitudini è davvero  importante. E come dice il saggio, sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!

ENG
Good habits are always a must in living life. A lot of times it is the standard of how one lives his life. Somehow, it serves as the foundation of everything positive that could happen to one person.
These habits affect some of the great stuff that are essential to you. Take for example the good habit of brushing your teeth. That alone brings you results like fresher breath and stronger teeth. When it comes to daily living, some say the habit of waking up early does everyone good.
It allows them to do more things and achieve more results for the day. This is the part where good habits can produce the best possible results that can help you feel better and allows you to be more productive. Another effect of this is that you get to maximize every moment of the day (or night for some people).
You can’t doubt the good things that can come out of these. First of all, you are not going to waste any time you spend. Then, every effort you exert produces good quality results. There are some habits that make you healthier and have more peace of mind.
There are so many great benefits from practicing these things. That is why it is important to establish them and include them in your daily living.
In this line, the infographic that you are about to read emphasizes the reasons why establishing good habits is very important. As a wise man once said, be the change you want to see in the world!



7 Steps to Developing Good Habits
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Did, Do, Will #20

Rubrica mensile creata da Ika

Ovviamente non sono riuscita a postare questo recap a gennaio, shame on me!!! Vediamo se riesco a "tenere botta" per tutto l'anno con questa caspita di rubrica che non riesco mai a seguire fedelmente... stavolta ci sono i libri di gennaio+febbraio!

In questi mesi ho letto otto libri, e di ciò sono molto fiera... anche se - ovviamente - non ho nè finito gli iniziati nè letto i programmati (ma ormai questo non sorprende più nessuno...)
 


#DID

Heartless di C. Funke :: recensione
La lettrice di T. Chee :: recensione
Hania - il cavaliere di luce di S. De Mari :: recensione
I sopravvissuti del volo 305 di A.G. Riddle :: recensione
Fallen di L. Kate :: recensione
Accesso negato di U. Lucchese :: recensione
La guerra degli elementi - gli Eredi di Atlas di V. Santiago :: recensione
Siamo in missione per conto di Dio - la santificazione del lavoro di P. Corigliano :: recensione (GR)

 



#DO

 Ever After High - Il libro dei destini di S. Hale
(lo sto rileggendo perchè mi era piaciuto tantissimo!)

Il trono di ghiaccio di S.J. Maas
(che mi sta lasciando qualche perplessità...)

   
 



#WILL

Sicuramente leggerò
Ever After High, La più malvagia del reame di S. Hale

poi non so se passare a Hania - la strega muta,
rileggere Millennio di Fuoco - Seija per poi leggere Raivo
 oppure provare a finire una volta per tutte Hyperversum Next...

Consigli?

 
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Recensione ★ La guerra degli elementi - gli Eredi di Atlas

Ho letto questo libro cercando un self-published sul blog di Valentina, per la sua Made In Italy Challenge. Per febbraio chiedeva di leggere un libro autopubblicato, e io non sono per niente ferrata in merito. Questa mi sembrava una storia interessante, con gli elementi, il fantasy e la promessa di epiche battaglie...

La guerra degli elementi - Gli Eredi di Atlas
 di  Veronika Santiago


http://1.bp.blogspot.com/-lWwThjOmzyg/VLOoQjOUe_I/AAAAAAAABNQ/b9KTh8h_rY8/s1600/Gli%2BEredi%2Bdi%2BAtlas%2B-%2BCopertina.jpgAurora, Duncan, Dean e Aisha non potrebbero essere più diversi. Un'aspirante dottoressa, un figlio di papà internato in un ospedale psichiatrico, una cantante e un giovane dalla vita normale cosa possono avere in comune? Non si conoscono e solo Aurora e Duncan si sono incontrati per caso (senza peraltro che ci fosse una certa sintonia tra loro). Tutti e quattro, però, vengono convinti a seguire un misterioso personaggio verso una misteriosa isola, in nome di misteriose motivazioni che non vengono loro spiegate. Si ritrovano così in una storia più grande di loro: Eredi dei Reggenti di Atlas, custodi degli elementi e guerrieri di una battaglia da cui dipenderà il destino della Terra, i quattro ragazzi dovranno scoprire il passato nascosto nel loro cuore e nella loro mente, ritrovare i loro poteri perduti e combattere il male che avanza, la Forza Distruttrice che sta mettendo in pericolo il mondo. Ma loro sono solo quattro... dove sono gli altri Eredi? E l'erede dell'Etere, dove si nasconde?

Questa recensione sarà veramente lunga, ma quando do un voto basso a un libro mi sento in dovere di spiegarne le ragioni ancora di più di quando dò quattro o cinque stelline...

Per poter spiegare a dovere i miei punti di vista sulla cosa,
questa recensione contiene SPOILER!


Iniziamo dai lati positivi: l'ambientazione e l'idea di fondo della trama!
Sono elementi che mi sono piaciuti molto: tutta la leggenda di Atlas, le figure dei Reggenti e il loro arrivo sulla terra... ho trovato tutto ben pensato e architettato, e soprattutto originale! Di storie con gli elementi è pieno il mondo, ma questa dava un taglio davvero particolare alla storia. Mi è anche piaciuta l'idea che gli Eredi non erano quattro, uno per elemento, ma dieci: un maschio e una femmina per ogni elemento e due per l'etere, in modo che fosse davvero un mondo "completo". Mi è anche piaciuto l'abbinamento di esseri magici ai vari elementi (anche se in questo primo libro ne conosciamo solo un tipo). Di sicuro questa costruzione del mondo fantastico, oltre alla descrizione del mondo fisico in cui si avventurano le loro storie, è stata la cosa che ho apprezzato di più: mi sono veramente sentita a OgniDove, così come tutta la scena sulla spiaggia alla fine del racconto mi è sembrata ben descritta, almeno nell'ambientazione spaziale. Anche la questione dell'erede dell'etere mi è piaciuta abbastanza, l'ho trovata ben gestita e originale al punto giusto.

Quello che purtroppo non mi è piaciuto sono i personaggi.
La cosa che in assoluto mi ha lasciato più perplessa sono stati i loro comportamenti: dopo appena due parole e mezz'ora insieme, già ci sono abbracci pieni di trasporto (e del tutto immotivati, a mio parere) in cui ci si lascia avvolgere amorevolmente da perfetti sconosciuti di cui - a parole - si ha paura. Per fare un esempio preso dal racconto, ad un certo punto Aisha e Duncan si salutano perchè si devono separare (tra l'altro perchè lei deve andare a pranzo e lui non andrà) e si dice che quel saluto "aveva il sapore salato di un addio: uno di fronte all'altra come due fidanzati alla stazione". Ci sono rimasta un po' così, perchè insomma, non si conoscevano quasi, di sicuro non si potevano amare già e nessuno dei due stava andando a morire, quindi non poteva essere un addio! Il pathos di questa scena era assolutamente immotivato!

La caratterizzazione dei personaggi - a cui io tengo tantissimo perchè da questo dipende un buon 50% del mio gradimento della storia - è la cosa che mi ha deluso di più. Sono tutti e quattro poco profondi, inverosimili e stereotipati.

Duncan è il figone che sa fare tutto, è bellissimo, fiero, forte, coraggioso... e tutti lo rispettano nonostante lui prenda a pesci in faccia sia i suoi coetanei che i più adulti. Tra le righe mi è parso di leggere che lui poteva fare il bello e il cattivo tempo (ma più il cattivo, mediamente) con tutti perchè è forte e coraggioso! È così e basta. Ma per piacere! Ne ho letti di libri dove c'è un leader forte, coraggioso... e anche magari con un carattere difficilie (tipo Manente di Gens Arcana), ma mai così maleducati, presuntuosi, arroganti e insopportabili! Duncan è il personaggio che ho detestato maggiormente, e mi ha dato ancora più fastidio perchè tutti - tutti - obbedivano ai suoi modi bruschi e maleducati come incantati dalla sua personalità. Perfino Dominique, che dovrebbe essere il "leader" della gente di OgniDove, che è saggio, adulto e intelligente gli obbedisce senza fiatare e non gli ricorda nemmeno una volta che forse insultare tutti non è troppo carino. Si affeziona perfino a lui come un padre! Non so, io l'ho trovato così insopportabile che non riuscivo nemmeno a immaginarlo con quella figosità di cui si parlava spesso nella storia...

Aurora invece è sciocca e insipida, e non fa altro che lamentarsi e piagnucolare per tutto il tempo - e non lo dico in senso lato, ma proprio perchè non fa altro che sospirare e gemere ad ogni cosa... per poi trasformarsi in una vipera a causa della gelosia (immotivata, almeno stando al fatto che lei e duncan pare siano "destinati" a stare insieme) verso Aisha. Il suo cambiamento repentino in questo senso è stata la cosa che mi ha sconvolta maggiormente del suo personaggio.

Aisha era il personaggio che preferivo, anche perchè secondo me in lei c'era un tentantivo di introspezione... almeno all'inizio. Purtroppo dall'arrivo ad OgniDove la luce del palcoscenico viene catalizzata da Duncan, tanto che Aisha manco si ricorda più di essere una cantante e di essere andata lì col sogno di diventare famosa. È un personaggio interessante, forte, determinata, ottimista... se non fosse che la sola presenza del personaggio di Duncan la rende una mozzarella. Quando poi ha si è scoperta innamorata di Duncan ci sono rimasta malissimo! Nulla ha fatto trasparire il loro presunto amore, e nemmeno che avessero passato del tempo insieme (Duncan non fa altro che combattere per i fatti suoi al castello)... come hanno fatto ad innamorarsi? Come? In più quando lui le rivela di essere innamorato non di lei ma di Aurora, perchè l'ha visto in una sua visione, da quella con un minimo di personalità e di tempra Aisha diventa una che fa un discorso in cui dice una cosa e ne fa un'altra solo perchè non può avere la persona che ama. Okay, forse la cosa stava ancora in piedi... ma è stata resa in un modo banale ("«Ma certo». Devo essere impazzita." E così via per un lungo discorso con Duncan...) che l'ha messa in ridicolo ai miei occhi. Inoltre era completamente fuori dal suo personaggio di ragazza forte, determinata e ottimista.
In più c'è stato un punto in cui veramente volevo sfasare: Aisha chiede a Duncan di tornare a VillaPetra con lei, lui rifiuta, lei tenta con il labbro imbronciato, lui rifiuta ancora... e lei pensa che «se il broncio aveva fallito, cos'altro avrebbe potuto fare?». Ma andiamo. Una ragazza non è solo occhioni da cucciolo e sorrisi, no? Ragionare? Parlare? Portare motivazioni e/o discuterne insieme? Queste non sono opzioni? Mi è sembrato che le donne di questa storia (Pilar, Chantal e Penelope comprese) fossero le più prive di personalità... e mi è spiaciuto, perchè è proprio una donna l'autrice!

Dean è in assoluto il più sfortunato, perchè conta come il due di picche quando la briscola è fiori... per fare un esempio è l'unico che non ci viene presentato nel mondo reale. Mentre degli altri sappiamo dove vivevano e perfino qualcosa delle loro famiglie... lui "puf", spunta fuori sull'auto di Bolton senza spiegazioni. Come personaggio mi è piaciuto più di tutti gli altri per il suo carattere timido, remissivo e per la sua mancanza di autostima, che lo rende verosimile, originale ma mai lamentoso e piagnucolone come Aurora! Purtroppo, però, di punto in bianco inizia a menare le mani e fa perfino a botte con Duncan. Non so, questo l'ho trovato forzatissimo... Praticamente gli insulti di Duncan, invece di approfondire la sua poca autostima come farebbero con una persona reale, lo spingono a diventare un manesco aggressivo come lui. E inutile dire che per questo anche Dean inizia a portare Duncan in palma di mano.

Per finire due parole sui cattivi. Si dà quasi per scontato - o questa è l'impressione che ho avuto io leggendo il libro - che siano cattivi solo perchè non sono dalla parte della gente di OgniDove («E chi lo decide chi sono i buoni e i cattivi? Tu?» e Dean risponde: «C'è ben poco da decidere, basta guardarti.»... e niente nella sua avversaria denotava cattiveria, a mio parere. Solo il fatto di non essere dalla parte di Dean e degli altri.) Mi piace sperare che tra qualche libro si scoprirà che i cattivi erano all'isola e che i quattro personaggi si sono lasciati abbindolare dalla parte sbagliata, ma ho già capito che non succederà.

Accanto a queste delusioni sui personaggi, anche lo stile mi ha lasciato un po' perplessa.
Le parti di ricordo di Atlas mi sono piaciute molto: sono liriche, ricercate, poetiche e molto forti, sia nelle scene di pace e serenità che in quelle di guerra e violenza.
Però... però il resto non mi ha convinto.
I dialoghi sono spesso molto forzati, artefatti e poco verosimili... molte volte leggendo mi sembrava di leggere frasi appiccicate lì e non dette dalle persone. Ho notato che in tutti i libri autopubblicati c'è questo problema con i dialoghi, sono sicuramente la cosa più difficile da rendere, ma per me sono anche molto importanti. Tra l'altro la formula «non ti crucciare Dean, ce la caveremo», che in questo libro è usata spessissimo, è una di quelle che penso sia meno verosimile al mondo. Anche solo una virgola  in più («non ti crucciare, Dean, ce la caveremo») la renderebbe più musicale.
Un'altra cosa che non mi è molto piaciuta è che non è chiaro il punto di vista. Chi racconta la storia? Praticamente veniamo a conoscenza dei pensieri di un personaggio mentre il resto del testo è raccontato dal punto di vista di un altro, e questo mi ha confuso abbastanza.
La cosa che però ho trovato più insopportabile nello stile del racconto è stata l'uso continuo di soprannomi. Aurora è sempre etichettata come "la biondina" Gloria è "la rossa"... poi c'è il Killer, il Marinaio... sono tutti equipaggiati di un soprannome, e non solo da Duncan - che tra le sue innumerevoli doti ha perfino l'arroganza di non chiamare mai per nome nessuno ma di etichettare tutti Riccioli d'Oro, Zucchero e Marinaio fin dal primo momento - ma perfino dal narratore, che usa "la biondina" al posto di "Aurora" anche quando potrebbe darle dignità di persona e chiamarla per nome!

Lo so, sono io ad essere pignola e sofistica, ma da una storia pretendo di essere catturata, tirata in mezzo... non voglio accorgermi del tempo che passa, non vedere l'ora di leggere, voglio provare la sensazione che i personaggi siano persone vere e vibranti e di essere in mezzo a loro nel vivere le avventure. Lo so che non è una roba facile, ma insomma, non sono una lettrice che si accontenta, lo so da sempre!

L'odio profondo per Duncan e la piattezza dei personaggi mi hanno fatto pesare tantissimo questa storia. Continuavo a controllare quanto sarebbe mancato alla fine... Mi è spiaciuto non averla apprezzata, perchè ribadisco che l'idea di fondo era bella, l'ambientazione ben costruita, i dettagli curati... ma i pro non sono sufficienti a spingermi a continuare in questa saga.

Siete di Eredi dei Reggenti di Atlas, ricordatelo sempre, in ogni momento. Le vostre potenzialità vanno oltre l'immaginazione del genere umano.


Stelle: 2/5
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Recensione ★ Accesso negato

Ho ricevuto questo ebook da Libro/mania e devo ammettere che è stata una lettura piacevole: i thriller mi piacciono, e anche non avevo mai letto una crime story dal punto di vista dei malavitosi (preferisco di gran lunga le storie in cui i buoni acciuffano i cattivi e li sbattono in cella) è stata una lettura diversa dal solito!

Accesso Negato di  Ugo Lucchese

Le vite di Nico e Frisu non potrebbero essere più diverse - uomo della malavita che vive tra le ombre l'uno, giovane rampante nelle agenzie di casting per le pubblicità l'altro - ma sono destinate ad incontrarsi. Nico ha intenzione di fregare una volta per tutte il Giudice, suo ex-capo e leader della Costellazione, un'associazione a delinquere che si basa su ricatti ed estorsioni. Quando si accorge che qualcuno ha fatto il furbo prima di lui, però, cambia strategia: riporterà al Giudice i soldi a lui sottratti e si farà pagare profumatamente.
Frisu vive la sua vita, quieta e serena, con un vago interesse per la collega Lidia e con la consapevolezza di aver salutato un padre che non era mai stato presente nella sua vita. Non c'è niente di fuori dall'ordinario, per lui, finchè non gli arriva per posta un telefonino con dentro la foto della sua patente...


Questa è stata davvero una lettura interessante! I capitoli sono introdotti da una data e un'ora, che all'inizio mi sembrava inutile... ma che poi mi sono resa conto essere fondamentale per seguire la trama, che viene raccontata sue binari paralleli, che finiscono per sdoppiarsi, moltiplicarsi, intrecciarsi e poi incontrarsi tutti nel finale.
La cosa che mi ha colpito di più è che l'autore ha saputo tenere in piedi la storia in modo magistrale: ogni scelta, ogni azione, ogni decisione dei personaggi è razionale, sensata e verosimile. Nulla sfugge alla logica sottesa alla trama, ogni azione è concatenata, ragionata e razionale. C'era cura anche nei dettagli, compresi i tempi di spostamento tra un luogo e un'altro, i riferimenti delle vie e dei locali... tutto era veramente, veramente realistico! Non so se sia anche "vero", nel senso che non so se i posti nominati esistano davvero... ma di sicuro l'impressione è stata quella di leggere una storia verosimile.

Un'altra cosa che mi è piaciuta molto di questo libro è stato il tema che tratta: la sete di denaro, che porta inevitabilmente alla dannazione. La Costellazione persegue come scopo l'arricchimento dei suoi membri (e visti gli zeri sui loro conti in banca ci riesce benissimo), Nico fa quello che fa perchè sente odere di soldi, Frisu finisce dove finisce perchè qualcuno vuole da lui dei soldi. Tutto - tutto - di questo racconto gira intorno ai soldi e al volerne sempre di più. Tutto questo porta la gente a fare cavolate e a finire nei guai, e quasi sempre a lasciarci la pelle, se non almeno gli affetti. Ho trovato molto cinico e molto verosimile questo aspetto del racconto, ma mi ha anche fatto molto riflettere.
L'altra cosa che ho pensato è stata l'estrema pericolosità dell'affidarsi alla tecnologia per tutto. Banche e cellulari, computer, sistemi di allarme... Nico riesce a raggiungere tutti e a scoprire tutto solo perchè la nostra intera vita ruota attorno al digitale. Anche questo mi ha fatto un po' paura, lo ammetto... però mi ha anche fatto riflettere.

Se la trama e i temi mi sono molto piaciuti, purtroppo non ho trovato ugualmente fluente lo stile con cui sono riportati i dialoghi. Ho trovato alcune conversazioni molto artefatte e questo mi ha reso meno piacevole la storia: erano frasi finte, poco realistiche, che stonavano con la minuzia con cui era raccontato il resto. 
L'altra cosa che mi è spiaciuto non trovare è stato il phatos: nonostante fosse un cosiddetto "thriller", non ci ho trovato molta emozione. Forse per lo stile, ma più probabilmente proprio per la trama, che è molto lenta e costruita ad arte, mattoncino su mattoncino, il racconto non è avvincente o veloce. Più che un thriller io l'ho vista come una spy story, una storia di mistero... le mancava quel ritmo mozzafiato che hanno i libri thriller in cui salti su ad ogni rumore che senti in casa mentre li leggi.
A mio parere è un libro che merita di essere letto, anche se con la consapevolezza che sarà più una storia "mentale", di piani ingegnosi (e che piani ingegnosi!) e tecnologia, che un thriller fatto di colpi di scena.

Vi lascio i link alla pagina dell'editore e alla pagina Facebook del romanzo. Da fine marzo il libro sarà ordinabile anche in formato cartaceo in qualunque libreria e anche su Amazon!


Nessuna pietà per i traditori.

Stelle: 3/5
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Soundtrack ★ Love songs

È dal 2014 che non rispolvero questa rubrica... è riemersa dai meandri della cronologia del mio blog in vista di una cosa che sto progettando e che spero di portare a termine quanto prima.
Ma nel frattempo, vi lascio a questa nuova puntata delle Soundtrack. Visto che il 14 febbraio è passato da poco, ho deciso che racconterà una storia d'amore.

Dieci canzoni che mi rappresentano in questo momento.
E ovviamente perchè. 

#1 - Logico #1, Cesare Cremonini
«Chissà se amare è una cosa vera»
Tutto iniziò con il sottofondo di questa canzone, la colonna sonora dell'estate 2014. Trovo che rappresenti benissimo il mio stato d'animo dei tempi.

#2 - We've got tonite, Lea Michele & Cory Monteith
«I know your plans don't include me»
E poi è arrivato il primo giorno di ottobre. Non dimenticherò mai la canzone che ho ascoltato quella sera, come ultima cosa prima di spegnere tutto e uscire. Era perfetta per me. Era perfetta per quel momento. Era perfetta e basta.

#3 - Il comico, Cesare Cremonini
«Non ho niente di speciale, ma se ridi poi vuol dire che una cosa la so fare»
E dopo una serata in cui avevo riso come non facevo da tempo e come non avevo mai fatto con un ragazzo, fermi al semaforo rosso sulla strada di casa è partita questa canzone.

#4 - È una storia sai..., La Bella e la Bestia
«Solo amici e poi, uno dice un noi, tutto cambia già»
Era dicembre, e io non riuscivo a capire come fosse successo. Io e te era diventato noi. E questa cazone risuonava a ripetizione nella mia stanza, con me che volteggiavo sul parquet.

#5 - L'amore è una cosa semplice, Tiziano Ferro
«Ti verrò a prendere con le mie mani, e sarò quello che non ti aspettavi»
No, decisamente non me l'aspettavo. Non mi aspettavo niente di quello che mi stava succedendo, e soprattutto non mi aspettavo che l'amore fosse davvero una cosa semplice.

#6 - Science&Faith, The Script
«You can break everything down to chemicals, but you can't explain a love like ours»
Era uno scherzo, ma era anche un modo per pensarti. Booth e Brennan, lui quello bello e lei quella intelligente. E ascoltavo questa canzone pensando a quanto certe cose non si possano spiegare.

 #7 - Il mondo insieme a te, Max Pezzali
«Forse non sarei neanche più rimasto»
E poi condividere è stata la cosa più bella. Condividere sogni e speranze, sorrisi e sofferenze, desideri e speranze. Ma soprattutto condividere il mondo, i posti, i viaggi, le cose belle fatte e viste insieme.

#8 - Ci sei sempre stata, Ligabue
«Eri solo da incontrare, ma tu ci sei sempre stata»
E poi mi hai detto esattamente questo. Che anche quando pensavi che non ci fosse nessuno, in realtà io c'ero. Ero solo da incontrare, ma c'ero sempre stata.

#9 - Tu sei lei, Ligabue
«E lasci in giro il tuo profumo, come a dirmi io ci sono»
Due vite intrecciate, due persone vicine, due anni insieme. Due anni e tante cose vissute insieme, bisticci e litigi finiti sempre con un abbraccio. E una casa da condividere.

#10 - Can I have this dance,Vanessa Hudgens & Zac Efron
«Let it rain, let it pour, what we have is worth fightin' for»
E nell'anno delle "terze volte" (terzo Natale, terzo compleanno, terza estate insieme) sono di nuovo nella mia stanza, con la musica alta, a volteggiare sul parquet. Tutto grazie a te.



Come penso avrete capito, questa non è la soundtrack di una generica storia d'amore.
È quella di una ragazza che cerca di nascondere i suoi difetti
e di un agente dell'FBI a cui piacciono tutti.
 
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Recensione ★ Fallen

Ho letto questo libro convinta dalle bellissime copertine della ristampa in occasione del film... sperando di smentire il mio istinto, che mi diceva che non mi sarebbe piaciuto. Speranza abbastanza vana, purtroppo. Devo imparare a seguire di più il mio istinto e meno le copertine belle!

Fallen di  Lauren Kate

Lucinda "Luce" Price ha sedici anni e non si sente esattamente come le sue coetanee. È la sola a vedere delle misteriose "ombre", e in più una terribile tragedia segna il suo passato, tanto da convincere i suoi genitori ad iscriverla alla Sword&Cross, un collegio/riformatorio per ragazzi difficili. I suoi compagni di scuola sono giovani ribelli e fuori dagli schemi, il cui passato è quasi sempre avvolto nel mistero. C'è la bellissima e antipatica Gabbe, l'irriverente Arriane, la goffa e brillante Penn... ma soprattutto ci sono loro: Cam e Daniel. Luce è attratta da entrambi, pur essendo loro così diversi... magnetico e seducente l'uno, scostante e misterioso l'altro. Spinta dalla curiosità e dall'interesse per Daniel - ma irretita dai sorrisi e dai modi galanti di Cam - Luce si ritroverà incastrata tra i due ragazzi, incerta sul da farsi, confusa e smarrita. I guai e i disastri si succederanno così rapidamente che quando Luce capirà cosa sta succedendo sarà troppo tardi. 

Ho letto questo libro intrigata dalla ristampa che ne hanno fatto in occasione del film: ha una copertina così bella! L'ho vista e ho pensato: "okay, non mi ispira e non l'ho mai letto perchè pensavo non mi sarebbe piaciuto, ma con tutto questo entusiasmo intorno gliela devo dare una possibilità!".
Avevo già provato a leggere Lauren Kate rimanendo abbastanza perplessa (qui la recensione di Princess), ma pensavo che magari questa saga, con tutto l'amore e il clamore che si porta dietro, sarebbe stata una piacevole smentita.

Per poter spiegare a dovere i miei punti di vista sulla cosa,
questa recensione contiene SPOILER!

La cosa che in assoluto ho trovato più insopportabile è stata la presunta storia d'amore tra Daniel e Luce. Giustifico i loro sentimenti solo perchè lui si ricorda che si sono sempre amati, e anche io in fondo credo che l'amore sia una cosa che permane anche attraverso i secoli (sempre ammesso che si creda alla reincarnazione...)... però il loro modo di fare non mi è sembrato mai tenero nè romantico! Lui poi, devo ammetterlo, non mi è parso niente di che nella storia... Luce si dev'essere innamorata di lui stavolta solo a causa di una latente memoria delle sue vite precedenti, perchè l'attuale non mi è sembrato nè dolce, nè intelligente, nè niente. Probabilmente bello, almeno a giudicare da come Luce lo descrive mentre fa ginnastica...
Anche Cam, però, non mi è sembrato un granchè: l'ho trovato un insieme di scontatezze, il solito cattivo dagli occhi verdi (che chissà poi perchè sono prerogativa dei cattivi...) con un sorriso a cui non si può dire di no anche se non si vuole. Ho capito che era cattivo dopo tipo dieci righe.
E inutile dire che mi chiedo anche perchè entrambi siano interessati a Luce. Spero che sia perchè lei ha qualche potere o roba del genere che si spiegherà nei prossimi libri... perchè davvero, non sembra essere speciale o peculiare o interessante in niente. Anzi, in alcuni tratti l'ho trovata sciocca e un po' infantile, una specie di mix tra Bella Swan e Clary Fray.

I personaggi secondari invece un po' mi sono piaciuti, li ho trovati abbastanza originali e piacevoli, oltre che verosimili. In particolare mi è piaciuta Penn, ma un po' anche Arriane e Gabbe (anche se avevo capito che era l'angelo Gabriele in gonnella appena Luce la becca a parlare con Daniel).

La trama è a mio parere troppo banale. Classica storia di liceo, in cui la protagonista è divisa tra due ragazzi, con quel pizzico di lotta bene/male tipica del fantasy che ha aggiunto un pochino di pepe, sì, ma solo alle ultime scene. La mancanza (o meglio la prevedibilità) dei colpi di scena è stata di sicuro la maggior fonte di disappunto per la sottoscritta. L'unica nota un po' particolare è stata il personaggio della bibliotecaria, ecco, quella non me la aspettavo. L'unica cosa però, che tra l'altro mi ha guastato uno dei pochi personaggi a cui mi ero affezionata.

Una cosa che mi ha fatto assolutamente sfasare è stata invece la leggerezza con cui Trevor e Penn vengono sacrificati. Quando Daniel va a salvare Luce, lascia morire Trevor senza problemi, tanto che le righe successive alla cosa non sono dedicate ad altro che al bacio appassionato che Luce sogna di dare all'angelo che l'ha salvata. Trovo che sia stato veramente di pessimo gusto... oltre al fatto che il pensiero che Luce sia l'unica con un angelo custode mi fa anche un po' arrabbiare.
Quando un personaggio secondario innocente muore senza motivo - e soprattutto senza che alla cosa sia data importanza - mi innervosisco. Perchè insomma, non è che l'unica cosa importante nella storia sono gli sbaciucchiosi protagonisti! Mi era già successo con Shadowhunters, quando mi sono resa conto che l'unico personaggio sacrificato era un povero innocente che aveva la sola colpa di non essere un figone come Alec o Jace... (qui la recensione).

E quindi no, per me questo libro non prende più di due stelle, perchè nonostante ci siano dettagli che mi sono piaciuti, tipo la questione della reincarnazione e del motivo per cui questa Luce è diversa... in linea di massima l'ho trovato un romanzo rosa privo di spessore e di originalità sia nei personaggi che nella trama in generale. Probabilmente è solo perchè è il primo libro, ma la maggior parte dei colpi di scena non sono stati tali... e - proprio come mi è successo con Shadowhunters - ho trovato insopportabili i protagonisti, tanto che non mi fanno nemmeno venire voglia di dare una possibilità al loro proseguio.

Combattere per l'unica cosa davvero buona, nobile, potente;
l'unica cosa per cui valeva la pena rischiare tutto. L'amore.


Stelle: 2/5
2

5 cose che ★ Books&Songs

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
Per più info clicca qui.
Il post di questa settimana è assolutamente geniale, e sono felice di riuscire a farci sopra un post!
Bisogna mettere la riproduzione casuale della playlist e abbinare i primi cinque brani che si sentono a cinque libri. Sarà una cosa molto, molto difficile... ma adoro i post diversi dal solito, e questo lo sarà! Quindi basta chiacchiere e andiamo al sodo!



5 canzoni & 5 libri



 01 :: Hail Rain Or Sunshine, The Script

La saga di Robin, Elena Kedros
Ho già iniziato a fare fatica con la prima canzone, andiamo bene!
Questa bellissima canzone - che vi consiglio di ascoltare, perchè è veramente stupenda - mi ha davvero messo in crisi... praticamente inabbinabile! Alla fine ho scelto la saga di Robin di Elena Kedros, perchè trasmette più o meno lo stesso messaggio: se si ha la compagnia giusta vicino andrà tutto bene!



02 :: Borderline/Open Up Your Heart, Rachel&Finn from Glee ::

Heartless, Cornelia Funke
A parte che rivedere la Finchel cantare questa canzone della prima stagione mi ha fatto scendere la lacrimuccia (e cantare come non facevo da mesi), ho pensato subito a questo libro. Per l'intera storia, i due protagonisti non fanno altro che resistere al Filo d'Oro che li congiunge, pur sapendo che non vorrebbero altro che stare cuore a cuore, vicini. In effetti la canzone è molto più allegra del libro, ma ho trovato il senso molto simile!



03 :: Flares, The Script

Before The Dawn, Max Allan Collins
La protagonista di questo libro potrebbe benissimo aver scritto questa canzone. Ferita, sola, sofferente... ma sempre pronta a combattere, nonostante pensi di essere sola. Sa che là fuori c'è la sua famiglia, e ama guardare la Seattle postapocalittica del suo mondo dall'alto dello space needle, perchè sa che c'è qualcuno, là fuori, che sta aspettando solo lei.
(Questo mi ricorda che dovrei finire di leggere anche questa saga, argh)



04 :: Guardian, Alanis Morrisette

Hunger Games, Suzanne Collins
Anche se in un certo senso questa canzone potrebbe rappresentare in qualche modo anche Katniss e il suo amore per Primrose, che dà il via all'intera storia, io penso che sia perfetta per Peeta. Lui è uno dei personaggi più belli che io abbia mai incontrato nella mia vita di lettrice. 
Piccolo Off Topic: non ho mai visto i film e mai lo farò, perchè lo scimmione mascellone che hanno scelto per lui non lo rappresenta affatto!



05 :: Betlemme, The Sun

Sì, vabbè, questa era impossibile. Però... però poi la mia mente ha trovato la connessione. Questo libro di Silvana De Mari calza a pennello, perchè parla di libertà e prigionia, di regalità e schiavitù, di sogni, di speranza, di accoglienza, di fede e d'amore. Yorsh, Rosa Alba, Chiara, ma ancora di più Rankstrail e Skardrail... tutti loro potrebbero fare un coro con questa canzone.
"La luce schiude, non preclude, questa è la mia fede."



Ammetto di aver barato un po', forse, perchè più che abbinare canzone/libro ho abbinato canzone/personaggio... però a volte l'intuizione fa abbinamenti troppo mirati per ignorarla!
Sono molto colpita, però, perchè metà della mia playlist conta i Casting Crowns e non è passata nessuna loro canzone... che strano! Sarà per il prossimo 5 cose che... a tema musicale!

Come sempre, se avete partecipato a questa rubrica, mettetemi i link nei commenti e verrò a trovarvi! :)
6

I sopravvissuti del volo 305

Non era assolutamente quello che mi aspettavo. Ma dopo essere passata per delusione e scetticismo... ho finito per amare tantissimo questo libro! Assolutamente consigliato! 

I sopravvissuti del volo 305 di  A. G. Riddle

Quando il volo 305 precipita nella campagna inglese, i passeggeri non hanno idea di cosa sia successo esattamente.
Harper - giovane scrittrice di biografie - è sollevata solo perchè la lotta tra la vita e la morte le impedirà di prendere la Decisione. Con la D maiuscola, perchè Harper è terrorizzata dalle scelte. La sopravvivenza è la prorità... ma lo sarà ancora di più quando i passeggeri dell'aereo si accorgeranno di essere nel posto sbagliato e forse addirittura nel tempo sbagliato.
Cosa sta succedendo alla gente? Invecchia e muore a vista d'occhio. E chi sono quei misteriosi esseri con tuta a scaglie e caschi a specchio? Le navicelle che si combattono in cielo sembrano usciti dalla Guerra dei Mondi, e nulla sembra più quello che si conosce.
Grazie al sangue freddo di Nick, al cervello di Yul e Sabrina e a un pugno di coraggiosi sopravvissuti, Harper scoprirà la verità. E sarà qualcosa di veramente sconvolgente..

Ho preso questo libro sempre grazie alla famosa promo 0,99€ del Kobo store, attirata da qualche bella recensione vista online e soprattutto al sottotitolo "un grande thriller numero 1 negli Stati Uniti". Questa riga e la copertina con quella mano insanguinata mi hanno fatto immaginare una storia del tipo: aereo, passeggeri ignari, aereo che si schianta e successive rocambolesche avventure perchè chi doveva morire non muore e si scopre piano paino chi è e perchè deve morire... una specie di spy story dal leggere con il fiato corto. E invece... e invece no.
Il disastro aereo è solo la parte iniziale (quella mano insaguinata è quanto mai fuorviante!) di una storia di fantascienza tra le più mirabilmente costruite. Tutto è incastrato alla perfezione, nessun pezzetto viene perso, nessuno è campato per aria: tutto perfettamente calzante, concentrato e organizzato. Ben presto infatti i sopravvissuti si rendono conto di essere nel posto giusto, da qualche parte in Inghilterra, ma nel tempo sbagliato. Fino alle ultime pagine del libro i misteri invece di chiarirsi si infittiscono, aggrappandosi gli uni agli altri: cos'è successo a Londra? Dove sono tutti? Perchè sono atterrati lì? Perchè proprio loro, e perchè in quel momento?
Le domande aumentano, ma non temete: riceverete una risposta a tutte. E una risposta anche scientifica, devo ammetterla. Le scelte fatte dall'autore sono tutte incredibilmente razionali, anche se abbastanza complicate (ma niente di esagerato, promesso!).

Anche i personaggi mi sono piaciuti molto: Harper è originale e molto vera, e ammetto di essermi ritrovata moltissimo in lei. Non solo come scrittrice, ma anche come persona che teme di prendere le decisioni. La storia ha fatto bene a lei quanto ne ha fatto a me, e questo è sicuramente uno dei motivi per cui l'ho apprezzata così tanto. Anche Nick mi è piaciuto abbastanza, anche se ha alcuni tratti un po' stereotipati... e tanto eroismo e praticità me li aspetto da un vigile del fuoco, non da un imprenditore di start-up. Ma in fondo non ha fatto niente di veramente folle e assurdo, non l'ho trovato inverosimile e quindi per me passa il test. Anche Sabrina, Yul e gli altri che non nomino per non fare spoiler sono caratterizzati molto bene sia nelle descrizioni sia nel modo di parlare. Le loro azioni sono sempre sensate e spiegate... non sempre razionali, ma in effetti questo li ha resi ancora più veri e umani.

Ho trovato questo libro scritto magistralmente in ogni suo punto, mai noioso e mai troppo veloce o complicato. L'ho trovato geniale nelle idee, visionario nei temi - provate a leggerlo e a non farvi domande su globalizzazione e tecnologia, se ci riuscite - e anche molto ben costruito sul piano logico e di "fattibilità". Ma soprattutto ho amato il tema che porta, quello delle scelte: come le scelte che facciamo possano veramente cambiare il mondo. Anche quelle piccolissime, che sembrano non avere impatto su niente fuorchè su noi stessi.


Le scelte di oggi sono la realtà di domani.


Stelle: 5/5


1

Hania - il cavaliere di luce

Dopo aver amato la saga degli Ultimi, ho deciso di sperimentare la nuova serie di Silvana De Mari. Ci sono pro e ci sono contro, in questo libro, ma la valutazione è comunque tutto sommato positiva... 

Hania - Il cavaliere di luce di  Silvana De Mari

Haxen è una madre. Ma non ha mai conosciuto un uomo nella sua vita. Si è ritrovata incinta dopo una notte di buio e terrore, in un luogo misterioso, nelle tenebre più complete mentre il cielo sopra di lei era ferito da meteore color sangue.
Nove mesi più tardi Haxen fugge, con al collo la neonata. È bionda e bellissima come sua madre, ma muta, scorbutica e scostante. Hania - così si chiama la bambina - infatti è umana solo per metà: suo padre è il Signore degli Inganni, l'Oscuro, il grande Signore del Male, che ha organizzato la sua nascita per dannare l'umanità. Gli uomini dovranno scegliere se uccidere bambini innocenti, sperando così di uccidere tra loro la figlia del Male, oppure se lasciarla crescere e vivere, in attesa del momento di dannarli. La scelta è ardua e difficile, ma Haxen segue i consigli che le aveva dato da bambina suo padre, e grazie agli insegnamenti del Cavaliere di Luce, decide di prendere una terza via...

Ammetto che pensavo meglio, speravo in qualcosa di più epico e aulico e coinvolgente, qualcosa che fosse all'altezza della saga degli Ultimi {qui la recensione del primo libro} che ho tanto amato.

Questo libro è bello, mi è piaciuto molto e la scrittura della De Mari è sempre per me come un canto di sirene: mi trascina nella storia con dolcezza e maestria, con descrizioni stupende e la costruzione di mondi alternativi sempre verosimili e allo stesso tempo fantastici. La sua capacità di raccontare, narrare e descrivere posti, sentimenti e persone è altissima e superba, questo è innegabile.
Tuttavia in questo libro non ho trovato quella umanità varia e vera dell'altra saga. I personaggi sono solo Haxen e Hania, madre e figlia, che si rimbalzano la parola di capitolo in capitolo. Principessa eroica e valorosa l'una, bambina scorbutica e detestabile l'altra. Una bimba appena nata che dimostra tre anni, ha conoscenza su ogni cosa del mondo e odia tutto e tutti, attendendo il momento in cui suo Padre - e non sua madre, con la m rigorosamente minuscola - arriverà e la glorificherà, dannando il mondo e mostrandola come la grande discendenza che è. È lei la vera protagonista: Hania si ritrova, potente e malvagia, rinchiusa in un corpo di bimba, alle prese con le necessità di calore, cibo e sonno, divisa fra la necessità e l'odio per le tenerezze materne.
I personaggi sono praticamente finiti qui, e anche il terzo personaggio importante della comitiva - che non nomino per non fare spoiler - mi è sembrato piatto e affrettato... Perfino i più marginali personaggetti dell'altra saga erano così vivi e vibranti da ricordarli benissimo. Qui questo non c'è proprio, forse per scelta, forse per esigenze di brevità, non so.

Quello che però mi è piaciuto - e molto - è la "razionalità" della storia. Tutto si può vedere in filigrana e in trasparenza, tutto è leggibile in due modi. C'è la favola della bambina che vuole solo il male e che pian piano inizia a maturare un suo pensiero, e su un'altro piano c'è la capacità di andare oltre lo stereotipo, di capire che ogni persona è unica e libera di scegliere. E questo vale sia per sè stessi che per gli altri. Ho amato molto questo aspetto della storia, tanto che il pezzo della lotta nel deserto in cui Hania realizza cosa sta succedendo e fa la sua scelta, quello è il pezzo che ho preferito.
L'altro aspetto veramente bello del libro è secondo me la lama sottilissima tra il bene e il male. Come avevo già notato nel libro La Corona del Drago {qui la recensione}, non è possibile distinguerli nettamente. Le azioni di Hania si interpretano in mille modi diversi, e tra quello che leggiamo nella sua mente e quello che legge la gente che vede le sue azioni c'è sempre distanza.

Il messaggio più bello di questo libro è secondo me quello di capire che nessuno ha la verità e la certezza in tasca. Ogni azione va capita e compresa, prima che giudicata.
E soprattutto, dimostra che il bene è sempre, inesorabilmente, più forte del male.


«Non si sa mai cosa la vita ci metterà davanti,» diceva sempre suo padre.
«Ma quello che sai, è come l'affronterai».


Stelle: 3/5

14

Heartless

Questo libro è il terzo della saga Mirrorworld di Cornelia Funke (dopo Reckless e Fearless), e pensavo fosse l'ultimo della saga. Invece, dopo averlo terminato, ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che ce ne sono altri due... ma che non sono ancora stati scritti!!!

Heartless di  Cornelia Funke

I personaggi del Mondo oltre lo Specchio devono fare i conti con l'amore. L'Oscura sta fuggendo al legame con il suo antico amante, che ha deciso che può fare a meno di lei. John spera di non incontrare mai più suo figlio, mentre Kami'en lo sta cercando disperatamente. Jacob sta pagando il prezzo del debito contratto con il Giocatore per salvare Volpe e Will farebbe di tutto per salvare Clara, perfino tornare ad avere la pelle di giada.
Il mondo oltre lo specchio è in pericolo, ora che gli elfi ontani hanno deciso di distruggere le fate e tornare a prendere il potere. A Jacob non basterà affatto mettere in pratica tutte le sue capacità di cercatore di tesori, perchè quello che deve trovare adesso è un modo per sconfiggere il Giocatore e godere del tesoro più prezioso che abbia mai trovato. Un tesoro che non aveva mai apprezzato fino ad adesso, adesso che si rende conto che non lo può più avere.


Questo libro è molto più oscuro dei due che lo precedono. La minaccia non sono più i Goyl o le fate, ma il Giocatore, un personaggio molto più crudele, infido e determinato di quelli che l'hanno preceduto.  La cosa bella è che tutti - proprio tutti - i personaggi dei libri precedenti tornano tra queste pagine: da Jacob a Dunbar, da Volpe a Chanute, da Will a Clara. Ci sono Kami'en, Hentzau e perfino Nerron. Amalia, Donnersmark e Alma. Ci sono proprio tutti, e in questo libro si nota come siano legati gli uni gli altri dall'amore e dal timore di perderlo. Ci sono anche alcuni personaggi nuovi, però, e per fortuna la Funke è una brava scrittrice, o mi sarei persa in questa marea di personaggi alla terza pagina!

Purtroppo, rispetto ai primi due, la storia di questo romanzo mi ha attirato molto meno... forse era perchè non vedevo l'ora di scoprire cosa sarebbe successo alla fine ma mi è sembrato più lento, meno avvincente, con avventure parallele troppo "riempitive" e poco incisive. Anche i nuovi personaggi inseriti non mi sono piaciuti granchè.

Il titolo italiano Heartless l'ho trovato - per una volta - veramente calzante. Come il primo e il secondo anche in questo tutte le storie girano attorno a un unico elemento: per il primo erano i Reckless, nel secondo la paura, in questo l'amore. L'amore che c'è e non ci dovrebbe essere, quello che non c'è e si desidera, quello che si sogna, quello che si pensa di non meritare, quello per cui si è disposti a morire. Ci sono mille tipi di amore - passione, tenerezza, amore fraterno e paterno, amore breve e amore eterno - e sono loro a portare avanti la trama.
Ho trovato molto particolare il modo in cui questo libro parla d'amore, rendendolo la più potente delle magie ma allo stesso tempo quella che ti rende infinitamente più debole.

Resta il fatto che anche nella sua lentezza e lunghezza la scrittura di Cornelia Funke riesce sempre a catturarmi e a portarmi tra le sue pagine, nel suo misterioso e pericoloso mondo oltre lo specchio. Il modo in cui scrive, le parole che sceglie, le frasi, il tono, i paragoni... è tutto scelto con cura, è uno stile che veramente non saprei descrivere se non dicendo che è solo suo.

Il motivo per cui non sono riuscita a dare più di tre stelle a questo libro è la sua completa mancanza di fine. A differenza del primo e del secondo, che pur lasciando le porte aperte ad un seguito sono riusciti a "concludere" quello che iniziavano, in questo caso è lasciato tutto troppo, troppo aperto. Non sappiamo dove sta andando Will e perchè. Volpe e Jacob dove andranno? Cosa faranno? Che fine ha fatto davvero l'oscura? e Kami'en, ritroverà suo figlio?
Tutti i punti di domanda che si erano aperti all'inizio del libro e a cui non vedevo l'ora di rispondere - tanto che i capitoli in mezzo al libro mi sembravano sempre troppo lunghi - non sono stati svelati nemmeno per un pochino. E la cosa peggiore è che il prossimo libro non si sa quando uscirà!

Le mie tre stelle per questo libro non sono "realistiche", perchè lo mettono insieme a libri che non mi sono piaciuti granchè... tuttavia, visto cosa la Funke ha fatto negli altri romanzi, non mi sento di darle di più. Spero di tutto cuore che prima o poi avremo il quarto libro di questa saga, perchè noncelapossofare a rimanere così!


C'era una volta... le fiabe non cominciano così per niente, Will.
Ma il "poi vissero per sempre felici e contenti" ce lo si deve guadagnare.


Stelle: 3/5

2

5 cose che ★ Libri di cui avrei voluto essere la protagonista

Rubrica del blog Twins Books Lovers.
Per più info clicca qui.
È stato un mese difficile... e siamo solo a gennaio!
Ho postato pochissimo, ma a mia discolpa vorrei dire che grazie alla 101 in 1001 challenge ho deciso di dare un taglio una volta per tutte al pc dopocena (che mi procurava una discreta insonnia, tra l'altro), quindi ho molto meno tempo da dedicare a internet. Ma la cosa ha molti lati positivi... di cui però parlerò in un altro post. Ora vi lascio al post settimanale delle Twin Books Lovers, questa volta a tema letterario!


5 libri in cui vorrei essere stata al posto della protagonista



ll primo libro che mi viene in mente è la saga di Robin di Elena Kedros. Lo so che teoricamente sarebbe una saga per bambini, ma io mi ci vedevo benissimo nei panni della protagonista. La storia è stupenda, avvincente, tutta eroismo e lealtà e amicizia... e poi è ambientata nel Medioevo inglese, con tanto di castelli, dame, cavalieri e... Robin Hood!

Per lo stesso motivo aggiungo alla lista, come secondo libro, The Forestwife di Theresa Tomlinson. Anche qui si tratta di una storia ambientata nel medioevo inglese, ma in modo molto meno "fiabesco" e più realistico. È una bellissima versione al femminile della leggenda di Robin Hood, e devo ammettere che anche in questo caso mi sarebbe piaciuto alla follia essere io la Donna della Foresta e vivere tra gli alberi con un'allegra compagnia intorno, difendendo il mondo dai soprusi dei nobili!

Poi ho scelto Il Signore Degli Anelli di Tolkien, perchè ho sempre sognato di fare parte della Compagnia dell'Anello! Vi confiderò che al liceo avevo anche scritto una mezza specie di fanfiction in cui io ero al posto di Sam e accompagnavo Frodo fino a Monte Fato... ovviamente finendo perdutamente innamorati l'uno dell'altra. Ah, sogni di giovinezza! Però devo ammettere che tuttora sogno un'avventura come la loro, veramente grande.

Gli altri due libri che scelgo non reggono affatto il confronto con i primi due, ma siccome bisogna sceglierne cinque farò uno sforzo.

Il primo è Beastly di Alex Flynn. Al momento è la trasposizione più bella che io abbia letto della storia della Bella e la Bestia (la mia favola preferita), quindi ovviamente mi piacerebbe essere la protagonista. Il secondo è l'ultimo che ho letto, La Lettrice di Traci Chee. La storia di Sefia mi è piaciuta molto, soprattutto nelle sue avventure su velieri e vascelli... è una cosa che mi gaserebbe un sacco! E poi ho adorato Arciere ♡

Scegliere questi cinque libri è stato molto, molto difficile! Però per i primi tre sono straconvinta... ma siccome - ahimè - non esistono più avventure nelle foreste e viaggi verso la Terra di Mezzo, difendo i deboli nel modo che mi è concesso in questo millennio: facendo l'assistente sociale!
Forse meno "eroico" in senso stretto, ma ugualmente appagante, ve l'assicuro. :)
14

Addomesticare

Premessa: Il piccolo principe è un must dei lettori, ma io lo detesto. Lo trovo triste, supponente e anche un tantino cinico, se devo dirlo. Insomma, è proprio il genere di libro che se dici che lo detesti chi lo ama ti guarda con sufficienza pensando "beh, non tutti possono essere elevati moralmente al punto da capire questa eccelsa perla della letteratura". Io non lo amo sotto nessun punto di vista, e quando la gente lo usa in citazioni, bigliettini, lettere d'amore, incontri di catechismo o altro a me viene da grattarmi per l'orticaria perchè appunto, secondo me è tristissimo, supponente, cinico e scritto da una persona che secondo me si sentiva l'unica persona specialissima che non aveva perso l'innocenza in un mondo di soli adulti dediti agli affari. Cosa che secondo me non è, ma vabbè.

Però c'è un però. C'è sempre quando scrivo una premessa su un post sul blog.

Sabato sera eravamo a un battesimo, e il padrino della bimba in questione ha letto un brano (lunghissimo) del Piccolo Principe in chiesa. E sarà stato l'ambiente, saranno stati gli ormoni del ciclo, sarà stata la vicinanza di Booth, non lo so, ma per la prima volta ho letto qualcosa in trasparenza nel famoso, strafamoso, stra-abusato brano della volpe. Questo brano è forse quello che più non sopporto del libro, perchè viene assunto a spiegazione massima dell'amicizia. Posto che secondo me è assolutamente ingarbugliato e spiega in modo incasinato una cosa semplice, quella sera sono riuscita forse a capirlo un tantino di più.
«Tu, fino ad ora, per me sei un ragazzino uguale a centomila ragazzini, e non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila altre volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.»
Ecco, qui sono stata colpita. Perchè questa frase per me è stata un vero flash, perchè per la prima volta mi ha parlato di amore. Io ero per Booth una ragazzina uguale a centomila altre, e lui un agente dell'FBI uguale a centomila altri (passatemi la metafora). Ma abbiamo scelto di addomesticarci, e ora siamo unici l'uno per l'altra. Abbiamo bisogno l'uno dell'altra. La cosa che mi ha più colpito è stata proprio la scelta iniziale. Non un colpo di fulmine. Non due pezzi di puzzle che si incontrano per un qualche destino e che poi si completano. Abbiamo scelto di intrecciare le nostre vite, di limare gli angoli e scavare i vuoti per far sì che le nostre vite si unissero. Questa è la mia idea di amore.

Ma se anche questo pezzo per me è stato un vero fulmine a ciel sereno, sul finale sono tornata ad essere scettica come lo ero in principio: quando il piccolo principe chiede alla volpe cosa ci guadagna ad addomesticarlo, se poi soffrirà e piangerà quando lui se ne dovrà andare, lei gli risponde "il colore del grano". Ecco, che diamine di risposta è? Parliamone! Io capisco benissimo la "metaforicità" di questa frase, il fatto che amerà il grano e ogni volta che ne vedrà il colore penserà a lui, che darà valore a una cosa che prima non ne aveva... ma per me questo non è il valore dell'amore. Insomma, non mi spiega perchè vale la pena amare, anche al costo di soffrire per l'amore che si perde! Anzi, da una parte la interpreto come "penserò a te (e quindi soffrirò perchè non ci sei più) ogni volta che vedrò il grano". No, decisamente a me non piace.
Qui so che tutti quelli che leggeranno cercheranno di spiegarmi con pazienza cosa intendesse realmente Exupery quando ha scritto "il colore del grano", ma secondo me o hai voluto dire una cosa così vaga perchè non sapevi come altro spiegare l'argomento in questione - e se permetti, non ti metti a scrivere un libro che spiega il mondo se non sai spiegare perchè valga la pena amare - oppure ti piace scrivere cose semplici in modo complicato.

Per quanto mi riguarda, il motivo per cui vale la pena amare lo spiegano benissimo in una piccola, semplice frase di Bones, che non è Il Piccolo Principe, non è stranoto, stra-amato e "di qualità" come l'opera di Exupery, ma che personalmente trasmette cosa sia l'amore in modo molto diretto.
«Quello che tu e Temperance avete è il motivo per cui respiriamo.»
Ecco qui. Semplice ed efficace. E immediato. Amare è il motivo per cui siamo stati creati, per cui siamo stati messi al mondo. Amarci l'un l'altro e scegliere di farlo anche se farà soffrire è quello che da il senso alla nostra vita. Il motivo per cui esistiamo. Altro che "il colore del grano". 

(c) Quotesgram


POST SCRIPTUM 
Con questo post non volevo offendere nessuno, nè chi ama il libro nè chi l'ha scritto.
Mi sentivo solo di dire che a mio modesto parere è un libro un tantino sopravvalutato.
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